Background: La Terapia Intensiva è un contesto altamente critico in cui i pazienti necessitano di un monitoraggio continuo e un supporto avanzato delle funzioni vitali. Gli infermieri garantiscono un’assistenza specialistica, si avvalgono di dispostivi tecnologici complessi come monitor multiparametrici, pompe infusionali e ventilatori. Questo tipo di strumenti, da un lato permettono un intervento tempestivo e mirato ma dall’altro generano un numero elevato di allarmi; molti di questi risultano essere falsi o clinicamente irrilevanti portando ad un sovraccarico acustico. Tale fenomeno prende il nome di Alarm Fatigue, portando ad una riduzione della vigilanza. La gestione efficace degli allarmi diventa un aspetto fondamentale per la sicurezza del paziente. Obiettivo: Indagare quali sono i fattori predisponenti associati all’Alarm fatigue negli infermieri di Terapia Intensiva, le conseguenze riportate da questo fenomeno e se esistono possibili strategie. Materiali e Metodi: Revisione della letteratura internazionali attraverso una banca dati biomedica (PubMed). Revisione della letteratura cin fase di ricerca compiutasi da febbraio ad agosto 2025. Risultati: Il principale fattore che genera l’Alarm Fatigue è il rumore costante dei monitor; spesso non personalizzati sui pazienti, ocn conseguente produzione di numerosi falsi allarmi. La difficoltà di impostare correttamente i dispositivi e la scarsa formazione continua peggiorano la situazione Studi evidenziano che fino al 44% degli allarmi è dovuto a movimenti e oltre il 40% sono falsi postivi, quindi privi di rilevanza cinica. Il carico mentale, legato alla limitata capacità della corteccia prefrontale, aumenta sotto stress e riduce l’efficacia nella gestione. La formazione risulta insufficiente, specialmente per gli infermieri più giovani che faticano a riconoscere la fonte degli allarmi. Fattori di personalità (nevroticismo, estroversione, coscienziosità), di esperienza e contestuali (turni lunghi, priorità dei compiti) influenzano la suscettibilità all’Alarm Fatigue. Questo fenomeno è correlato a stress percepito, burnout ed esaurimento emotivo, con effetti negativi sulla sicurezza del paziente. Il burnout porta a depersonalizzazione, ridotta realizzazione e maggior rischio di errori clinici. Flussi di lavoro mal strutturati, carichi elevati e mancanza di supporto aggravano lo stress. È necessaria formazione continua, protocolli chiari e cambiamenti sistemici per ridurre l’impatto sugli infermieri e migliorare l’assistenza. Conclusioni: Parole Chiave: Nurs*; ICU; Intensive Care Units; alarm; alarm fatigue; burnout; quality of care; care quality; stress; prevention.

Quando il rumore diventa pericolo in Terapia Intensiva: una revisione della letteratura e protocollo di ricerca.

SANTAGIULIANA, SOPHIE
2024/2025

Abstract

Background: La Terapia Intensiva è un contesto altamente critico in cui i pazienti necessitano di un monitoraggio continuo e un supporto avanzato delle funzioni vitali. Gli infermieri garantiscono un’assistenza specialistica, si avvalgono di dispostivi tecnologici complessi come monitor multiparametrici, pompe infusionali e ventilatori. Questo tipo di strumenti, da un lato permettono un intervento tempestivo e mirato ma dall’altro generano un numero elevato di allarmi; molti di questi risultano essere falsi o clinicamente irrilevanti portando ad un sovraccarico acustico. Tale fenomeno prende il nome di Alarm Fatigue, portando ad una riduzione della vigilanza. La gestione efficace degli allarmi diventa un aspetto fondamentale per la sicurezza del paziente. Obiettivo: Indagare quali sono i fattori predisponenti associati all’Alarm fatigue negli infermieri di Terapia Intensiva, le conseguenze riportate da questo fenomeno e se esistono possibili strategie. Materiali e Metodi: Revisione della letteratura internazionali attraverso una banca dati biomedica (PubMed). Revisione della letteratura cin fase di ricerca compiutasi da febbraio ad agosto 2025. Risultati: Il principale fattore che genera l’Alarm Fatigue è il rumore costante dei monitor; spesso non personalizzati sui pazienti, ocn conseguente produzione di numerosi falsi allarmi. La difficoltà di impostare correttamente i dispositivi e la scarsa formazione continua peggiorano la situazione Studi evidenziano che fino al 44% degli allarmi è dovuto a movimenti e oltre il 40% sono falsi postivi, quindi privi di rilevanza cinica. Il carico mentale, legato alla limitata capacità della corteccia prefrontale, aumenta sotto stress e riduce l’efficacia nella gestione. La formazione risulta insufficiente, specialmente per gli infermieri più giovani che faticano a riconoscere la fonte degli allarmi. Fattori di personalità (nevroticismo, estroversione, coscienziosità), di esperienza e contestuali (turni lunghi, priorità dei compiti) influenzano la suscettibilità all’Alarm Fatigue. Questo fenomeno è correlato a stress percepito, burnout ed esaurimento emotivo, con effetti negativi sulla sicurezza del paziente. Il burnout porta a depersonalizzazione, ridotta realizzazione e maggior rischio di errori clinici. Flussi di lavoro mal strutturati, carichi elevati e mancanza di supporto aggravano lo stress. È necessaria formazione continua, protocolli chiari e cambiamenti sistemici per ridurre l’impatto sugli infermieri e migliorare l’assistenza. Conclusioni: Parole Chiave: Nurs*; ICU; Intensive Care Units; alarm; alarm fatigue; burnout; quality of care; care quality; stress; prevention.
2024
When Noise Becomes a Hazard in the Intensive Care Unit: A Literature Review and Research Protocol.
Nurs*
ICU
Alarm Fatigue
Burnout
Quality of care
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/97441