PROBLEM: The peripheral venous catheter (PVC) is the most widely used venous access device in clinical settings, particularly for short-term intravenous therapy. Despite its widespread use and the procedural care provided by nurses, the incidence of complications such as phlebitis, infiltration, occlusion, and extravasation remains high, with significant implications for patient safety and quality of care. AIM: To analyze, through a literature review, the most recent evidence on nursing management of PVCs, identifying the most effective practices to reduce complications and assessing the impact of accurate procedural choices in clinical practice. SAMPLE: Adult patients undergoing intravenous therapy with PVCs in different care settings (Emergency Department and inpatient units), monitored for at least 24 hours. MATERIALS AND METHODS: A narrative literature review was conducted using PubMed, CINAHL, Cochrane Library, and Google Scholar. Predefined inclusion and exclusion criteria were applied, prioritizing original studies. After initial screening, five articles published between 2010 and 2025 were selected. Extracted data were synthesized and compared (Tables 3 and 4). RESULTS: The most frequent PVC-related complications were phlebitis, infiltration, and extravasation. Determinant factors included patient clinical conditions, device selection, and procedural aspects. Evidence highlighted the importance of accurate site selection, minimizing venipuncture attempts, strict adherence to aseptic techniques, the use of advanced securement systems, and needleless connectors. Furthermore, findings support the need to replace the routine scheduled device change with the principle of clinically indicated replacement. CONCLUSIONS: PVC management remains a crucial challenge in nursing practice, which plays a central role throughout the process: from venous assessment, device selection and insertion, to continuous monitoring for early detection of complications. Nurse expertise, combined with ongoing education, adherence to evidence-based protocols, and standardized care practices, proves essential to enhancing patient safety and improving quality of care.

PROBLEMA: Il Catetere Venoso Periferico (CVP) è il dispositivo di accesso venoso più utilizzato in ambito clinico, in particolare per la somministrazione di terapie endovenose a breve termine. La sua ampia diffusione e la cura procedurale posta in atto dall’infermiere si associa tuttavia a un’elevata incidenza di complicanze, tra cui flebite, infiltrazione, occlusione e stravaso, che compromettono la sicurezza del paziente e la qualità dell’assistenza. SCOPO: Lo studio si propone di analizzare, attraverso una revisione della letteratura, le principali evidenze relative alla gestione infermieristica del CVP, con particolare attenzione alle pratiche che risultano maggiormente utili a contenere il rischio di comparsa delle complicanze e ad evidenziare quanto una scelta procedurale accurata da parte dell’infermiere risulti efficiente per la pratica clinica. CAMPIONE: Il campione è composto da pazienti adulti sottoposti a terapia endovenosa mediante CVP, in diversi contesti assistenziali, sia nei Pronto Soccorso che in Unità di degenza e rimasti in osservazione per almeno 24 ore. MATERIALE E METODI: È stata condotta una revisione narrativa della letteratura mediante ricerca in banche dati (PubMed, CINAHL, Cochrane Library, Google Scholar). Sono stati applicati criteri di inclusione ed esclusione prestabiliti, privilegiando studi originali, senza preclusioni relative alla tipologia di studio o alla lingua. Sono stati inclusi cinque articoli pubblicati tra il 2010 e il 2025, e i dati estratti sono stati sintetizzati nelle Tabelle 3 e 4, mettendo in evidenza gli elementi comuni emersi dagli articoli. RISULTATI: Gli studi confermano che le complicanze più frequenti del CVP sono la flebite, l’infiltrazione e lo stravaso e le variabili che ne influenzano l’insorgenza possono essere ricondotte a instabilità emodinamica del paziente, alla giusta scelta del device e ad aspetti procedurali. Relativamente alla procedura di inserimento, tutti concordano nell’evidenziare come gli elementi cruciali per la riduzione del rischio sono: la scelta del sito di inserzione, il numero limitato di tentativi di venipuntura, l’adozione di rigorose tecniche asettiche, l’utilizzo di sistemi di fissaggio avanzati e di connettori needleless. Le evidenze supportano inoltre la necessità di rivedere una sostituzione routinaria del dispositivo a intervalli programmati, a favore del principio del clinically indicated replacement. CONCLUSIONI: La gestione del CVP rappresenta una sfida costante per la pratica infermieristica, che risulta centrale in tutte le fasi decisionali e procedurali: dalla valutazione del patrimonio venoso, alla scelta adeguata e all’inserimento del dispositivo, fino al presidio continuo per riconoscere precocemente le complicanze. L’expertise dell’operatore, a parità delle altre condizioni, risulta essere un elemento capace di ridurre la comparsa di complicanze. La formazione continua, l’applicazione di protocolli evidence-based e l’uniformità delle pratiche assistenziali, oltre all’accurata registrazione, costituiscono strumenti fondamentali per garantire la sicurezza del paziente e migliorare la qualità delle cure.

