PROBLEMA: Tra i principali rischi relativi alla sicurezza sul lavoro che si riscontrano nel settore sanita-rio ci sono le aggressioni e le violenze verso gli operatori sanitari. Si tratta di una problematica specifi-ca, a cui negli ultimi anni è stata dedicata ampia attenzione da parte delle regioni e del Ministero della Salute. Con la legge n. 113 del 2020, è stato creato l’Osservatorio nazionale sulla sicurezza delle pro-fessioni sanitarie (ONSPES) per monitorare e contrastare la violenza nei luoghi di lavoro ospedalieri. Per quanto riguarda in particolare la Regione Veneto, nel 2022 la Fondazione Scuola di Sanità Pubbli-ca e la U.O.C. Rischio Clinico di Azienda Zero hanno avviato un percorso di formazione di circa 90 istruttori a cui assegnare la docenza di corsi dedicati alla conoscenza del fenomeno e delle strategie per gestirlo. I fenomeni di aggressione avvengono soprattutto all’interno dei DEA, ovvero i Dipartimenti di Emergenza e Accettazione. I loro effetti sono traumatizzanti sia dal punto di vista fisico che psicologi-co e, in alcuni casi, possono portare l’operatore a sviluppare un disturbo post-traumatico da stress e a farlo propendere per un trasferimento in altra sede o, al limite, al licenziamento. Una delle causa principali degli episodi di violenza fisica e/o verbale nei confronti degli operatori socio-sanitari è il fenomeno del sovraffollamento (o crowding): secondo l’American College of Emer-gency Phisicians, il crowding si verifica quando «le necessità identificate nei servizi di emergenza su-perano le risorse disponibili per la cura dei pazienti presenti nel dipartimento di emergenza». La con-seguenza del sovraffollamento è la progressiva trasformazione del Pronto Soccorso in un reparto di degenza, con cui si cerca di far fronte al mancato aumento del numero di letti disponibili per i ricoveri. Tra le strategie di gestione dei fenomeni di aggressione si annoverano le tecniche per favorire la fa-se di de-escalation. L’obiettivo di questo tipo di tecniche è essere in grado di relazionarsi con l’aggressività degli assistiti e nello stesso tempo di garantire la sicurezza degli operatori. Alcune di queste tecniche includono le seguenti azioni: mantenere una postura aperta e rilassata; utilizzare un lin-guaggio chiaro e semplice; ascoltare attivamente; mostrarsi empatici e comprensivi; stabilire limiti chia-ri e rispettosi. OBIETTIVO: Nel contesto dell’incremento degli episodi di aggressività, l’elaborato di tesi si propone di descrivere le tecniche di de-escalation per la gestione dei conflitti e di verificare il grado di conoscenza da parte degli infermieri di queste tecniche, la frequenza con cui sono messe in atto e se vi sia o meno la necessità di ampliare e incrementare l’offerta formativa specifica. STRUMENTI E CAMPIONE: La ricerca prevede la somministrazione di un questionario agli infermieri del Pronto Soccorso dell’Ospedale Alto Vicentino di Santorso (ULSS7 Pedemontana). Il questionario è composto da 29 domande (di cui 28 a risposta chiusa e 1 facoltativa a risposta aperta) divise in cin-que sezioni: Informazioni generali sul profilo professionale; Conoscenza delle tecniche di de-escalation; Conoscenza legislativa e tutele; Utilizzo delle tecniche di de-escalation nella pratica clini-ca; Bisogni formativi e miglioramento. RISULTATO: Dai dati emersi, si è potuto constatare che gli infermieri hanno risposto per la maggior parte mantenendo una linea comune riguardo le aggressioni subite sul luogo di lavoro: maggioritarie risultano quelle di tipo verbale rispetto quelle di tipo fisico, ma i risultati sono comunque preoccupanti. In merito, nello specifico, alle tecniche di de-escalation gli infermieri si sono espressi con parere posi-tivo sull’apprendere nuove conoscenze e frequentare corsi di formazione specializzanti per sentirsi più consapevoli di ciò che fanno e di come rispondere ai comportamenti aggressivi dei pazienti o dei fami-gliari.

