In recent years, confined spaces have become one of the highest-risk work environments, particularly in industrial settings, where the presence of potentially hazardous substances, confined spaces, and limited accessibility can transform even a simple, routine activity into a potentially hazardous event. Within companies producing lime-based building materials, given their vast and complex production facilities, this risk has been identified particularly during mechanical and electrical maintenance operations—carried out inside silos, mixers, hoppers, or pits—which expose workers to serious, often underestimated or hidden, hazards. This thesis addresses the issue of risk assessment in confined spaces, with a particular focus on an industrial plant producing premixed lime-based building products. The analysis takes into account the relevant regulatory framework (Legislative Decree 81/2008, Presidential Decree 177/2011, UNI 11958) and identifies maintenance activities performed in confined spaces and their associated criticalities, highlighting how emergencies, in such contexts, often occur technically too late. Through a case study at the Ravenna premix production plant, the specific procedures adopted for safety management in confined spaces are analyzed in detail, with particular attention to the risk assessment phase, the preparation of work permits, specific worker training, the use of PPE and atmospheric detection systems, as well as the effectiveness of emergency plans. The objective of this thesis is to apply the assessment of each individual space in the field, identifying it as a "confined space" or "suspected of pollution" through specific safety instructions and/or procedures. In this regard, it is clear that this activity can be considered a true work plan for applying for a work permit and/or access authorization as described in Presidential Decree 177. The objective is to demonstrate that, especially in industrial settings with dusty processes and closed environments, the most effective response is prevention, as any emergency intervention is structurally delayed. Invia commenti Riquadri laterali Cronologia Salvate

Negli ultimi anni, gli ambienti confinati rappresentano una delle situazioni lavorative a più alto rischio, in particolare in ambito industriale, dove la presenza di sostanze potenzialmente pericolose, spazi ristetti e accessibilità limitata possono trasformare anche una semplice e abituale attività, in un evento ad alto potenziale infortunistico. All’interno delle aziende produttrici di materiali per l’edilizia a base di calce, visto il loro vasto e complesso produttivo, è stato possibile riscontrare questo rischio in particolare durante le operazioni di manutenzione meccanica ed elettrica - svolte all'interno di silos, miscelatori, tramogge o fosse – le quali espongono i lavoratori a pericoli gravi, spesso sottovalutati o non visibili. La presente tesi vuole affrontare il tema della valutazione del rischio negli ambienti confinati, con una particolare attenzione sul contesto di un impianto industriale per la produzione di prodotti premiscelati per l’edilizia a base di calce. L'analisi prende in considerazione il quadro normativo di riferimento (D.Lgs. 81/2008, DPR 177/2011, UNI 11958) e l'identificazione delle attività di manutenzione eseguite in ambienti confinati con le relative criticità, evidenziando come l'emergenza, in tali contesti, sia spesso tecnicamente tardiva. Attraverso un caso studio aziendale, presso lo stabilimento di produzione di premiscelati di Ravenna, vengono analizzate dettagliatamente le specifiche procedure adottate per la gestione della sicurezza nei lavori in ambienti confinati, con particolare attenzione alla fase di valutazione dei rischi, alla predisposizione di permessi di lavoro, alla formazione specifica dei lavoratori, all'utilizzo di DPI e di sistemi di rilevamento atmosferico, nonché all'efficacia dei piani di emergenza. L’obiettivo dell’elaborato di tesi è l’applicazione sul campo della valutazione di ogni singolo luogo atta a dare il riconoscimento a “spazio confinato” o “sospetto di inquinamento” attraverso istruzioni e/o procedure di sicurezza puntuali. A tal verso si evidenzia come l’attività possa essere considerata un vero e proprio piano di lavoro per l’applicazione del permesso di lavoro e/o autorizzazione all’accesso come descritto da DPR 177. L'obiettivo è dimostrare che, soprattutto in contesti industriali con processi polverosi e ambienti chiusi, la risposta più efficace è la prevenzione perché ogni intervento in emergenza risulta strutturalmente tardivo.

