Le visite non urgenti al pronto soccorso rappresentano una problematica rilevante per i sistemi sanitari contemporanei, in quanto contribuiscono al sovraffollamento delle strutture, determinano un allungamento dei tempi di attesa e ritardano la presa in carico dei casi realmente urgenti. Tali accessi, definiti impropri in letteratura, incidono negativamente sulla qualità dell’assistenza, ostacolano l’identificazione tempestiva delle condizioni critiche e comportano un aumento dei costi sanitari, spesso associato all’erogazione di prestazioni non necessarie. Le motivazioni alla base di questo fenomeno sono complesse e multifattoriali. Tra i determinanti socio-demografici rientrano l’età (con maggiore frequenza nei giovani e negli anziani) e il genere; tra quelli socioeconomici il livello di istruzione, le risorse economiche e la solidità della rete di supporto sociale. Fattori clinici, come la presenza di comorbidità e patologie croniche, e fattori logistici, quali difficoltà di trasporto o costi dell’assistenza primaria, contribuiscono ulteriormente a spiegare il ricorso inappropriato ai servizi di emergenza. Centrale appare, inoltre, il ruolo dell’alfabetizzazione sanitaria, intesa come la capacità di acquisire, comprendere e utilizzare in modo efficace le informazioni per compiere scelte consapevoli in ambito di salute. Anche lo stress e i meccanismi di coping condizionano la percezione soggettiva della gravità clinica, favorendo in alcuni casi l’accesso inappropriato al pronto soccorso. In Italia, secondo dati ISTAT (2017), circa il 22% degli accessi risultano impropri. A livello internazionale, il fenomeno del blocco dell’accesso (access block) rappresenta una delle principali criticità associate al sovraffollamento. In Australia esso è definito come l’impossibilità di garantire un posto letto ospedaliero entro otto ore dalla presa in carico, mentre nel contesto britannico si riferisce a una permanenza in pronto soccorso superiore alle quattro ore. Numerosi studi hanno dimostrato come l’access block sia correlato a esiti clinici peggiori, quali l’aumento della mortalità intraospedaliera, il prolungamento della degenza, l’incremento dei costi e un impatto negativo sul benessere e sul carico di lavoro del personale sanitario. Un ulteriore elemento critico riguarda i pazienti che, pur clinicamente dimissibili, non possono lasciare l’ospedale per la mancanza di un adeguato supporto familiare o domiciliare, con conseguente aggravamento del blocco dei posti letto. Infine, strumenti di valutazione funzionale, come il Barthel Index, hanno dimostrato utilità predittiva rispetto alla durata della degenza, al rischio di riospedalizzazione e alla mortalità, configurandosi come risorse di supporto alla pianificazione assistenziale e alla gestione dei flussi ospedalieri.

Contributo infermieristico nella gestione degli accessi non urgenti al Pronto Soccorso: dall'analisi dei bisogni informativi alla progettazione di interventi di health literacy per il miglioramento della qualità assistenziale. Uno studio pilota osservazionale.

SALTARELLO, LUCA
2024/2025

Abstract

Le visite non urgenti al pronto soccorso rappresentano una problematica rilevante per i sistemi sanitari contemporanei, in quanto contribuiscono al sovraffollamento delle strutture, determinano un allungamento dei tempi di attesa e ritardano la presa in carico dei casi realmente urgenti. Tali accessi, definiti impropri in letteratura, incidono negativamente sulla qualità dell’assistenza, ostacolano l’identificazione tempestiva delle condizioni critiche e comportano un aumento dei costi sanitari, spesso associato all’erogazione di prestazioni non necessarie. Le motivazioni alla base di questo fenomeno sono complesse e multifattoriali. Tra i determinanti socio-demografici rientrano l’età (con maggiore frequenza nei giovani e negli anziani) e il genere; tra quelli socioeconomici il livello di istruzione, le risorse economiche e la solidità della rete di supporto sociale. Fattori clinici, come la presenza di comorbidità e patologie croniche, e fattori logistici, quali difficoltà di trasporto o costi dell’assistenza primaria, contribuiscono ulteriormente a spiegare il ricorso inappropriato ai servizi di emergenza. Centrale appare, inoltre, il ruolo dell’alfabetizzazione sanitaria, intesa come la capacità di acquisire, comprendere e utilizzare in modo efficace le informazioni per compiere scelte consapevoli in ambito di salute. Anche lo stress e i meccanismi di coping condizionano la percezione soggettiva della gravità clinica, favorendo in alcuni casi l’accesso inappropriato al pronto soccorso. In Italia, secondo dati ISTAT (2017), circa il 22% degli accessi risultano impropri. A livello internazionale, il fenomeno del blocco dell’accesso (access block) rappresenta una delle principali criticità associate al sovraffollamento. In Australia esso è definito come l’impossibilità di garantire un posto letto ospedaliero entro otto ore dalla presa in carico, mentre nel contesto britannico si riferisce a una permanenza in pronto soccorso superiore alle quattro ore. Numerosi studi hanno dimostrato come l’access block sia correlato a esiti clinici peggiori, quali l’aumento della mortalità intraospedaliera, il prolungamento della degenza, l’incremento dei costi e un impatto negativo sul benessere e sul carico di lavoro del personale sanitario. Un ulteriore elemento critico riguarda i pazienti che, pur clinicamente dimissibili, non possono lasciare l’ospedale per la mancanza di un adeguato supporto familiare o domiciliare, con conseguente aggravamento del blocco dei posti letto. Infine, strumenti di valutazione funzionale, come il Barthel Index, hanno dimostrato utilità predittiva rispetto alla durata della degenza, al rischio di riospedalizzazione e alla mortalità, configurandosi come risorse di supporto alla pianificazione assistenziale e alla gestione dei flussi ospedalieri.
2024
Nursing Contribution in the Management of Non-Urgent Emergency Department Visits: From the Analysis of Informational Needs to the Design of Health Literacy Interventions for the Improvement of Care Quality . An Observational Pilot Study.
Pronto soccorso
Health Literacy
Accessi impropri
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/97440