Presupposto dello studio: il breast crawl è una pratica supportata da solide evidenze scientifiche, che valorizza la competenza innata del neonato nel raggiungere autonomamente il seno materno nei primi momenti dopo la nascita, favorendo il bonding materno-neonatale e l’avvio precoce dell’allattamento al seno. Nonostante le raccomandazioni internazionali (OMS–UNICEF) e i riconosciuti benefici clinici, la sua applicazione nei contesti assistenziali rimane disomogenea e spesso ostacolata da barriere organizzative, culturali e formative. Scopo dello studio: esplorare, tramite un’indagine descrittiva, le conoscenze, le percezioni, i facilitatori e le criticità legate all’implementazione del breast crawl da parte del personale ostetrico operante sul territorio nazionale, al fine di individuare possibili ambiti di miglioramento e maturare una riflessione critica sui principali ostacoli che ne limitano l’applicazione nella pratica clinica. Materiali e metodi: per indagare i livelli di conoscenza, le percezioni e le esperienze del personale ostetrico riguardo al Breast Crawl, è stato elaborato e somministrato un questionario online strutturato, rivolto a ostetriche e ostetrici operanti sul territorio italiano e partecipanti su base volontaria. Lo strumento di indagine era composto da domande chiuse a risposta singola e multipla, scale a cinque punti e da una sezione finale con domande aperte, volta a raccogliere considerazioni personali e descrizioni di esperienze cliniche. La diffusione del questionario è avvenuta tramite piattaforme digitali e canali professionali dedicati alla comunità ostetrica, e i dati raccolti sono stati analizzati mediante tecniche statistiche descrittive e di frequenza, al fine di rappresentare la distribuzione delle risposte e individuare le tendenze principali. Le risposte aperte sono state sottoposte a un’analisi qualitativa del contenuto, per approfondire le percezioni e gli ostacoli emergenti nella pratica clinica relativi al breast crawl. Risultati: l’analisi dei questionari ha evidenziato una diffusa consapevolezza, da parte del personale ostetrico, dei benefici del breast crawl nel favorire l’avvio dell’allattamento e il benessere della diade madre–neonato. Tuttavia, la sua applicazione nella pratica clinica risulta ancora limitata e disomogenea. Le ostetriche riportano ostacoli principalmente di natura organizzativa, tra cui carenza di personale, tempi assistenziali ridotti e routine cliniche che interferiscono con il contatto pelle a pelle, insieme a criticità comunicative e collaborative tra le diverse figure professionali coinvolte. È emersa inoltre l’esigenza di una maggiore formazione, sia teorica che pratica, e di protocolli condivisi che permettano di tradurre la conoscenza scientifica in una pratica più strutturata e continuativa. Discussione e conclusione: la ricerca conferma una forte consapevolezza, da parte del personale ostetrico, dei benefici clinici del breast crawl, a fronte di un’applicazione ancora limitata da criticità strutturali e risorse insufficienti. Investire sulla formazione teorico-pratica e su modelli assistenziali orientati al contatto madre-neonato rappresenta una priorità per promuovere l’umanizzazione della nascita e il benessere materno-infantile. Il breast crawl emerge così come intervento a basso costo, ad alto impatto e perfettamente allineato all’identità professionale ostetrica.
Conoscenze e Applicazione del Breast Crawl nella Pratica Ostetrica
VELO, ELISA
2024/2025
Abstract
Presupposto dello studio: il breast crawl è una pratica supportata da solide evidenze scientifiche, che valorizza la competenza innata del neonato nel raggiungere autonomamente il seno materno nei primi momenti dopo la nascita, favorendo il bonding materno-neonatale e l’avvio precoce dell’allattamento al seno. Nonostante le raccomandazioni internazionali (OMS–UNICEF) e i riconosciuti benefici clinici, la sua applicazione nei contesti assistenziali rimane disomogenea e spesso ostacolata da barriere organizzative, culturali e formative. Scopo dello studio: esplorare, tramite un’indagine descrittiva, le conoscenze, le percezioni, i facilitatori e le criticità legate all’implementazione del breast crawl da parte del personale ostetrico operante sul territorio nazionale, al fine di individuare possibili ambiti di miglioramento e maturare una riflessione critica sui principali ostacoli che ne limitano l’applicazione nella pratica clinica. Materiali e metodi: per indagare i livelli di conoscenza, le percezioni e le esperienze del personale ostetrico riguardo al Breast Crawl, è stato elaborato e somministrato un questionario online strutturato, rivolto a ostetriche e ostetrici operanti sul territorio italiano e partecipanti su base volontaria. Lo strumento di indagine era composto da domande chiuse a risposta singola e multipla, scale a cinque punti e da una sezione finale con domande aperte, volta a raccogliere considerazioni personali e descrizioni di esperienze cliniche. La diffusione del questionario è avvenuta tramite piattaforme digitali e canali professionali dedicati alla comunità ostetrica, e i dati raccolti sono stati analizzati mediante tecniche statistiche descrittive e di frequenza, al fine di rappresentare la distribuzione delle risposte e individuare le tendenze principali. Le risposte aperte sono state sottoposte a un’analisi qualitativa del contenuto, per approfondire le percezioni e gli ostacoli emergenti nella pratica clinica relativi al breast crawl. Risultati: l’analisi dei questionari ha evidenziato una diffusa consapevolezza, da parte del personale ostetrico, dei benefici del breast crawl nel favorire l’avvio dell’allattamento e il benessere della diade madre–neonato. Tuttavia, la sua applicazione nella pratica clinica risulta ancora limitata e disomogenea. Le ostetriche riportano ostacoli principalmente di natura organizzativa, tra cui carenza di personale, tempi assistenziali ridotti e routine cliniche che interferiscono con il contatto pelle a pelle, insieme a criticità comunicative e collaborative tra le diverse figure professionali coinvolte. È emersa inoltre l’esigenza di una maggiore formazione, sia teorica che pratica, e di protocolli condivisi che permettano di tradurre la conoscenza scientifica in una pratica più strutturata e continuativa. Discussione e conclusione: la ricerca conferma una forte consapevolezza, da parte del personale ostetrico, dei benefici clinici del breast crawl, a fronte di un’applicazione ancora limitata da criticità strutturali e risorse insufficienti. Investire sulla formazione teorico-pratica e su modelli assistenziali orientati al contatto madre-neonato rappresenta una priorità per promuovere l’umanizzazione della nascita e il benessere materno-infantile. Il breast crawl emerge così come intervento a basso costo, ad alto impatto e perfettamente allineato all’identità professionale ostetrica.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/97047