La tesi si propone di analizzare il comportamento di politica fiscale di alcuni partiti neopopulisti europei che abbiano avuto rilevante esperienza di governo ovvero: la Lega e il Movimento 5 Stelle in Italia, SIRYZA in Grecia, Fidesz in Ungheria. In particolare ci si concentra sull’utilizzo di politiche pubbliche distributive come strumento politico, espressione di un’offerta politica, quella populista, tipicamente semplificata. Esse appaiono come uno strumento di policy coerente con tale offerta perché tipicamente più semplici e politicamente spendibili in quanto tendenti a trarre dalla fiscalità generale odierna o, ancora meglio, da quella futura, indebitandosi, sottraendo risorse in maniera diffusa e diminuendo la percezione del danno dei contribuenti per distribuire risorse in maniera più o meno concentrata. Ci si chiede se questi partiti, al governo, siano più proni a spendere, e a spendere in maniera distributiva, nella forma di sussidi, “bonus”, esenzioni fiscali e chi siano i destinatari di tali misure: il generico “popolo” o specifici bacini elettorali e gruppi di interessi. Si fornirà sia un’analisi di caso in ciascun paese che ripercorra l’uso delle politiche distributive nelle rispettive esperienze di governo, sia un’analisi comparata dei diversi casi per evidenziare eventuali similarità o differenze.
Populismi al governo e politiche pubbliche distributive in Europa: il caso italiano, greco e ungherese
MARTINELLI, LORENZO
2024/2025
Abstract
La tesi si propone di analizzare il comportamento di politica fiscale di alcuni partiti neopopulisti europei che abbiano avuto rilevante esperienza di governo ovvero: la Lega e il Movimento 5 Stelle in Italia, SIRYZA in Grecia, Fidesz in Ungheria. In particolare ci si concentra sull’utilizzo di politiche pubbliche distributive come strumento politico, espressione di un’offerta politica, quella populista, tipicamente semplificata. Esse appaiono come uno strumento di policy coerente con tale offerta perché tipicamente più semplici e politicamente spendibili in quanto tendenti a trarre dalla fiscalità generale odierna o, ancora meglio, da quella futura, indebitandosi, sottraendo risorse in maniera diffusa e diminuendo la percezione del danno dei contribuenti per distribuire risorse in maniera più o meno concentrata. Ci si chiede se questi partiti, al governo, siano più proni a spendere, e a spendere in maniera distributiva, nella forma di sussidi, “bonus”, esenzioni fiscali e chi siano i destinatari di tali misure: il generico “popolo” o specifici bacini elettorali e gruppi di interessi. Si fornirà sia un’analisi di caso in ciascun paese che ripercorra l’uso delle politiche distributive nelle rispettive esperienze di governo, sia un’analisi comparata dei diversi casi per evidenziare eventuali similarità o differenze.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/96098