ABSTRACT INTRODUZIONE: Il triage infermieristico rappresenta un processo decisionale cruciale per garantire l'accesso tempestivo e sicuro alle cure in Pronto Soccorso. Tuttavia, questa attività ad alta intensità cognitiva si svolge in un contesto operativo complesso, caratterizzato da un'elevata esposizione a interruzioni e distrazioni di varia natura. La letteratura evidenzia come tali eventi possano compromettere la concentrazione dell'infermiere, frammentare il flusso di lavoro e aumentare il rischio di errori con potenziali conseguenze negative sulla qualità dell'assistenza e sulla sicurezza del paziente. Comprendere la portata di questo fenomeno, analizzandone cause, tipologie e impatto percepito, risulta fondamentale per implementare strategie mirate di prevenzione e miglioramento a livello organizzativo e formativo OBIETTIVO: Questo studio si propone di analizzare, attraverso un approccio misto, l’impatto delle interruzioni durante il triage, confrontando i dati oggettivi osservati con la percezione soggettiva degli infermieri. METODI: Lo studio è stato svolto presso il Pronto Soccorso dell’ospedale dell’Angelo dell’Azienda ULSS 3 Serenissima nel periodo tra giugno e luglio 2025. La raccolta dati si è articolata in due fasi: un’osservazione diretta strutturata dell’attività di triage e la somministrazione di un questionario post-turno a 10 infermieri, volto a esplorare la percezione dei professionisti. RISULTATI: Sono stati inseriti 440 pazienti con 247 interruzioni registrate (media 0,56 per paziente). Le interruzioni più frequenti sono risultate quelle comunicative e organizzative (70%), con picchi nel turno mattutino. I dati qualitativi hanno rivelato una discrepanza tra frequenza oggettiva e percezione soggettiva degli infermieri. Interruzioni meno frequenti ma percepite come non funzionali, hanno generato un impatto superiore rispetto a quanto atteso sulla base della loro semplice occorrenza numerica. CONCLUSIONI: I risultati evidenziano l'urgente necessità di ripensare i modelli organizzativi e formativi per creare "zone protette" che tutelino la concentrazione degli infermieri durante il triage. Solo attraverso interventi mirati sarà possibile garantire un'assistenza di qualità e porre la sicurezza del paziente al centro del sistema. Key-words: Triage infermieristico, interruzioni, percezione soggettiva, carico cognitivo, emergenza-urgenza.
Le interruzioni nel triage e la consapevolezza del personale infermieristico: uno studio osservazionale descrittivo
BONISOLI, CARLO
2024/2025
Abstract
ABSTRACT INTRODUZIONE: Il triage infermieristico rappresenta un processo decisionale cruciale per garantire l'accesso tempestivo e sicuro alle cure in Pronto Soccorso. Tuttavia, questa attività ad alta intensità cognitiva si svolge in un contesto operativo complesso, caratterizzato da un'elevata esposizione a interruzioni e distrazioni di varia natura. La letteratura evidenzia come tali eventi possano compromettere la concentrazione dell'infermiere, frammentare il flusso di lavoro e aumentare il rischio di errori con potenziali conseguenze negative sulla qualità dell'assistenza e sulla sicurezza del paziente. Comprendere la portata di questo fenomeno, analizzandone cause, tipologie e impatto percepito, risulta fondamentale per implementare strategie mirate di prevenzione e miglioramento a livello organizzativo e formativo OBIETTIVO: Questo studio si propone di analizzare, attraverso un approccio misto, l’impatto delle interruzioni durante il triage, confrontando i dati oggettivi osservati con la percezione soggettiva degli infermieri. METODI: Lo studio è stato svolto presso il Pronto Soccorso dell’ospedale dell’Angelo dell’Azienda ULSS 3 Serenissima nel periodo tra giugno e luglio 2025. La raccolta dati si è articolata in due fasi: un’osservazione diretta strutturata dell’attività di triage e la somministrazione di un questionario post-turno a 10 infermieri, volto a esplorare la percezione dei professionisti. RISULTATI: Sono stati inseriti 440 pazienti con 247 interruzioni registrate (media 0,56 per paziente). Le interruzioni più frequenti sono risultate quelle comunicative e organizzative (70%), con picchi nel turno mattutino. I dati qualitativi hanno rivelato una discrepanza tra frequenza oggettiva e percezione soggettiva degli infermieri. Interruzioni meno frequenti ma percepite come non funzionali, hanno generato un impatto superiore rispetto a quanto atteso sulla base della loro semplice occorrenza numerica. CONCLUSIONI: I risultati evidenziano l'urgente necessità di ripensare i modelli organizzativi e formativi per creare "zone protette" che tutelino la concentrazione degli infermieri durante il triage. Solo attraverso interventi mirati sarà possibile garantire un'assistenza di qualità e porre la sicurezza del paziente al centro del sistema. Key-words: Triage infermieristico, interruzioni, percezione soggettiva, carico cognitivo, emergenza-urgenza.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/97274