Quando un individuo minorenne è chiamato a deporre in un procedimento penale italiano è necessario che sia valutata la sua idoneità a testimoniare. Tale valutazione è necessaria poiché il ricordo di un bambino è spesso meno accurato rispetto a quello di un adulto per motivazioni legate allo sviluppo neurobiologico e cognitivo. La valutazione riguardo l’idoneità a testimoniare di un minore comprende sia l’analisi delle sue capacità cognitive, sia le caratteristiche del fatto reato di cui è parte offesa; devono quindi essere valutate rispettivamente la capacità generica e quella specifica. Questa indagine è condotta da periti, ossia psicologi o psichiatri forensi, che, nominati dal giudice, rispondono ad un suo diretto quesito. Il compito dei periti è supportato e controllato dai consulenti di parte, anch’essi esperti in ambito psicologico o psichiatrico. Il lavoro di periti e consulenti deve essere svolto secondo scienza, utilizzando tecniche e metodologie scientifiche, condivisibili e ripetibili. Nonostante ciò, però, nella maggior parte dei casi, le conclusioni a cui essi giungono sono discordi. La presente tesi propone di analizzare quanto il fatto di essere nominati come ausiliari del giudice, della difesa oppure dell’accusa possa influenzare le conclusioni dei valutatori riguardo l’idoneità a testimoniare di un minore e, in particolare, se il ruolo dell’esperto incida in misura differente nella valutazione delle capacità generiche e delle capacità specifiche. Per sviluppare questa ricerca sono state esaminate perizie e consulenze di casi giudiziari italiani. L’elaborato è strutturato come segue: • nel primo capitolo è illustrato il quadro normativo riguardo la testimonianza e i protocolli ai quali i professionisti forensi si affidano per valutare la capacità di deporre di un minore; • nel secondo capitolo sono approfondite e definite nel dettaglio quali siano le capacità generiche e specifiche e per quale motivo esse debbano essere valutate; • nel terzo e quarto capitolo, invece, sono presentati il progetto di ricerca e i risultati ottenuti; • nel quinto e nel sesto capitolo, infine, sono discussi i risultati e i limiti della ricerca.
LA MEMORIA DEL MINORE TESTIMONE: uno studio riguardo la concordanza tra gli esperti chiamati a valutare l’idoneità a testimoniare di bambini vittime di reati in casi giudiziari italiani.
BRUSA, MARTINA
2024/2025
Abstract
Quando un individuo minorenne è chiamato a deporre in un procedimento penale italiano è necessario che sia valutata la sua idoneità a testimoniare. Tale valutazione è necessaria poiché il ricordo di un bambino è spesso meno accurato rispetto a quello di un adulto per motivazioni legate allo sviluppo neurobiologico e cognitivo. La valutazione riguardo l’idoneità a testimoniare di un minore comprende sia l’analisi delle sue capacità cognitive, sia le caratteristiche del fatto reato di cui è parte offesa; devono quindi essere valutate rispettivamente la capacità generica e quella specifica. Questa indagine è condotta da periti, ossia psicologi o psichiatri forensi, che, nominati dal giudice, rispondono ad un suo diretto quesito. Il compito dei periti è supportato e controllato dai consulenti di parte, anch’essi esperti in ambito psicologico o psichiatrico. Il lavoro di periti e consulenti deve essere svolto secondo scienza, utilizzando tecniche e metodologie scientifiche, condivisibili e ripetibili. Nonostante ciò, però, nella maggior parte dei casi, le conclusioni a cui essi giungono sono discordi. La presente tesi propone di analizzare quanto il fatto di essere nominati come ausiliari del giudice, della difesa oppure dell’accusa possa influenzare le conclusioni dei valutatori riguardo l’idoneità a testimoniare di un minore e, in particolare, se il ruolo dell’esperto incida in misura differente nella valutazione delle capacità generiche e delle capacità specifiche. Per sviluppare questa ricerca sono state esaminate perizie e consulenze di casi giudiziari italiani. L’elaborato è strutturato come segue: • nel primo capitolo è illustrato il quadro normativo riguardo la testimonianza e i protocolli ai quali i professionisti forensi si affidano per valutare la capacità di deporre di un minore; • nel secondo capitolo sono approfondite e definite nel dettaglio quali siano le capacità generiche e specifiche e per quale motivo esse debbano essere valutate; • nel terzo e quarto capitolo, invece, sono presentati il progetto di ricerca e i risultati ottenuti; • nel quinto e nel sesto capitolo, infine, sono discussi i risultati e i limiti della ricerca.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/96500