Abstract Introduzione: Il sonno costituisce un bisogno primario e un processo fisiologico complesso che svolge un ruolo fondamentale nel mantenimento dell’equilibrio psico-fisico dell’individuo. Nei pazienti critici, ricoverati in terapia intensiva, la qualità del sonno risulta frequentemente compromessa a causa di molteplici fattori ambientali e assistenziali. Rumori costanti, illuminazione artificiale continua e interruzioni dovute alle cure rappresentano le principali cause di frammentazione del sonno, con conseguente alterazione del ritmo circadiano. Tali disturbi non sono solo fonte di disagio, ma influiscono negativamente sul recupero fisiologico, cognitivo e psicologico, aumentando il rischio di complicanze quali delirium, prolungamento della degenza e peggioramento della prognosi. Obiettivo: Scopo di questa revisione è analizzare le evidenze scientifiche più recenti sull’impatto dei fattori ambientali e delle pratiche assistenziali sulla qualità del sonno dei pazienti ricoverati in terapia intensiva, con particolare attenzione al ruolo degli interventi infermieristici nella promozione del riposo. Materiali e metodi: È stata condotta una revisione della letteratura relativa agli ultimi cinque anni, includendo studi osservazionali, trial clinici randomizzati e revisioni sistematiche reperiti tramite banche dati internazionali. Sono stati selezionati articoli che indagavano la relazione tra rumore, illuminazione, pratiche assistenziali e qualità del sonno nei pazienti critici, nonché quelli che valutavano l’efficacia di interventi infermieristici non farmacologici. Risultati: Le evidenze disponibili confermano che i livelli sonori in terapia intensiva superano spesso le soglie raccomandate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, determinando frequenti risvegli e riduzione delle fasi di sonno profondo e REM. L’esposizione continua alla luce artificiale ostacola la sincronizzazione del ritmo sonno-veglia, mentre le interruzioni dovute ad attività assistenziali non pianificate contribuiscono alla frammentazione del riposo. Tra le strategie infermieristiche risultate efficaci vi sono la riduzione del rumore ambientale, la regolazione dei cicli luce-buio, l’utilizzo di dispositivi protettivi (tappi auricolari e mascherine) e la pianificazione delle cure in orari compatibili con i ritmi biologici del paziente. Conclusioni: I dati emersi sottolineano la necessità di un approccio integrato e multidisciplinare volto a considerare il sonno come parametro vitale da monitorare e tutelare. La promozione del sonno attraverso interventi mirati può contribuire in maniera significativa a migliorare gli esiti clinici, ridurre complicanze come delirium e prolungamento della degenza e favorire il benessere globale del paziente critico. Per tale motivo, il sonno deve essere riconosciuto non solo come processo fisiologico indispensabile, ma anche come elemento centrale nella pratica infermieristica.
Silenzio, luce, assistenza: l'impatto ambientale sul sonno in terapia intensiva - una revisione delle evidenze scientifiche.
FANTUZ, GIADA
2024/2025
Abstract
Abstract Introduzione: Il sonno costituisce un bisogno primario e un processo fisiologico complesso che svolge un ruolo fondamentale nel mantenimento dell’equilibrio psico-fisico dell’individuo. Nei pazienti critici, ricoverati in terapia intensiva, la qualità del sonno risulta frequentemente compromessa a causa di molteplici fattori ambientali e assistenziali. Rumori costanti, illuminazione artificiale continua e interruzioni dovute alle cure rappresentano le principali cause di frammentazione del sonno, con conseguente alterazione del ritmo circadiano. Tali disturbi non sono solo fonte di disagio, ma influiscono negativamente sul recupero fisiologico, cognitivo e psicologico, aumentando il rischio di complicanze quali delirium, prolungamento della degenza e peggioramento della prognosi. Obiettivo: Scopo di questa revisione è analizzare le evidenze scientifiche più recenti sull’impatto dei fattori ambientali e delle pratiche assistenziali sulla qualità del sonno dei pazienti ricoverati in terapia intensiva, con particolare attenzione al ruolo degli interventi infermieristici nella promozione del riposo. Materiali e metodi: È stata condotta una revisione della letteratura relativa agli ultimi cinque anni, includendo studi osservazionali, trial clinici randomizzati e revisioni sistematiche reperiti tramite banche dati internazionali. Sono stati selezionati articoli che indagavano la relazione tra rumore, illuminazione, pratiche assistenziali e qualità del sonno nei pazienti critici, nonché quelli che valutavano l’efficacia di interventi infermieristici non farmacologici. Risultati: Le evidenze disponibili confermano che i livelli sonori in terapia intensiva superano spesso le soglie raccomandate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, determinando frequenti risvegli e riduzione delle fasi di sonno profondo e REM. L’esposizione continua alla luce artificiale ostacola la sincronizzazione del ritmo sonno-veglia, mentre le interruzioni dovute ad attività assistenziali non pianificate contribuiscono alla frammentazione del riposo. Tra le strategie infermieristiche risultate efficaci vi sono la riduzione del rumore ambientale, la regolazione dei cicli luce-buio, l’utilizzo di dispositivi protettivi (tappi auricolari e mascherine) e la pianificazione delle cure in orari compatibili con i ritmi biologici del paziente. Conclusioni: I dati emersi sottolineano la necessità di un approccio integrato e multidisciplinare volto a considerare il sonno come parametro vitale da monitorare e tutelare. La promozione del sonno attraverso interventi mirati può contribuire in maniera significativa a migliorare gli esiti clinici, ridurre complicanze come delirium e prolungamento della degenza e favorire il benessere globale del paziente critico. Per tale motivo, il sonno deve essere riconosciuto non solo come processo fisiologico indispensabile, ma anche come elemento centrale nella pratica infermieristica.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/97340