INTRODUCTION The WHO and UNICEF recommend exclusive breastfeeding for the first six months of life and continued breastfeeding up to two years, given its well-documented short- and long-term health benefits for both infants and mothers. However, international epidemiological data indicate that fewer than 50% of infants under six months are exclusively breastfed, and adherence to recommended practices declines markedly as children grow older. This study aims to describe the global epidemiology of breastfeeding, and identify potential areas for intervention to strengthen breastfeeding promotion in Italy. METHODS Data from the Global Burden of Disease 2019 study were analyzed to assess the burden attributable to non-exclusive breastfeeding and discontinued breastfeeding. Specifically, risk-weighted prevalence (SEVs), years lived with disability (YLDs), and years of life lost (YLLs) were examined for diarrheal diseases and lower respiratory tract infections across 204 countries and 7 geographic areas. RESULTS In 2019, North America showed the highest risk-weighted prevalence values for both non-exclusive breastfeeding (25.3 SEVs) and discontinued breastfeeding (25.3 SEVs). The Middle East and North Africa recorded the highest YLDs (37.8 per 100,000) while sub-Saharan Africa had the highest YLLs (4693.2 per 100,000) attributable to non-exclusive breastfeeding. In Italy, the estimated SEVs were 24.92 for non-exclusive breastfeeding and 22.49 for discontinued breastfeeding. Italian estimates also indicated 33.75 YLDs per 100,000 for diarrheal diseases attributable to non-exclusive breastfeeding, 15.27 YLDs per 100,000 for diarrheal diseases attributable to discontinued breastfeeding, and 0.44 YLDs per 100,000 for lower respiratory tract infections attributable to non-exclusive breastfeeding. CONCLUSIONS Despite existing strategies to promote breastfeeding, both Italian and international findings underscore the need for broader engagement across diverse health and community settings. Strengthening the role of healthcare professionals as expert advisors in breastfeeding education and support is essential. At the global level, policymakers should commit to implementing evidence-based policies to support breastfeeding, in line with international recommendations, in order to improve maternal and child health outcomes.

INTRODUZIONE OMS e UNICEF raccomandano l'allattamento al seno esclusivo per i primi sei mesi di vita e il proseguimento dell'allattamento al seno fino ai due anni, in virtù dei ben documentati benefici per la salute, a breve e lungo termine, sia per i bambini che per le madri. Tuttavia, i dati epidemiologici internazionali indicano che meno del 50% dei neonati di età inferiore ai sei mesi è allattato esclusivamente al seno e che l'adesione alle pratiche raccomandate diminuisce notevolmente con l'avanzare dell'età dei bambini. Questo studio mira a descrivere l'epidemiologia globale dell'allattamento al seno e a identificare potenziali aree di intervento per rafforzare la promozione dell'allattamento al seno in Italia. MATERIALI E METODI Sono state analizzate le stime del Global Burden of Disease Study 2019 per valutare l’epidemiologia dell'allattamento al seno non esclusivo e dell'allattamento al seno interrotto precocemente. Nello specifico, sono stati esaminati la prevalenza ponderata per il rischio (SEV), gli anni vissuti con disabilità (YLD) e gli anni di vita persi (YLL) dovuti a malattie diarroiche e infezioni delle vie aeree inferiori attribuibili all’allattamento al seno non ottimale, in 204 paesi e 7 aree geografiche del mondo. RISULTATI Nel 2019, il Nord America ha mostrato i valori più alti di prevalenza ponderata per il rischio sia di allattamento al seno non esclusivo (25,3 SEV) che di allattamento al seno interrotto precocemente (25,3 SEV). L’area Medio Oriente e Nord Africa ha fatto registrare i valori più elevati di YLD (37,8 YLD per 100.000) e l'Africa subsahariana i valori più elevati di YLL (4693,2 YLL per 100.000) attribuibili all'allattamento al seno non esclusivo. Nel 2019, i SEV stimati per l’Italia sono stati 24,92 per l'allattamento al seno non esclusivo e 22,49 per l'allattamento al seno interrotto precocemente. Per l’Italia sono stati stimati, inoltre, 33,75 YLD per 100.000 da malattie diarroiche attribuibili all'allattamento al seno non esclusivo, 15,27 YLD per 100.000 da malattie diarroiche attribuibili all'allattamento al seno interrotto precocemente, e 0,44 YLD per 100.000 da infezioni delle vie aeree inferiori attribuibili all'allattamento al seno non esclusivo. CONCLUSIONI Nonostante le strategie esistenti per promuovere l'allattamento al seno, i risultati italiani e internazionali sottolineano la necessità di rafforzare le iniziative con il coinvolgimento di molteplici setting sanitari e di vita. È inoltre essenziale riconoscere l’importanza degli operatori sanitari nell'educazione e nel sostegno all'allattamento al seno. A livello globale è necessario che i decisori agiscano con politiche a supporto dell’allattamento al seno, in linea con le raccomandazioni internazionali, allo scopo di migliorare la salute materna e infantile.

