Background: Nonostante una leggera diminuzione, il consumo di sostanze psicoattive continua a essere una delle principali cause di ricoveri e mortalità. In questo contesto, l'infermiere riveste un ruolo fondamentale, offrendo un'assistenza cruciale. Tuttavia, un'importante barriera per il proces-so di cura è rappresentata dallo stigma, un pregiudizio che ostacola l'accesso alle cure e compro-mette la qualità dell'assistenza, creando una disuguaglianza nella presa in carico del paziente che utilizza sostanze stupefacenti. Scopo: Il presente studio si propone di valutare l'influenza dello stigma sul processo di cura in-fermieristica attraverso studi scientifici, al fine di identificare i modelli di pregiudizi e proporre strumenti formativi per superarli, garantendo un'assistenza etica e libera da preconcetti. Materiali e Metodi: E’ stata redatta una revisione della letteratura attraverso l’analisi di 10 arti-coli presi nelle banche date Pubmed e ScienceDirect, per analizzare le diverse tipologie di manife-stazioni di stigma presenti in letteratura sia Italiana che Extra-Europea, 2 relazioni annuali al Par-lamento sul fenomeno delle Tossicodipendenze presi da siti istituzionali per indagare i dati di uti-lizzo delle sostanze stupefacenti negli ultimi anni 2020-2025, siti istituzionali per la descrizione delle sostanze stupefacenti e libri scientifici. Risultati: Dall'analisi della letteratura emerge che lo stigma sanitario nei confronti degli utenti tossicodipendenti è una barriera significativa all'accesso alle cure e al processo di disintossicazio-ne, contribuendo all'auto-stigma e al deterioramento della qualità assistenziale. Per affrontare questo fenomeno, sono state delineate strategie che si focalizzano primariamente sulla formazione degli operatori, suddivisibile in due categorie: Formazione Cognitiva e Clinica: Prevede lezioni frontali e corsi obbligatori con crediti ECM, focalizzati sulla fisiopatologia delle dipendenze, sulle complicanze organiche e sulle specifiche tecniche di assistenza infermieristica (es. riduzione del danno). Formazione Empatica e Basata sul Contatto: Include corsi specializzati sulla comunicazione efficace, l'ascolto attivo e, in particolare, l'interazione diretta con persone con esperienza di dipendenza. L'implementazione di queste formazioni deve essere affiancata dal principio di uguaglianza assistenziale. L'infermiere deve impegnarsi a garantire pari tempo e importanza a ogni utente, riconoscendone i bisogni e promuovendo la partecipazione al processo di cura per erogare un'assistenza priva di pregiudizi e ottimale per il benessere del paziente. Conclusioni: La revisione della letteratura ha evidenziato la persistenza di atteggiamenti stigmatizzanti da parte del personale infermieristico nei confronti dei pazienti con disturbo da uso di sostanze, influenzando negativamente la qualità dell’assistenza erogata. Gli studi analizzati, prove-nienti da diversi contesti internazionali, mostrano come tali pazienti percepiscano il giudizio, tra-scuratezza e distacco, elementi che compromettono il loro benessere, la dignità e il percorso riabi-litativo. Le cause di tali comportamenti sono in gran parte riconducibili alla carenza di una forma-zione specifica, sia teorica che empatica. Tuttavia, la letteratura dimostra che interventi educativi mirati, inclusi corsi universitari, formazione continua, supporto psicologico e percorsi sull’empatia e di contatto con i vissuti di tossicodipendenza possono ridurre significativamente lo stigma e migliorare l’approccio assistenziale. Ne emerge la necessità di promuovere un model-lo di cura concentrato sulla persona, capace di coniugare competenza clinica e rispetto umano, per favorire l’inclusione e la riabilitazione della professione infermieristica agli occhi di tali pazienti. Keywords: Drug Addiction, Nursing Care, Hospital Care, Stigma e Patient experience
L'assistenza infermieristica al paziente tossicodipendente: superare le barrire dello stigma
