Background: In sala emodinamica la gestione della dose è centrale per la sicurezza di pazienti e operatori. La riduzione del frame rate in scopia è una tecnica a disposizione del TSRM per applicare il principio ALARA senza compromettere l’efficacia diagnostica. Obiettivo: Confrontare l’esposizione radiologica in coronarografie diagnostiche eseguite con scopia a 15 fps rispetto a 7.5 fps, proporzionando i dati dosimetrici ottenuti con il tempo di scopia. Metodi: Studio osservazionale su esami di coronarografia diagnostica di 50 pazienti, suddivisi in due gruppi in base al protocollo di scopia (15 fps e 7.5 fps). Valori considerati: Dose Area Product (DAP, Gy·cm²), Kerma (mGy), tempo di scopia (ms) e numero di acquisizioni. È stato considerato anche l’indice di massa corporea (BMI) dei pazienti al fine di evitare confronti tra pazienti con valori di BMI eccessivamente differenti. Risultati sintetici: Nel nostro studio, il passaggio da 7.5 fps a 15 fps non ha apportato miglioramenti clinicamente rilevanti nella qualità d’immagine né nella capacità valutativa riportata dai cardiologi interventisti. Al contrario, l’impiego di 15 fps si è associato a un incremento dell’esposizione (DAP/Kerma) a parità di caso e di proiezioni utilizzate, senza beneficio diagnostico percepibile. Conclusioni: Nel conmfronto tra coronarografie eseguite con 7.5 fps e 15 fps in scopia la qualità d’immagine giudicata dai cardiologi è rimasta sostanzialmente la stessa, mentre DAP e Kerma sono aumentati quando si usavano i 15 fps. In pratica, ha senso tenere 7.5 fps come impostazione di base della coronarografia. L’adozione selettiva di 7.5 fps nelle coronarografie diagnostiche rappresenta quindi una strategia praticabile di ottimizzazione della dose, soprattutto se integrata con le buone pratiche operative del TSRM. La modulazione del frame rate in base alla fase procedurale consente di bilanciare sicurezza e qualità, senza rinunciare all’informazione clinica necessaria. Il TSRM può dunque fare la differenza modulando in tempo reale frame rate, collimazione, filtrazione e scelte di proiezione, così da rispettare l’ALARA senza perdere informazioni utili.
Ottimizzazione della dose in sala emodinamica: impatto del frame rate sulla scopia in coronarografia
SPINELLO, RICCARDO
2024/2025
Abstract
Background: In sala emodinamica la gestione della dose è centrale per la sicurezza di pazienti e operatori. La riduzione del frame rate in scopia è una tecnica a disposizione del TSRM per applicare il principio ALARA senza compromettere l’efficacia diagnostica. Obiettivo: Confrontare l’esposizione radiologica in coronarografie diagnostiche eseguite con scopia a 15 fps rispetto a 7.5 fps, proporzionando i dati dosimetrici ottenuti con il tempo di scopia. Metodi: Studio osservazionale su esami di coronarografia diagnostica di 50 pazienti, suddivisi in due gruppi in base al protocollo di scopia (15 fps e 7.5 fps). Valori considerati: Dose Area Product (DAP, Gy·cm²), Kerma (mGy), tempo di scopia (ms) e numero di acquisizioni. È stato considerato anche l’indice di massa corporea (BMI) dei pazienti al fine di evitare confronti tra pazienti con valori di BMI eccessivamente differenti. Risultati sintetici: Nel nostro studio, il passaggio da 7.5 fps a 15 fps non ha apportato miglioramenti clinicamente rilevanti nella qualità d’immagine né nella capacità valutativa riportata dai cardiologi interventisti. Al contrario, l’impiego di 15 fps si è associato a un incremento dell’esposizione (DAP/Kerma) a parità di caso e di proiezioni utilizzate, senza beneficio diagnostico percepibile. Conclusioni: Nel conmfronto tra coronarografie eseguite con 7.5 fps e 15 fps in scopia la qualità d’immagine giudicata dai cardiologi è rimasta sostanzialmente la stessa, mentre DAP e Kerma sono aumentati quando si usavano i 15 fps. In pratica, ha senso tenere 7.5 fps come impostazione di base della coronarografia. L’adozione selettiva di 7.5 fps nelle coronarografie diagnostiche rappresenta quindi una strategia praticabile di ottimizzazione della dose, soprattutto se integrata con le buone pratiche operative del TSRM. La modulazione del frame rate in base alla fase procedurale consente di bilanciare sicurezza e qualità, senza rinunciare all’informazione clinica necessaria. Il TSRM può dunque fare la differenza modulando in tempo reale frame rate, collimazione, filtrazione e scelte di proiezione, così da rispettare l’ALARA senza perdere informazioni utili.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/97076