Indagine sulle strategie di gestione degli episodi di aggressività nei confronti degli infermieri di Pronto Soccorso

OMETTO, ELISABETTA
2024/2025

Abstract

PROBLEMA: Tra i principali rischi relativi alla sicurezza sul lavoro che si riscontrano nel settore sanita-rio ci sono le aggressioni e le violenze verso gli operatori sanitari. Si tratta di una problematica specifi-ca, a cui negli ultimi anni è stata dedicata ampia attenzione da parte delle regioni e del Ministero della Salute. Con la legge n. 113 del 2020, è stato creato l’Osservatorio nazionale sulla sicurezza delle pro-fessioni sanitarie (ONSPES) per monitorare e contrastare la violenza nei luoghi di lavoro ospedalieri. Per quanto riguarda in particolare la Regione Veneto, nel 2022 la Fondazione Scuola di Sanità Pubbli-ca e la U.O.C. Rischio Clinico di Azienda Zero hanno avviato un percorso di formazione di circa 90 istruttori a cui assegnare la docenza di corsi dedicati alla conoscenza del fenomeno e delle strategie per gestirlo. I fenomeni di aggressione avvengono soprattutto all’interno dei DEA, ovvero i Dipartimenti di Emergenza e Accettazione. I loro effetti sono traumatizzanti sia dal punto di vista fisico che psicologi-co e, in alcuni casi, possono portare l’operatore a sviluppare un disturbo post-traumatico da stress e a farlo propendere per un trasferimento in altra sede o, al limite, al licenziamento. Una delle causa principali degli episodi di violenza fisica e/o verbale nei confronti degli operatori socio-sanitari è il fenomeno del sovraffollamento (o crowding): secondo l’American College of Emer-gency Phisicians, il crowding si verifica quando «le necessità identificate nei servizi di emergenza su-perano le risorse disponibili per la cura dei pazienti presenti nel dipartimento di emergenza». La con-seguenza del sovraffollamento è la progressiva trasformazione del Pronto Soccorso in un reparto di degenza, con cui si cerca di far fronte al mancato aumento del numero di letti disponibili per i ricoveri. Tra le strategie di gestione dei fenomeni di aggressione si annoverano le tecniche per favorire la fa-se di de-escalation. L’obiettivo di questo tipo di tecniche è essere in grado di relazionarsi con l’aggressività degli assistiti e nello stesso tempo di garantire la sicurezza degli operatori. Alcune di queste tecniche includono le seguenti azioni: mantenere una postura aperta e rilassata; utilizzare un lin-guaggio chiaro e semplice; ascoltare attivamente; mostrarsi empatici e comprensivi; stabilire limiti chia-ri e rispettosi. OBIETTIVO: Nel contesto dell’incremento degli episodi di aggressività, l’elaborato di tesi si propone di descrivere le tecniche di de-escalation per la gestione dei conflitti e di verificare il grado di conoscenza da parte degli infermieri di queste tecniche, la frequenza con cui sono messe in atto e se vi sia o meno la necessità di ampliare e incrementare l’offerta formativa specifica. STRUMENTI E CAMPIONE: La ricerca prevede la somministrazione di un questionario agli infermieri del Pronto Soccorso dell’Ospedale Alto Vicentino di Santorso (ULSS7 Pedemontana). Il questionario è composto da 29 domande (di cui 28 a risposta chiusa e 1 facoltativa a risposta aperta) divise in cin-que sezioni: Informazioni generali sul profilo professionale; Conoscenza delle tecniche di de-escalation; Conoscenza legislativa e tutele; Utilizzo delle tecniche di de-escalation nella pratica clini-ca; Bisogni formativi e miglioramento. RISULTATO: Dai dati emersi, si è potuto constatare che gli infermieri hanno risposto per la maggior parte mantenendo una linea comune riguardo le aggressioni subite sul luogo di lavoro: maggioritarie risultano quelle di tipo verbale rispetto quelle di tipo fisico, ma i risultati sono comunque preoccupanti. In merito, nello specifico, alle tecniche di de-escalation gli infermieri si sono espressi con parere posi-tivo sull’apprendere nuove conoscenze e frequentare corsi di formazione specializzanti per sentirsi più consapevoli di ciò che fanno e di come rispondere ai comportamenti aggressivi dei pazienti o dei fami-gliari.
2024
Investigation into management strategies for incidents of aggression towards emergency room nurses
aggressione
pronto soccorso
violenza
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/97412