La letteratura esistente sul GPS (Global Positioning System) evidenzia come questo strumento ci aiuta ad individuare percorsi, apprendere nuove informazioni sull’ambiente ed organizzare spostamenti. Le ricerche mostrano anche conseguenze negative dell’uso di questo dispositivo di geolocalizzazione, il quale riduce la conoscenza ambientale e sfavorisce lo sviluppo di mappe cognitive mentali. Il Global Positioning System può essere implicato in due tipologie di attività: la prima riguarda la programmazione e individuazione di percorsi e l’apprendimento di nuove informazioni su un determinato luogo, la seconda coinvolge il raggiungimento di una destinazione seguendo passivamente le istruzioni suggerite dal GPS. La prima funzione viene definita strategica mentre la seconda di orientamento e diversi studi hanno indagato come queste modalità siano associate a variabili individuali e motivazionali. La letteratura mostra infatti che l’uso strategico è influenzato da fattori quali autoefficacia e piacere dell’esplorazione mentre l’orientamento è associato soprattutto a genere, ansia e conoscenza dell’ambiente. La presente tesi si configura come uno studio di tipo correlazionale con l’obiettivo di indagare ed approfondire in che modo l’uso del GPS sia influenzato da variabili individuali quali il genere, l’età, il senso dell’orientamento, il senso di autoefficacia, le credenze incrementali relative all’orientamento spaziale e le abilità visuo-spaziali. La ricerca è stata condotta attraverso la somministrazione di questionari a un campione equamente distribuito all’interno della fascia di età compresa tra i 18 e 65 anni, strutturato al fine di analizzare il ruolo di inclinazioni individuali e differenze percettive e motivazionali nell’utilizzo strategico o di orientamento del GPS. Lo studio comprende inoltre una raccolta di dati integrativi ottenuti da un’attività di geolocalizzazione svolta da alcuni partecipanti di età compresa tra i 20 e i 30 anni, i quali hanno tenuto un diario compilato quotidianamente per 10 giorni. La ricerca indaga la frequenza con cui i partecipanti confrontano il GPS, con quali mezzi di trasporto, in che contesti e a quali fini, approfondendo le varie funzionalità di tale dispositivo. Vengono inoltre raccolti dati di inclinazioni individuali inerenti all’esplorazione ambientale. Infine, si analizzano le abilità spaziali dei partecipanti. Lo studio ipotizza e si propone di approfondire la correlazione tra l’uso del GPS e tali variabili e può inoltre contribuire alla comprensione dell’effetto dei dispositivi di geolocalizzazione nelle capacità cognitive.
Sistemi di navigazione assistita e variabili psicologiche: uno studio correlazionale sulle inclinazioni spaziali e abilità cognitive visuo-spaziali nell’uso strategico e di orientamento del Global Positioning System (GPS)
CAVARZAN, JESSICA
2024/2025
Abstract
La letteratura esistente sul GPS (Global Positioning System) evidenzia come questo strumento ci aiuta ad individuare percorsi, apprendere nuove informazioni sull’ambiente ed organizzare spostamenti. Le ricerche mostrano anche conseguenze negative dell’uso di questo dispositivo di geolocalizzazione, il quale riduce la conoscenza ambientale e sfavorisce lo sviluppo di mappe cognitive mentali. Il Global Positioning System può essere implicato in due tipologie di attività: la prima riguarda la programmazione e individuazione di percorsi e l’apprendimento di nuove informazioni su un determinato luogo, la seconda coinvolge il raggiungimento di una destinazione seguendo passivamente le istruzioni suggerite dal GPS. La prima funzione viene definita strategica mentre la seconda di orientamento e diversi studi hanno indagato come queste modalità siano associate a variabili individuali e motivazionali. La letteratura mostra infatti che l’uso strategico è influenzato da fattori quali autoefficacia e piacere dell’esplorazione mentre l’orientamento è associato soprattutto a genere, ansia e conoscenza dell’ambiente. La presente tesi si configura come uno studio di tipo correlazionale con l’obiettivo di indagare ed approfondire in che modo l’uso del GPS sia influenzato da variabili individuali quali il genere, l’età, il senso dell’orientamento, il senso di autoefficacia, le credenze incrementali relative all’orientamento spaziale e le abilità visuo-spaziali. La ricerca è stata condotta attraverso la somministrazione di questionari a un campione equamente distribuito all’interno della fascia di età compresa tra i 18 e 65 anni, strutturato al fine di analizzare il ruolo di inclinazioni individuali e differenze percettive e motivazionali nell’utilizzo strategico o di orientamento del GPS. Lo studio comprende inoltre una raccolta di dati integrativi ottenuti da un’attività di geolocalizzazione svolta da alcuni partecipanti di età compresa tra i 20 e i 30 anni, i quali hanno tenuto un diario compilato quotidianamente per 10 giorni. La ricerca indaga la frequenza con cui i partecipanti confrontano il GPS, con quali mezzi di trasporto, in che contesti e a quali fini, approfondendo le varie funzionalità di tale dispositivo. Vengono inoltre raccolti dati di inclinazioni individuali inerenti all’esplorazione ambientale. Infine, si analizzano le abilità spaziali dei partecipanti. Lo studio ipotizza e si propone di approfondire la correlazione tra l’uso del GPS e tali variabili e può inoltre contribuire alla comprensione dell’effetto dei dispositivi di geolocalizzazione nelle capacità cognitive.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/96539