Catetere Venoso Periferico: un atto assistenziale oltre la routine

DANESIN, LORENZO
2024/2025

Abstract

PROBLEM: The peripheral venous catheter (PVC) is the most widely used venous access device in clinical settings, particularly for short-term intravenous therapy. Despite its widespread use and the procedural care provided by nurses, the incidence of complications such as phlebitis, infiltration, occlusion, and extravasation remains high, with significant implications for patient safety and quality of care. AIM: To analyze, through a literature review, the most recent evidence on nursing management of PVCs, identifying the most effective practices to reduce complications and assessing the impact of accurate procedural choices in clinical practice. SAMPLE: Adult patients undergoing intravenous therapy with PVCs in different care settings (Emergency Department and inpatient units), monitored for at least 24 hours. MATERIALS AND METHODS: A narrative literature review was conducted using PubMed, CINAHL, Cochrane Library, and Google Scholar. Predefined inclusion and exclusion criteria were applied, prioritizing original studies. After initial screening, five articles published between 2010 and 2025 were selected. Extracted data were synthesized and compared (Tables 3 and 4). RESULTS: The most frequent PVC-related complications were phlebitis, infiltration, and extravasation. Determinant factors included patient clinical conditions, device selection, and procedural aspects. Evidence highlighted the importance of accurate site selection, minimizing venipuncture attempts, strict adherence to aseptic techniques, the use of advanced securement systems, and needleless connectors. Furthermore, findings support the need to replace the routine scheduled device change with the principle of clinically indicated replacement. CONCLUSIONS: PVC management remains a crucial challenge in nursing practice, which plays a central role throughout the process: from venous assessment, device selection and insertion, to continuous monitoring for early detection of complications. Nurse expertise, combined with ongoing education, adherence to evidence-based protocols, and standardized care practices, proves essential to enhancing patient safety and improving quality of care.
2024
Peripheral Venous Catheter: a care act beyond routine
PROBLEMA: Il Catetere Venoso Periferico (CVP) è il dispositivo di accesso venoso più utilizzato in ambito clinico, in particolare per la somministrazione di terapie endovenose a breve termine. La sua ampia diffusione e la cura procedurale posta in atto dall’infermiere si associa tuttavia a un’elevata incidenza di complicanze, tra cui flebite, infiltrazione, occlusione e stravaso, che compromettono la sicurezza del paziente e la qualità dell’assistenza. SCOPO: Lo studio si propone di analizzare, attraverso una revisione della letteratura, le principali evidenze relative alla gestione infermieristica del CVP, con particolare attenzione alle pratiche che risultano maggiormente utili a contenere il rischio di comparsa delle complicanze e ad evidenziare quanto una scelta procedurale accurata da parte dell’infermiere risulti efficiente per la pratica clinica. CAMPIONE: Il campione è composto da pazienti adulti sottoposti a terapia endovenosa mediante CVP, in diversi contesti assistenziali, sia nei Pronto Soccorso che in Unità di degenza e rimasti in osservazione per almeno 24 ore. MATERIALE E METODI: È stata condotta una revisione narrativa della letteratura mediante ricerca in banche dati (PubMed, CINAHL, Cochrane Library, Google Scholar). Sono stati applicati criteri di inclusione ed esclusione prestabiliti, privilegiando studi originali, senza preclusioni relative alla tipologia di studio o alla lingua. Sono stati inclusi cinque articoli pubblicati tra il 2010 e il 2025, e i dati estratti sono stati sintetizzati nelle Tabelle 3 e 4, mettendo in evidenza gli elementi comuni emersi dagli articoli. RISULTATI: Gli studi confermano che le complicanze più frequenti del CVP sono la flebite, l’infiltrazione e lo stravaso e le variabili che ne influenzano l’insorgenza possono essere ricondotte a instabilità emodinamica del paziente, alla giusta scelta del device e ad aspetti procedurali. Relativamente alla procedura di inserimento, tutti concordano nell’evidenziare come gli elementi cruciali per la riduzione del rischio sono: la scelta del sito di inserzione, il numero limitato di tentativi di venipuntura, l’adozione di rigorose tecniche asettiche, l’utilizzo di sistemi di fissaggio avanzati e di connettori needleless. Le evidenze supportano inoltre la necessità di rivedere una sostituzione routinaria del dispositivo a intervalli programmati, a favore del principio del clinically indicated replacement. CONCLUSIONI: La gestione del CVP rappresenta una sfida costante per la pratica infermieristica, che risulta centrale in tutte le fasi decisionali e procedurali: dalla valutazione del patrimonio venoso, alla scelta adeguata e all’inserimento del dispositivo, fino al presidio continuo per riconoscere precocemente le complicanze. L’expertise dell’operatore, a parità delle altre condizioni, risulta essere un elemento capace di ridurre la comparsa di complicanze. La formazione continua, l’applicazione di protocolli evidence-based e l’uniformità delle pratiche assistenziali, oltre all’accurata registrazione, costituiscono strumenti fondamentali per garantire la sicurezza del paziente e migliorare la qualità delle cure.
Catetere venoso
Gestione
Complicanze
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