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L’evoluzione tecnologica della risonanza magnetica whole-body (WB-MRI) ha reso possibile un approccio diagnostico sempre più completo e sensibile nello studio del mieloma multiplo, patologia che richiede un’analisi accurata del coinvolgimento midollare e scheletrico. L’implementazione di un protocollo diagnostico efficace non dipende unicamente dalla configurazione hardware del tomografo, ma anche dalla corretta gestione tecnica dell’esame e dall’attenzione rivolta al comfort del paziente, elementi centrali nel garantire la qualità dell’acquisizione e la riproducibilità dei risultati. La presente tesi si propone di implementare un protocollo diagnostico basato sulla risonanza magnetica whole-body (WB-MRI) presso la UOC Radiologia dell’ospedale Santa Maria della Misericordia dell’Azienda ULSS 5 Polesana, utilizzando il tomografo Siemens Magnetom Vida 3T. Verranno dapprima fornite informazioni sulle basi teoriche e sui principi di funzionamento della RM, successivamente verrà effettuata una panoramica sulla patologia del mieloma multiplo e un confronto tra le metodiche di imaging di elezione per lo studio di questa patologia, con un focus sulle prestazioni della WB-MRI con sequenze di diffusione (DWI) rispetto ad altre tecniche diagnostiche comunemente impiegate, come la WBLDCT e la PET con 18F-FDG. I risultati mettono in evidenza i vantaggi evidenti nell’utilizzo della risonanza magnetica, tra cui l’assenza di esposizione a radiazioni ionizzanti, l’elevata sensibilità diagnostica e l’esecuzione dell’esame senza mezzo di contrasto.. Il protocollo da noi proposto prevede l’utilizzo di sequenze DWI con soppressione del grasso (STIR), con copertura estesa dal cranio fino alle ginocchia. Le immagini ottenute vengono rielaborate in ricostruzioni MIP (Maximum Intensity Projection) di tipo radiale, che permettono di generare rappresentazioni “simil-PET”. La sequenza DWI consente di identificare con elevata sensibilità sia le lesioni da mieloma multiplo midollari che extra-midollari. L’esame comprende inoltre lo studio completo della colonna vertebrale in proiezione sagittale, mediante sequenze STIR T2 e TSE T1 ed è completato con sequenze HASTE T2 e VIBE T1 Dixon morfologiche. Lo studio ha anche analizzato i principali aspetti tecnici che determinano la riuscita dell’esame, come la scelta e la disposizione delle bobine phased-array. Particolare attenzione è stata dedicata al corretto posizionamento del paziente, alla centratura e alla comunicazione pre-esame, fondamentali per assicurare la collaborazione e la tollerabilità di un’indagine notoriamente lunga e impegnativa. La qualità delle immagini e la loro omogeneità dipendono in larga misura dalla competenza del tecnico di radiologia, chiamato a bilanciare tempi di acquisizione, comfort del paziente e resa diagnostica. L’adozione di un approccio metodico, unitamente alla conoscenza approfondita dei parametri tecnici e delle caratteristiche del sistema, consente di massimizzare il rapporto segnale/rumore e di ottenere immagini di elevato valore diagnostico. In conclusione, la WB-MRI rappresenta non solo un’evoluzione tecnologica nell’imaging del mieloma multiplo, ma anche una sfida professionale per il tecnico di radiologia, la cui preparazione e sensibilità operativa risultano determinanti per l’efficacia dell’intero percorso diagnostico.

Impiego della RM whole-body nello studio del mieloma multiplo: implementazione del protocollo diagnostico.

LAVEZZO, GIACOMO
2024/2025

Abstract

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2024
Use of whole-body MRI in the study of multiple myeloma: Implementation of the diagnostic protocol.
L’evoluzione tecnologica della risonanza magnetica whole-body (WB-MRI) ha reso possibile un approccio diagnostico sempre più completo e sensibile nello studio del mieloma multiplo, patologia che richiede un’analisi accurata del coinvolgimento midollare e scheletrico. L’implementazione di un protocollo diagnostico efficace non dipende unicamente dalla configurazione hardware del tomografo, ma anche dalla corretta gestione tecnica dell’esame e dall’attenzione rivolta al comfort del paziente, elementi centrali nel garantire la qualità dell’acquisizione e la riproducibilità dei risultati. La presente tesi si propone di implementare un protocollo diagnostico basato sulla risonanza magnetica whole-body (WB-MRI) presso la UOC Radiologia dell’ospedale Santa Maria della Misericordia dell’Azienda ULSS 5 Polesana, utilizzando il tomografo Siemens Magnetom Vida 3T. Verranno dapprima fornite informazioni sulle basi teoriche e sui principi di funzionamento della RM, successivamente verrà effettuata una panoramica sulla patologia del mieloma multiplo e un confronto tra le metodiche di imaging di elezione per lo studio di questa patologia, con un focus sulle prestazioni della WB-MRI con sequenze di diffusione (DWI) rispetto ad altre tecniche diagnostiche comunemente impiegate, come la WBLDCT e la PET con 18F-FDG. I risultati mettono in evidenza i vantaggi evidenti nell’utilizzo della risonanza magnetica, tra cui l’assenza di esposizione a radiazioni ionizzanti, l’elevata sensibilità diagnostica e l’esecuzione dell’esame senza mezzo di contrasto.. Il protocollo da noi proposto prevede l’utilizzo di sequenze DWI con soppressione del grasso (STIR), con copertura estesa dal cranio fino alle ginocchia. Le immagini ottenute vengono rielaborate in ricostruzioni MIP (Maximum Intensity Projection) di tipo radiale, che permettono di generare rappresentazioni “simil-PET”. La sequenza DWI consente di identificare con elevata sensibilità sia le lesioni da mieloma multiplo midollari che extra-midollari. L’esame comprende inoltre lo studio completo della colonna vertebrale in proiezione sagittale, mediante sequenze STIR T2 e TSE T1 ed è completato con sequenze HASTE T2 e VIBE T1 Dixon morfologiche. Lo studio ha anche analizzato i principali aspetti tecnici che determinano la riuscita dell’esame, come la scelta e la disposizione delle bobine phased-array. Particolare attenzione è stata dedicata al corretto posizionamento del paziente, alla centratura e alla comunicazione pre-esame, fondamentali per assicurare la collaborazione e la tollerabilità di un’indagine notoriamente lunga e impegnativa. La qualità delle immagini e la loro omogeneità dipendono in larga misura dalla competenza del tecnico di radiologia, chiamato a bilanciare tempi di acquisizione, comfort del paziente e resa diagnostica. L’adozione di un approccio metodico, unitamente alla conoscenza approfondita dei parametri tecnici e delle caratteristiche del sistema, consente di massimizzare il rapporto segnale/rumore e di ottenere immagini di elevato valore diagnostico. In conclusione, la WB-MRI rappresenta non solo un’evoluzione tecnologica nell’imaging del mieloma multiplo, ma anche una sfida professionale per il tecnico di radiologia, la cui preparazione e sensibilità operativa risultano determinanti per l’efficacia dell’intero percorso diagnostico.
whole-body
mieloma multiplo
protocollo
Risonanza Magnetica
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/97070