Allattamento al seno e sanità pubblica: analisi delle stime internazionali del Global Burden of Disease (GBD) Study 2019 e prospettive per aumentare l’allattamento materno in Italia

MIATTON, ANDREA
2023/2024

Abstract

INTRODUCTION The WHO and UNICEF recommend exclusive breastfeeding for the first six months of life and continued breastfeeding up to two years, given its well-documented short- and long-term health benefits for both infants and mothers. However, international epidemiological data indicate that fewer than 50% of infants under six months are exclusively breastfed, and adherence to recommended practices declines markedly as children grow older. This study aims to describe the global epidemiology of breastfeeding, and identify potential areas for intervention to strengthen breastfeeding promotion in Italy. METHODS Data from the Global Burden of Disease 2019 study were analyzed to assess the burden attributable to non-exclusive breastfeeding and discontinued breastfeeding. Specifically, risk-weighted prevalence (SEVs), years lived with disability (YLDs), and years of life lost (YLLs) were examined for diarrheal diseases and lower respiratory tract infections across 204 countries and 7 geographic areas. RESULTS In 2019, North America showed the highest risk-weighted prevalence values for both non-exclusive breastfeeding (25.3 SEVs) and discontinued breastfeeding (25.3 SEVs). The Middle East and North Africa recorded the highest YLDs (37.8 per 100,000) while sub-Saharan Africa had the highest YLLs (4693.2 per 100,000) attributable to non-exclusive breastfeeding. In Italy, the estimated SEVs were 24.92 for non-exclusive breastfeeding and 22.49 for discontinued breastfeeding. Italian estimates also indicated 33.75 YLDs per 100,000 for diarrheal diseases attributable to non-exclusive breastfeeding, 15.27 YLDs per 100,000 for diarrheal diseases attributable to discontinued breastfeeding, and 0.44 YLDs per 100,000 for lower respiratory tract infections attributable to non-exclusive breastfeeding. CONCLUSIONS Despite existing strategies to promote breastfeeding, both Italian and international findings underscore the need for broader engagement across diverse health and community settings. Strengthening the role of healthcare professionals as expert advisors in breastfeeding education and support is essential. At the global level, policymakers should commit to implementing evidence-based policies to support breastfeeding, in line with international recommendations, in order to improve maternal and child health outcomes.
2023
Breastfeeding and public health: analysis of international estimates from the Global Burden of Disease (GBD) Study 2019 and prospects for increasing breastfeeding in Italy
INTRODUZIONE OMS e UNICEF raccomandano l'allattamento al seno esclusivo per i primi sei mesi di vita e il proseguimento dell'allattamento al seno fino ai due anni, in virtù dei ben documentati benefici per la salute, a breve e lungo termine, sia per i bambini che per le madri. Tuttavia, i dati epidemiologici internazionali indicano che meno del 50% dei neonati di età inferiore ai sei mesi è allattato esclusivamente al seno e che l'adesione alle pratiche raccomandate diminuisce notevolmente con l'avanzare dell'età dei bambini. Questo studio mira a descrivere l'epidemiologia globale dell'allattamento al seno e a identificare potenziali aree di intervento per rafforzare la promozione dell'allattamento al seno in Italia. MATERIALI E METODI Sono state analizzate le stime del Global Burden of Disease Study 2019 per valutare l’epidemiologia dell'allattamento al seno non esclusivo e dell'allattamento al seno interrotto precocemente. Nello specifico, sono stati esaminati la prevalenza ponderata per il rischio (SEV), gli anni vissuti con disabilità (YLD) e gli anni di vita persi (YLL) dovuti a malattie diarroiche e infezioni delle vie aeree inferiori attribuibili all’allattamento al seno non ottimale, in 204 paesi e 7 aree geografiche del mondo. RISULTATI Nel 2019, il Nord America ha mostrato i valori più alti di prevalenza ponderata per il rischio sia di allattamento al seno non esclusivo (25,3 SEV) che di allattamento al seno interrotto precocemente (25,3 SEV). L’area Medio Oriente e Nord Africa ha fatto registrare i valori più elevati di YLD (37,8 YLD per 100.000) e l'Africa subsahariana i valori più elevati di YLL (4693,2 YLL per 100.000) attribuibili all'allattamento al seno non esclusivo. Nel 2019, i SEV stimati per l’Italia sono stati 24,92 per l'allattamento al seno non esclusivo e 22,49 per l'allattamento al seno interrotto precocemente. Per l’Italia sono stati stimati, inoltre, 33,75 YLD per 100.000 da malattie diarroiche attribuibili all'allattamento al seno non esclusivo, 15,27 YLD per 100.000 da malattie diarroiche attribuibili all'allattamento al seno interrotto precocemente, e 0,44 YLD per 100.000 da infezioni delle vie aeree inferiori attribuibili all'allattamento al seno non esclusivo. CONCLUSIONI Nonostante le strategie esistenti per promuovere l'allattamento al seno, i risultati italiani e internazionali sottolineano la necessità di rafforzare le iniziative con il coinvolgimento di molteplici setting sanitari e di vita. È inoltre essenziale riconoscere l’importanza degli operatori sanitari nell'educazione e nel sostegno all'allattamento al seno. A livello globale è necessario che i decisori agiscano con politiche a supporto dell’allattamento al seno, in linea con le raccomandazioni internazionali, allo scopo di migliorare la salute materna e infantile.
Allattamento al seno
Sanità Pubblica
GBD Study 2019
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/96895