L’invecchiamento della popolazione è una delle sfide più rilevanti che la società contemporanea si trova ad affrontare, ed implica un numero sempre più crescente di persone a rischio di demenza. In questo contesto dunque, la prevenzione precoce e l’identificazione di marker affidabili di decadimento cognitivo diventano critici per permettere un intervento tempestivo e rallentare il potenziale decorso della patologia. Il presente studio, condotto nell’ambito del progetto DARE (DigitAl lifelong pRevEntion) ha esplorato i movimenti oculari spontanei come potenziali indicatori di processi cognitivi e comportamentali associati al rischio di declino, in particolare controllo inibitorio, impulsività e posticipazione della gratificazione. A tal proposito, il campione, costituito da anziani cognitivamente sani, è stato valutato tramite il test di Stroop, il questionario Delaying Gratification Inventory (DGI) e la registrazione dei parametri oculari (saccadi, blink e fissazioni) durante un compito di visione libera di immagini. I risultati della ricerca hanno mostrato correlazioni significative tra parametri oculari e prestazioni cognitive: in particolare, la variabilità delle saccadi correlava con i tempi di reazione nello Stroop, la variabilità dei blink era correlata agli errori nello Stroop, e il numero di fissazioni correlava con i punteggi al DGI. Questi risultati suggeriscono che i movimenti oculari possano costituire marker non invasivi, sensibili e utili per l’individuazione precoce di segnali di vulnerabilità cognitiva. Nonostante i limiti legati alla numerosità campionaria ridotta, lo studio conferma il valore di un approccio multimodale e integrato per la prevenzione del decadimento cognitivo e la promozione di un invecchiamento sano.
Marker precoci di decadimento cognitivo: correlazione tra posticipazione della gratificazione, impulsività e movimenti oculari
BAGNATO, NOEMI
2024/2025
Abstract
L’invecchiamento della popolazione è una delle sfide più rilevanti che la società contemporanea si trova ad affrontare, ed implica un numero sempre più crescente di persone a rischio di demenza. In questo contesto dunque, la prevenzione precoce e l’identificazione di marker affidabili di decadimento cognitivo diventano critici per permettere un intervento tempestivo e rallentare il potenziale decorso della patologia. Il presente studio, condotto nell’ambito del progetto DARE (DigitAl lifelong pRevEntion) ha esplorato i movimenti oculari spontanei come potenziali indicatori di processi cognitivi e comportamentali associati al rischio di declino, in particolare controllo inibitorio, impulsività e posticipazione della gratificazione. A tal proposito, il campione, costituito da anziani cognitivamente sani, è stato valutato tramite il test di Stroop, il questionario Delaying Gratification Inventory (DGI) e la registrazione dei parametri oculari (saccadi, blink e fissazioni) durante un compito di visione libera di immagini. I risultati della ricerca hanno mostrato correlazioni significative tra parametri oculari e prestazioni cognitive: in particolare, la variabilità delle saccadi correlava con i tempi di reazione nello Stroop, la variabilità dei blink era correlata agli errori nello Stroop, e il numero di fissazioni correlava con i punteggi al DGI. Questi risultati suggeriscono che i movimenti oculari possano costituire marker non invasivi, sensibili e utili per l’individuazione precoce di segnali di vulnerabilità cognitiva. Nonostante i limiti legati alla numerosità campionaria ridotta, lo studio conferma il valore di un approccio multimodale e integrato per la prevenzione del decadimento cognitivo e la promozione di un invecchiamento sano.| File | Dimensione | Formato | |
|---|---|---|---|
|
Bagnato_Noemi.pdf
Accesso riservato
Dimensione
1.71 MB
Formato
Adobe PDF
|
1.71 MB | Adobe PDF |
The text of this website © Università degli studi di Padova. Full Text are published under a non-exclusive license. Metadata are under a CC0 License
https://hdl.handle.net/20.500.12608/96228