Background: l’ambiente perioperatorio è altamente tecnologico e standardizzato in cui l’assistito può provare perdita di controllo, vulnerabilità e sensazione di dipendenza. Emozioni e sensazioni come vergogna e disagio legati all’esposizione corporea rischiano di compromettere la dignità del paziente ed incrementare l’ansia preoperatoria. In questa area il ruolo dell’infermiere emerge non solo dal punto di vista tecnico, ma anche relazionale, sostenendo l’assistito con un approccio empatico, rispettoso ed un ascolto attivo, riducendo imbarazzo e vulnerabilità. Obiettivo: indagare le modalità e gli approcci adottati dagli infermieri di sala operatoria per sostenere emotivamente i pazienti nella gestione della vergogna legata alla nudità durante le procedure chirurgiche, confrontando tali modalità emerse con la somministrazione di un questionario a risposta multipla con le evidenze presenti in letteratura. Materiali e metodi: è stata condotta una ricerca bibliografica nelle banche dati PubMed e CINAHL per la ricerca della letteratura scientifica sul ruolo dell’infermiere nella gestione della vergogna e del disagio perioperatorio. Dai risultati reperiti è stato elaborato un questionario a risposta multipla, successivamente somministrato a tutti gli infermieri di sala operatoria dell’Ospedale di Treviso e soci dell’AICO a livello nazionale. I dati raccolti sono stati analizzati per confrontare le modalità e gli approcci riportati nella letteratura con quelli utilizzati abitualmente nella pratica clinica. Risultati: il questionario somministrato agli infermieri, ha avuto 257 risposte. I risultati mostrano che quasi la totalità degli infermieri a cui è stato somministrato lavora in ospedale pubblici (89.5%), con oltre 10 anni di esperienza (55,3%) e riconosce la vergogna legata alla nudità come problema “molto” o “abbastanza” rilevante nel 94,2% dei casi. Le tecniche più adottate per ridurre l’imbarazzo del paziente nel pre-operatorio sono: l’uso di teli e coperture strategiche (barriere mobili ) (68,1%), la comunicazione verbale rassicurante (16%) e la minimizzazione dei tempi di esposizione corporea (15,2%). Quasi la metà degli infermieri (47,5%) riferisce di avere “raramente” o “mai” tempo sufficiente per instaurare una relazione empatica con l’assistito prima dell’intervento, il 97,3% ritiene che il comportamento non verbale influisca sul comfort dell’assistito “molto” (54,5%) o “abbastanza” (42,8%). Un dato molto importante emerso con la somministrazione del questionario è che il 91,1% degli infermieri non ha mai ricevuto (85,6%) o ha ricevuto parzialmente (9,7%) una formazione specifica sulla gestione del disagio legato alla nudità nei pazienti chirurgici, mentre il 95,3% ritiene utile o potenzialmente utile riceverne (“sì” 78,6% - “forse”16,7%). Conclusione: dai dati emersi si conferma che la vergogna legata alla nudità è un problema reale ed ancora poco affrontato nella pratica infermieristica. È necessario integrare alla competenza tecnica una maggiore attenzione relazionale ed empatica sostenuta da una formazione adeguata. Gli infermieri hanno la possibilità di ridurre il disagio del paziente anche attraverso strategie comunicative, ambientali e non farmacologiche, come musicoterapia e il rilassamento guidato, ponendo al centro l’assistito e concentrandosi non solo sul corpo, ma sull’unicità dell’intera persona.
Nudità e disagio nelle procedure intra-operatorie: il ruolo dell’assistenza infermieristica
FILICE, EMANUELA
2024/2025
Abstract
Background: l’ambiente perioperatorio è altamente tecnologico e standardizzato in cui l’assistito può provare perdita di controllo, vulnerabilità e sensazione di dipendenza. Emozioni e sensazioni come vergogna e disagio legati all’esposizione corporea rischiano di compromettere la dignità del paziente ed incrementare l’ansia preoperatoria. In questa area il ruolo dell’infermiere emerge non solo dal punto di vista tecnico, ma anche relazionale, sostenendo l’assistito con un approccio empatico, rispettoso ed un ascolto attivo, riducendo imbarazzo e vulnerabilità. Obiettivo: indagare le modalità e gli approcci adottati dagli infermieri di sala operatoria per sostenere emotivamente i pazienti nella gestione della vergogna legata alla nudità durante le procedure chirurgiche, confrontando tali modalità emerse con la somministrazione di un questionario a risposta multipla con le evidenze presenti in letteratura. Materiali e metodi: è stata condotta una ricerca bibliografica nelle banche dati PubMed e CINAHL per la ricerca della letteratura scientifica sul ruolo dell’infermiere nella gestione della vergogna e del disagio perioperatorio. Dai risultati reperiti è stato elaborato un questionario a risposta multipla, successivamente somministrato a tutti gli infermieri di sala operatoria dell’Ospedale di Treviso e soci dell’AICO a livello nazionale. I dati raccolti sono stati analizzati per confrontare le modalità e gli approcci riportati nella letteratura con quelli utilizzati abitualmente nella pratica clinica. Risultati: il questionario somministrato agli infermieri, ha avuto 257 risposte. I risultati mostrano che quasi la totalità degli infermieri a cui è stato somministrato lavora in ospedale pubblici (89.5%), con oltre 10 anni di esperienza (55,3%) e riconosce la vergogna legata alla nudità come problema “molto” o “abbastanza” rilevante nel 94,2% dei casi. Le tecniche più adottate per ridurre l’imbarazzo del paziente nel pre-operatorio sono: l’uso di teli e coperture strategiche (barriere mobili ) (68,1%), la comunicazione verbale rassicurante (16%) e la minimizzazione dei tempi di esposizione corporea (15,2%). Quasi la metà degli infermieri (47,5%) riferisce di avere “raramente” o “mai” tempo sufficiente per instaurare una relazione empatica con l’assistito prima dell’intervento, il 97,3% ritiene che il comportamento non verbale influisca sul comfort dell’assistito “molto” (54,5%) o “abbastanza” (42,8%). Un dato molto importante emerso con la somministrazione del questionario è che il 91,1% degli infermieri non ha mai ricevuto (85,6%) o ha ricevuto parzialmente (9,7%) una formazione specifica sulla gestione del disagio legato alla nudità nei pazienti chirurgici, mentre il 95,3% ritiene utile o potenzialmente utile riceverne (“sì” 78,6% - “forse”16,7%). Conclusione: dai dati emersi si conferma che la vergogna legata alla nudità è un problema reale ed ancora poco affrontato nella pratica infermieristica. È necessario integrare alla competenza tecnica una maggiore attenzione relazionale ed empatica sostenuta da una formazione adeguata. Gli infermieri hanno la possibilità di ridurre il disagio del paziente anche attraverso strategie comunicative, ambientali e non farmacologiche, come musicoterapia e il rilassamento guidato, ponendo al centro l’assistito e concentrandosi non solo sul corpo, ma sull’unicità dell’intera persona.| File | Dimensione | Formato | |
|---|---|---|---|
|
Filice.Emanuela.2055798.pdf
accesso aperto
Dimensione
868.89 kB
Formato
Adobe PDF
|
868.89 kB | Adobe PDF | Visualizza/Apri |
The text of this website © Università degli studi di Padova. Full Text are published under a non-exclusive license. Metadata are under a CC0 License
https://hdl.handle.net/20.500.12608/97347