Attraverso il proprio odore corporeo gli esseri umani sono in grado di trasmettere diversi tipi di informazioni. Questo tipo di stimoli, anche definiti odori sociali, sono coinvolti in numerosi processi affettivi, cognitivi e comportamentali, ma il loro ruolo nella modulazione dell’inibizione motoria in relazione alla sintomatologia depressiva rimane ancora poco esplorato. Recentemente è stato dimostrato che la sintomatologia depressiva è associata a una maggiore consapevolezza degli odori sociali, ma a una risposta affettiva ridotta. Parallelamente, la letteratura ha ampiamente documentato una compromissione delle funzioni esecutive in pazienti con depressione, con particolare riferimento al controllo inibitorio. La presente tesi si propone di indagare la relazione tra percezione di odori sociali corporei e la presenza di sintomi depressivi, valutata tramite il questionario Beck Depression Inventory-II, sulla prestazione nel compito Go/No-go di controllo inibitorio. Il campione era composto da 122 partecipanti donne, tra i 18 e i 35 anni. Le partecipanti svolgevano il compito Go/NoGo in una di tre condizioni olfattive: odore corporeo femminile mascherato da un olio essenziale di legno di cedro, odore comune con il solo olio essenziale e aria pulita. Contemporaneamente è stata rilevata la frequenza cardiaca a riposo e durante il compito per valutare eventuali effetti dei sintomi depressivi e degli odori sociali sulla variabilità della frequenza cardiaca. Si è ipotizzato che l’esposizione alle diverse condizioni olfattive modulasse la performance al compito. In particolare, si prevedeva che l’esposizione all’odore corporeo femminile migliorasse la prestazione rispetto alle condizioni di odore comune e di aria pulita, mentre l’odore comune determinasse una prestazione peggiore rispetto alle altre due condizioni. Inoltre, si ipotizzava che livelli più elevati di sintomatologia depressiva fossero associati a prestazioni peggiori, ma che l’esposizione all’odore corporeo femminile potesse attenuare tale effetto, riducendo l’impatto dei sintomi depressivi sul controllo inibitorio. I risultati hanno mostrato che l’esposizione all’odore corporeo femminile migliorava l’accuratezza nei trial No-Go rispetto all’aria pulita, suggerendo un effetto specifico dei segnali olfattivi sociali sul controllo inibitorio. L’odore comune non ha prodotto differenze significative, evidenziando la valenza sociale implicita dei chemosegnali femminili. Livelli più elevati di sintomatologia depressiva erano associati a prestazioni peggiori nei trial No-go. In via esplorativa, è stato evidenziato che tra le partecipanti con punteggi BDI-II elevati, l’esposizione all’odore corporeo femminile tendeva ad attenuare le difficoltà inibitorie, suggerendo un potenziale effetto facilitante dei chemosegnali in individui con vulnerabilità depressiva. Non sono emersi effetti significativi né delle condizioni sperimentali né della sintomatologia depressiva sui tempi di reazione, sebbene migliori abilità olfattive generali fossero associate a tempi di risposta più rapidi. Allo stesso modo, la variabilità della frequenza cardiaca non è stata modulata significativamente dalle condizioni olfattive o dai punteggi depressivi. Questi risultati supportano l’ipotesi che i segnali olfattivi sociali, in particolare gli odori corporei femminili, possano modulare selettivamente il controllo inibitorio. Lo studio apre prospettive future sull’utilizzo dei chemosegnali come stimoli sociali impliciti in contesti clinici o sperimentali finalizzati a facilitare funzioni esecutive compromesse.
La relazione tra odori sociali e sintomatologia depressiva nella modulazione dell'inibizione motoria: uno studio psicofisiologico
SCHIROLI, CHIARA
2024/2025
Abstract
Attraverso il proprio odore corporeo gli esseri umani sono in grado di trasmettere diversi tipi di informazioni. Questo tipo di stimoli, anche definiti odori sociali, sono coinvolti in numerosi processi affettivi, cognitivi e comportamentali, ma il loro ruolo nella modulazione dell’inibizione motoria in relazione alla sintomatologia depressiva rimane ancora poco esplorato. Recentemente è stato dimostrato che la sintomatologia depressiva è associata a una maggiore consapevolezza degli odori sociali, ma a una risposta affettiva ridotta. Parallelamente, la letteratura ha ampiamente documentato una compromissione delle funzioni esecutive in pazienti con depressione, con particolare riferimento al controllo inibitorio. La presente tesi si propone di indagare la relazione tra percezione di odori sociali corporei e la presenza di sintomi depressivi, valutata tramite il questionario Beck Depression Inventory-II, sulla prestazione nel compito Go/No-go di controllo inibitorio. Il campione era composto da 122 partecipanti donne, tra i 18 e i 35 anni. Le partecipanti svolgevano il compito Go/NoGo in una di tre condizioni olfattive: odore corporeo femminile mascherato da un olio essenziale di legno di cedro, odore comune con il solo olio essenziale e aria pulita. Contemporaneamente è stata rilevata la frequenza cardiaca a riposo e durante il compito per valutare eventuali effetti dei sintomi depressivi e degli odori sociali sulla variabilità della frequenza cardiaca. Si è ipotizzato che l’esposizione alle diverse condizioni olfattive modulasse la performance al compito. In particolare, si prevedeva che l’esposizione all’odore corporeo femminile migliorasse la prestazione rispetto alle condizioni di odore comune e di aria pulita, mentre l’odore comune determinasse una prestazione peggiore rispetto alle altre due condizioni. Inoltre, si ipotizzava che livelli più elevati di sintomatologia depressiva fossero associati a prestazioni peggiori, ma che l’esposizione all’odore corporeo femminile potesse attenuare tale effetto, riducendo l’impatto dei sintomi depressivi sul controllo inibitorio. I risultati hanno mostrato che l’esposizione all’odore corporeo femminile migliorava l’accuratezza nei trial No-Go rispetto all’aria pulita, suggerendo un effetto specifico dei segnali olfattivi sociali sul controllo inibitorio. L’odore comune non ha prodotto differenze significative, evidenziando la valenza sociale implicita dei chemosegnali femminili. Livelli più elevati di sintomatologia depressiva erano associati a prestazioni peggiori nei trial No-go. In via esplorativa, è stato evidenziato che tra le partecipanti con punteggi BDI-II elevati, l’esposizione all’odore corporeo femminile tendeva ad attenuare le difficoltà inibitorie, suggerendo un potenziale effetto facilitante dei chemosegnali in individui con vulnerabilità depressiva. Non sono emersi effetti significativi né delle condizioni sperimentali né della sintomatologia depressiva sui tempi di reazione, sebbene migliori abilità olfattive generali fossero associate a tempi di risposta più rapidi. Allo stesso modo, la variabilità della frequenza cardiaca non è stata modulata significativamente dalle condizioni olfattive o dai punteggi depressivi. Questi risultati supportano l’ipotesi che i segnali olfattivi sociali, in particolare gli odori corporei femminili, possano modulare selettivamente il controllo inibitorio. Lo studio apre prospettive future sull’utilizzo dei chemosegnali come stimoli sociali impliciti in contesti clinici o sperimentali finalizzati a facilitare funzioni esecutive compromesse.| File | Dimensione | Formato | |
|---|---|---|---|
|
Schiroli_Chiara.pdf
accesso aperto
Dimensione
2.41 MB
Formato
Adobe PDF
|
2.41 MB | Adobe PDF | Visualizza/Apri |
The text of this website © Università degli studi di Padova. Full Text are published under a non-exclusive license. Metadata are under a CC0 License
https://hdl.handle.net/20.500.12608/96197