MORSELLI, GIULIA
2024/2025
Abstract
Background: Nonostante una leggera diminuzione, il consumo di sostanze psicoattive continua a essere una delle principali cause di ricoveri e mortalità. In questo contesto, l'infermiere riveste un ruolo fondamentale, offrendo un'assistenza cruciale. Tuttavia, un'importante barriera per il proces-so di cura è rappresentata dallo stigma, un pregiudizio che ostacola l'accesso alle cure e compro-mette la qualità dell'assistenza, creando una disuguaglianza nella presa in carico del paziente che utilizza sostanze stupefacenti. Scopo: Il presente studio si propone di valutare l'influenza dello stigma sul processo di cura in-fermieristica attraverso studi scientifici, al fine di identificare i modelli di pregiudizi e proporre strumenti formativi per superarli, garantendo un'assistenza etica e libera da preconcetti. Materiali e Metodi: E’ stata redatta una revisione della letteratura attraverso l’analisi di 10 arti-coli presi nelle banche date Pubmed e ScienceDirect, per analizzare le diverse tipologie di manife-stazioni di stigma presenti in letteratura sia Italiana che Extra-Europea, 2 relazioni annuali al Par-lamento sul fenomeno delle Tossicodipendenze presi da siti istituzionali per indagare i dati di uti-lizzo delle sostanze stupefacenti negli ultimi anni 2020-2025, siti istituzionali per la descrizione delle sostanze stupefacenti e libri scientifici. Risultati: Dall'analisi della letteratura emerge che lo stigma sanitario nei confronti degli utenti tossicodipendenti è una barriera significativa all'accesso alle cure e al processo di disintossicazio-ne, contribuendo all'auto-stigma e al deterioramento della qualità assistenziale. Per affrontare questo fenomeno, sono state delineate strategie che si focalizzano primariamente sulla formazione degli operatori, suddivisibile in due categorie: Formazione Cognitiva e Clinica: Prevede lezioni frontali e corsi obbligatori con crediti ECM, focalizzati sulla fisiopatologia delle dipendenze, sulle complicanze organiche e sulle specifiche tecniche di assistenza infermieristica (es. riduzione del danno). Formazione Empatica e Basata sul Contatto: Include corsi specializzati sulla comunicazione efficace, l'ascolto attivo e, in particolare, l'interazione diretta con persone con esperienza di dipendenza. L'implementazione di queste formazioni deve essere affiancata dal principio di uguaglianza assistenziale. L'infermiere deve impegnarsi a garantire pari tempo e importanza a ogni utente, riconoscendone i bisogni e promuovendo la partecipazione al processo di cura per erogare un'assistenza priva di pregiudizi e ottimale per il benessere del paziente. Conclusioni: La revisione della letteratura ha evidenziato la persistenza di atteggiamenti stigmatizzanti da parte del personale infermieristico nei confronti dei pazienti con disturbo da uso di sostanze, influenzando negativamente la qualità dell’assistenza erogata. Gli studi analizzati, prove-nienti da diversi contesti internazionali, mostrano come tali pazienti percepiscano il giudizio, tra-scuratezza e distacco, elementi che compromettono il loro benessere, la dignità e il percorso riabi-litativo. Le cause di tali comportamenti sono in gran parte riconducibili alla carenza di una forma-zione specifica, sia teorica che empatica. Tuttavia, la letteratura dimostra che interventi educativi mirati, inclusi corsi universitari, formazione continua, supporto psicologico e percorsi sull’empatia e di contatto con i vissuti di tossicodipendenza possono ridurre significativamente lo stigma e migliorare l’approccio assistenziale. Ne emerge la necessità di promuovere un model-lo di cura concentrato sulla persona, capace di coniugare competenza clinica e rispetto umano, per favorire l’inclusione e la riabilitazione della professione infermieristica agli occhi di tali pazienti. Keywords: Drug Addiction, Nursing Care, Hospital Care, Stigma e Patient experience| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/97407