PROBLEMA: La diagnosi di malattia oncologica avanzata, non più suscettibile di trattamento oncologico attivo, rappresenta la via d’accesso alla conclusione imminente di un ciclo vitale. La prospettiva esistenziale e la qualità della vita subiscono una trasformazione drastica; Pertanto, risulta cruciale per il personale sanitario adottare un approccio empatico e comunicativo, volto ad ascoltare, comprendere e supportare il paziente ed i familiari al fine di svolgere il compito assistenziale di accompagnamento al fine vita con dignità. Non sempre è chiaro quali siano le priorità e i desideri di persone che, più o meno repentinamente, devono affrontare un radicale mutamento del corso delle loro vite. Le Cure Palliative rispondono a queste necessità attraverso un approccio multidimensionale che sostiene l'intero percorso terapeutico di chi affronta una malattia oncologica avanzata con prognosi infausta. Questo servizio si attiva nelle fasi avanzate della malattia o all'interno delle cure simultanee, ma sarebbe essenziale promuovere l'applicazione dell'approccio palliativo anche in ambito ospedaliero. SCOPO: L'obiettivo di questa revisione bibliografica è analizzare in che modo l'approccio delle Cure Palliative, basato su una valutazione accurata e una comprensione profonda dei bisogni delle persone con diagnosi di malattia oncologica avanzata non suscettibile di trattamenti attivi, possa andare oltre la buona gestione dei sintomi e contribuire a migliorare la qualità della vita residua. CAMPIONE: La revisione bibliografica ha incluso studi scientifici su persone, di età superiore ai 18 anni, con diagnosi di malattia oncologica avanzata, inguaribile che esponessero il loro punto di vista sul concetto di “buona morte” attraverso interviste strutturate e semistrutturate. MATERIALE E METODI: La revisione della letteratura è stata condotta consultando diverse banche dati, tra cui PubMed, limitando la ricerca a una retroattività di dieci anni in lingua inglese. Successivamente ad un’attenta e scrupolosa valutazione degli articoli eleggibili, sono stati inclusi nella revisione sette studi scientifici che soddisfacevano i criteri di inclusione. RISULTATI: Gli studi hanno dimostrato che le persone con diagnosi di malattia oncologica avanzata e non curabile hanno un concetto ben chiaro di “buona morte” che coinvolge diverse dimensioni (fisica, psicologica, sociale, spirituale, esistenziale, ambientale, comunicativa, pratica ed emotiva). Le Cure Palliative rappresentano un approccio valido nel migliorare la qualità di vita delle persone affette da malattie oncologiche avanzate e non curabili, offrendo benefici concreti grazie al rispetto delle volontà del paziente e mettendolo costantemente al centro dell'intervento. Questo modello si distingue per la capacità di salvaguardare la dignità della persona, promuovendo un contesto improntato al rispetto e alla comprensione delle emozioni e dei bisogni individuali. CONCLUSIONI: Dall’analisi degli studi scientifici selezionati nella revisione della letteratura, emerge che la “buona morte”, essendo un’esperienza complessa, richiede un’assistenza multidisciplinare da parte dei professionisti sanitari e che l’assistenza infermieristica non si può limitare alla gestione dei sintomi. Il costrutto di “buona morte” si struttura anche nella dimensione relazionale, familiare, e spirituale, oltre che nella tutela del valore personale. Le Cure Palliative propongono un approccio centrato sulla soddisfazione dei bisogni globali della persona rispetto alla gestione del suo fine vita, favorendo il processo di accettazione e tutelando la dignità. Tale approccio va garantito anche in setting ospedaliero perchè rappresenta l’approccio più adeguato per garantire un fine vita dignitoso e rispettoso dei bisogni di ogni individuo.
"Ora qui sto bene...ho trovato la serenità che mi mancava": l’assistenza infermieristica al malato oncologico inguaribile va oltre la buona gestione dei sintomi
FLORIAN, GIULIA
2024/2025
Abstract
PROBLEMA: La diagnosi di malattia oncologica avanzata, non più suscettibile di trattamento oncologico attivo, rappresenta la via d’accesso alla conclusione imminente di un ciclo vitale. La prospettiva esistenziale e la qualità della vita subiscono una trasformazione drastica; Pertanto, risulta cruciale per il personale sanitario adottare un approccio empatico e comunicativo, volto ad ascoltare, comprendere e supportare il paziente ed i familiari al fine di svolgere il compito assistenziale di accompagnamento al fine vita con dignità. Non sempre è chiaro quali siano le priorità e i desideri di persone che, più o meno repentinamente, devono affrontare un radicale mutamento del corso delle loro vite. Le Cure Palliative rispondono a queste necessità attraverso un approccio multidimensionale che sostiene l'intero percorso terapeutico di chi affronta una malattia oncologica avanzata con prognosi infausta. Questo servizio si attiva nelle fasi avanzate della malattia o all'interno delle cure simultanee, ma sarebbe essenziale promuovere l'applicazione dell'approccio palliativo anche in ambito ospedaliero. SCOPO: L'obiettivo di questa revisione bibliografica è analizzare in che modo l'approccio delle Cure Palliative, basato su una valutazione accurata e una comprensione profonda dei bisogni delle persone con diagnosi di malattia oncologica avanzata non suscettibile di trattamenti attivi, possa andare oltre la buona gestione dei sintomi e contribuire a migliorare la qualità della vita residua. CAMPIONE: La revisione bibliografica ha incluso studi scientifici su persone, di età superiore ai 18 anni, con diagnosi di malattia oncologica avanzata, inguaribile che esponessero il loro punto di vista sul concetto di “buona morte” attraverso interviste strutturate e semistrutturate. MATERIALE E METODI: La revisione della letteratura è stata condotta consultando diverse banche dati, tra cui PubMed, limitando la ricerca a una retroattività di dieci anni in lingua inglese. Successivamente ad un’attenta e scrupolosa valutazione degli articoli eleggibili, sono stati inclusi nella revisione sette studi scientifici che soddisfacevano i criteri di inclusione. RISULTATI: Gli studi hanno dimostrato che le persone con diagnosi di malattia oncologica avanzata e non curabile hanno un concetto ben chiaro di “buona morte” che coinvolge diverse dimensioni (fisica, psicologica, sociale, spirituale, esistenziale, ambientale, comunicativa, pratica ed emotiva). Le Cure Palliative rappresentano un approccio valido nel migliorare la qualità di vita delle persone affette da malattie oncologiche avanzate e non curabili, offrendo benefici concreti grazie al rispetto delle volontà del paziente e mettendolo costantemente al centro dell'intervento. Questo modello si distingue per la capacità di salvaguardare la dignità della persona, promuovendo un contesto improntato al rispetto e alla comprensione delle emozioni e dei bisogni individuali. CONCLUSIONI: Dall’analisi degli studi scientifici selezionati nella revisione della letteratura, emerge che la “buona morte”, essendo un’esperienza complessa, richiede un’assistenza multidisciplinare da parte dei professionisti sanitari e che l’assistenza infermieristica non si può limitare alla gestione dei sintomi. Il costrutto di “buona morte” si struttura anche nella dimensione relazionale, familiare, e spirituale, oltre che nella tutela del valore personale. Le Cure Palliative propongono un approccio centrato sulla soddisfazione dei bisogni globali della persona rispetto alla gestione del suo fine vita, favorendo il processo di accettazione e tutelando la dignità. Tale approccio va garantito anche in setting ospedaliero perchè rappresenta l’approccio più adeguato per garantire un fine vita dignitoso e rispettoso dei bisogni di ogni individuo.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/97349