La tesi analizza il disavanzo commerciale degli Stati Uniti come fenomeno strutturale e ne valuta la sostenibilità economico-finanziaria nel contesto attuale. L’obiettivo è chiarire perché il disavanzo persista, come venga finanziato e in che misura le politiche recenti ne modifichino traiettoria e costi. La metodologia è descrittiva-quantitativa: utilizza serie storiche e tabelle di fonti statistiche ufficiali, con letture per area geografica e per comparto (beni e servizi), indicatori sull’uso internazionale della moneta statunitense e misure dei costi di finanziamento del debito pubblico. I risultati principali sono quattro: il disavanzo è persistente e si accompagna a un avanzo nei servizi; la sua finanziabilità resta ampia grazie al ruolo internazionale della moneta statunitense in riserve, pagamenti e mercati finanziari, sebbene i costi siano aumentati con rendimenti più elevati; la diversificazione valutaria procede gradualmente e non sostituisce il predominio della moneta statunitense; le tariffe introdotte nel 2025 hanno soprattutto valenza negoziale, ricomponendo flussi e rialzando prezzi relativi più che incidendo sulla causa macro dello squilibrio. La conclusione è che il disavanzo è al tempo stesso limite e risorsa: rimane sostenibile finché permangono fiducia nella moneta, profondità dei mercati e condizioni finanziarie favorevoli; diventa più costoso e fragile quando queste condizioni si deteriorano, soprattutto laddove pesano dipendenze tecnologiche e materiali.

Il disavanzo commerciale degli Stati Uniti tra squilibrio e strategia

ZANETTI, GIOVANNI
2024/2025

Abstract

La tesi analizza il disavanzo commerciale degli Stati Uniti come fenomeno strutturale e ne valuta la sostenibilità economico-finanziaria nel contesto attuale. L’obiettivo è chiarire perché il disavanzo persista, come venga finanziato e in che misura le politiche recenti ne modifichino traiettoria e costi. La metodologia è descrittiva-quantitativa: utilizza serie storiche e tabelle di fonti statistiche ufficiali, con letture per area geografica e per comparto (beni e servizi), indicatori sull’uso internazionale della moneta statunitense e misure dei costi di finanziamento del debito pubblico. I risultati principali sono quattro: il disavanzo è persistente e si accompagna a un avanzo nei servizi; la sua finanziabilità resta ampia grazie al ruolo internazionale della moneta statunitense in riserve, pagamenti e mercati finanziari, sebbene i costi siano aumentati con rendimenti più elevati; la diversificazione valutaria procede gradualmente e non sostituisce il predominio della moneta statunitense; le tariffe introdotte nel 2025 hanno soprattutto valenza negoziale, ricomponendo flussi e rialzando prezzi relativi più che incidendo sulla causa macro dello squilibrio. La conclusione è che il disavanzo è al tempo stesso limite e risorsa: rimane sostenibile finché permangono fiducia nella moneta, profondità dei mercati e condizioni finanziarie favorevoli; diventa più costoso e fragile quando queste condizioni si deteriorano, soprattutto laddove pesano dipendenze tecnologiche e materiali.
2024
The United States Trade Deficit: Between Imbalance and Strategy
Deficit
Commercio
Dollaro
Dazi
Globalizzazione
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/96369