Sicurezza negli ambienti confinati: un modello applicativo per la prevenzione e la gestione delle emergenze

ZUSSA, NOEMI
2024/2025

Abstract

In recent years, confined spaces have become one of the highest-risk work environments, particularly in industrial settings, where the presence of potentially hazardous substances, confined spaces, and limited accessibility can transform even a simple, routine activity into a potentially hazardous event. Within companies producing lime-based building materials, given their vast and complex production facilities, this risk has been identified particularly during mechanical and electrical maintenance operations—carried out inside silos, mixers, hoppers, or pits—which expose workers to serious, often underestimated or hidden, hazards. This thesis addresses the issue of risk assessment in confined spaces, with a particular focus on an industrial plant producing premixed lime-based building products. The analysis takes into account the relevant regulatory framework (Legislative Decree 81/2008, Presidential Decree 177/2011, UNI 11958) and identifies maintenance activities performed in confined spaces and their associated criticalities, highlighting how emergencies, in such contexts, often occur technically too late. Through a case study at the Ravenna premix production plant, the specific procedures adopted for safety management in confined spaces are analyzed in detail, with particular attention to the risk assessment phase, the preparation of work permits, specific worker training, the use of PPE and atmospheric detection systems, as well as the effectiveness of emergency plans. The objective of this thesis is to apply the assessment of each individual space in the field, identifying it as a "confined space" or "suspected of pollution" through specific safety instructions and/or procedures. In this regard, it is clear that this activity can be considered a true work plan for applying for a work permit and/or access authorization as described in Presidential Decree 177. The objective is to demonstrate that, especially in industrial settings with dusty processes and closed environments, the most effective response is prevention, as any emergency intervention is structurally delayed. Invia commenti Riquadri laterali Cronologia Salvate
2024
Safety in confined spaces: an application model for the prevention and management of emergencies
Negli ultimi anni, gli ambienti confinati rappresentano una delle situazioni lavorative a più alto rischio, in particolare in ambito industriale, dove la presenza di sostanze potenzialmente pericolose, spazi ristetti e accessibilità limitata possono trasformare anche una semplice e abituale attività, in un evento ad alto potenziale infortunistico. All’interno delle aziende produttrici di materiali per l’edilizia a base di calce, visto il loro vasto e complesso produttivo, è stato possibile riscontrare questo rischio in particolare durante le operazioni di manutenzione meccanica ed elettrica - svolte all'interno di silos, miscelatori, tramogge o fosse – le quali espongono i lavoratori a pericoli gravi, spesso sottovalutati o non visibili. La presente tesi vuole affrontare il tema della valutazione del rischio negli ambienti confinati, con una particolare attenzione sul contesto di un impianto industriale per la produzione di prodotti premiscelati per l’edilizia a base di calce. L'analisi prende in considerazione il quadro normativo di riferimento (D.Lgs. 81/2008, DPR 177/2011, UNI 11958) e l'identificazione delle attività di manutenzione eseguite in ambienti confinati con le relative criticità, evidenziando come l'emergenza, in tali contesti, sia spesso tecnicamente tardiva. Attraverso un caso studio aziendale, presso lo stabilimento di produzione di premiscelati di Ravenna, vengono analizzate dettagliatamente le specifiche procedure adottate per la gestione della sicurezza nei lavori in ambienti confinati, con particolare attenzione alla fase di valutazione dei rischi, alla predisposizione di permessi di lavoro, alla formazione specifica dei lavoratori, all'utilizzo di DPI e di sistemi di rilevamento atmosferico, nonché all'efficacia dei piani di emergenza. L’obiettivo dell’elaborato di tesi è l’applicazione sul campo della valutazione di ogni singolo luogo atta a dare il riconoscimento a “spazio confinato” o “sospetto di inquinamento” attraverso istruzioni e/o procedure di sicurezza puntuali. A tal verso si evidenzia come l’attività possa essere considerata un vero e proprio piano di lavoro per l’applicazione del permesso di lavoro e/o autorizzazione all’accesso come descritto da DPR 177. L'obiettivo è dimostrare che, soprattutto in contesti industriali con processi polverosi e ambienti chiusi, la risposta più efficace è la prevenzione perché ogni intervento in emergenza risulta strutturalmente tardivo.
Ambienti confinati
Prevenzione
Gestione emergenze
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