La depressione rappresenta uno dei disturbi più diffusi e debilitanti a livello globale, costituisce attualmente la terza causa di malattia nel mondo e si stima diventerà la principale entro il 2030. I disturbi depressivi sono i disturbi psichiatrici a più alta prevalenza nella popolazione generale e si associano ad un aumento di mortalità, morbilità e disabilità. Gli stati emotivi negativi tipici della depressione sono strettamente connessi a una disregolazione del sistema nervoso autonomo, osservabile attraverso diversi indicatori psicofisiologici. Tra questi, la variabilità della frequenza cardiaca (Heart Rate Variability, HRV) riveste un ruolo di particolare interesse. Numerose evidenze scientifiche hanno mostrato come nei pazienti depressi siano presenti alterazioni della funzionalità autonomica, quali ridotta sensibilità baroriflessa, irregolarità della frequenza cardiaca e diminuzione della variabilità della frequenza cardiaca. Il biofeedback dell'HRV si è affermato come intervento non farmacologico per la riduzione dei sintomi depressivi. Lo sviluppo delle tecnologie immersive, come la realtà virtuale, ha aperto nuove possibilità nel campo della salute mentale, mostrando un notevole potenziale nel trattamento di diversi disturbi psicologici. L'integrazione di biofeedback e realtà virtuale rappresenta dunque un'area innovativa di ricerca e intervento, in grado di ampliare le strategie terapeutiche disponibili per i disturbi dell'umore. Il presente elaborato di tesi intende valutare l'efficacia di un intervento di biofeedback dell'HRV implementato in realtà virtuale, nella riduzione dei sintomi depressivi. Il campione è composto da 29 partecipanti con sintomi depressivi, con un punteggio al Patient Health Questionnaire-9 ≥ 9. I risultati ottenuti indicano un miglioramento clinicamente significativo della sintomatologia depressiva, con almeno il 50% dei partecipanti che ha evidenziato una riduzione affidabile dei sintomi, in base ai punteggi del PHQ-9. L'analisi della variabilità della frequenza cardiaca a bassa frequenza (Low-Frequency Heart Rate Variability, LF-HRV) ha rivelato un incremento significativo della capacità di autoregolazione fisiologica tra la prima e la quarta sessione (t(9) = 33,65, p = .005), suggerendo l'efficacia del protocollo di biofeedback nel modulare l'attività del sistema nervoso autonomo e nel potenziare la regolazione vagale dei partecipanti.
Efficacia di un intervento di biofeedback in realtà virtuale nella riduzione dei sintomi depressivi
SALOMÈ, GIORGIA
2024/2025
Abstract
La depressione rappresenta uno dei disturbi più diffusi e debilitanti a livello globale, costituisce attualmente la terza causa di malattia nel mondo e si stima diventerà la principale entro il 2030. I disturbi depressivi sono i disturbi psichiatrici a più alta prevalenza nella popolazione generale e si associano ad un aumento di mortalità, morbilità e disabilità. Gli stati emotivi negativi tipici della depressione sono strettamente connessi a una disregolazione del sistema nervoso autonomo, osservabile attraverso diversi indicatori psicofisiologici. Tra questi, la variabilità della frequenza cardiaca (Heart Rate Variability, HRV) riveste un ruolo di particolare interesse. Numerose evidenze scientifiche hanno mostrato come nei pazienti depressi siano presenti alterazioni della funzionalità autonomica, quali ridotta sensibilità baroriflessa, irregolarità della frequenza cardiaca e diminuzione della variabilità della frequenza cardiaca. Il biofeedback dell'HRV si è affermato come intervento non farmacologico per la riduzione dei sintomi depressivi. Lo sviluppo delle tecnologie immersive, come la realtà virtuale, ha aperto nuove possibilità nel campo della salute mentale, mostrando un notevole potenziale nel trattamento di diversi disturbi psicologici. L'integrazione di biofeedback e realtà virtuale rappresenta dunque un'area innovativa di ricerca e intervento, in grado di ampliare le strategie terapeutiche disponibili per i disturbi dell'umore. Il presente elaborato di tesi intende valutare l'efficacia di un intervento di biofeedback dell'HRV implementato in realtà virtuale, nella riduzione dei sintomi depressivi. Il campione è composto da 29 partecipanti con sintomi depressivi, con un punteggio al Patient Health Questionnaire-9 ≥ 9. I risultati ottenuti indicano un miglioramento clinicamente significativo della sintomatologia depressiva, con almeno il 50% dei partecipanti che ha evidenziato una riduzione affidabile dei sintomi, in base ai punteggi del PHQ-9. L'analisi della variabilità della frequenza cardiaca a bassa frequenza (Low-Frequency Heart Rate Variability, LF-HRV) ha rivelato un incremento significativo della capacità di autoregolazione fisiologica tra la prima e la quarta sessione (t(9) = 33,65, p = .005), suggerendo l'efficacia del protocollo di biofeedback nel modulare l'attività del sistema nervoso autonomo e nel potenziare la regolazione vagale dei partecipanti.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/96196