Background: Il delirium è una sindrome neuropsichiatrica acuta caratterizzata da esordio rapido, alterazioni cognitive e fluttuazioni dello stato di coscienza. Nei contesti di terapia intensiva (ICU) e semi-intensiva (IMCU) rappresenta una delle complicanze più frequenti, con incidenza tra il 20% e l’80%. È associato a maggiore mortalità, degenze prolungate e declino cognitivo persistente. Nonostante l’importanza clinica, gli strumenti attuali di diagnosi (CAM-ICU, ICDSC) non possiedono valore predittivo, limitando l’attuazione di strategie preventive tempestive. In particolare, nelle IMCU non sono attualmente disponibili strumenti in grado di determinare, al momento del ricovero, il rischio di sviluppare un episodio di delirium. Materiali e Metodi: È stata condotta una revisione della letteratura su PubMed, utilizzando termini MeSH e operatori booleani. Sono stati applicati limiti di tempo (ultimi 10 anni), tipologia di articoli (full text, free full text) e popolazione (>18 anni). La ricerca ha prodotto 485 articoli; dopo selezione e lettura critica ne sono stati inclusi 12, scelti per pertinenza in relazione a incidenza, fattori di rischio e strumenti di prevenzione/predizione del delirium, più due articoli aggiunti mediante hand search . La revisione sistematica condotta ha permesso di progettare un protocollo per un futuro studio prospettico finalizzato alla creazione e validazione di uno strumento predittivo capace di fornire, già al momento del ricovero, una stima percentuale personale (da 0 a 100) del rischio di sviluppare delirium nei pazienti ricoverati in IMCU attraverso un nomogramma dedicato. Risultati: Gli studi evidenziano il delirium come fattore prognostico indipendente di mortalità e peggiori outcome clinici. I principali fattori predisponenti risultano età avanzata, comorbidità croniche e deficit cognitivi; tra i fattori precipitanti, ventilazione meccanica, infezioni nosocomiali e sedazione con benzodiazepine. Le strategie non farmacologiche (mobilizzazione precoce, promozione del sonno, orientamento spazio-temporale, coinvolgimento familiare) sono le più efficaci nella prevenzione. Il bundle ABCDEF riduce incidenza e durata della sindrome. Strumenti innovativi di intelligenza artificiale (DyDel, AI-AntiDelirium) hanno mostrato capacità predittiva superiore e maggiore aderenza alle linee guida internazionali. La possibilità di creare un nomogramma in grado di fornire il rischio individuale, espresso in percentuale da 0 a 100, di sviluppare un episodio di delirium sulla base delle sole caratteristiche presenti al momento del ricovero, rappresenta uno strumento clinico di fondamentale importanza. Conclusioni: Il delirium è una complicanza complessa con impatto significativo sulla prognosi. L’assenza di strumenti predittivi tempestivi rappresenta una criticità rilevante. Il ruolo centrale dell’infermiere nella previsione del rischio di delirium, condizione che peggiora significativamente l’esito clinico del paziente, potrebbe essere notevolmente potenziato grazie a uno strumento clinico dedicato, capace di stimare già al momento del ricovero il rischio di sviluppare delirium.

Il delirium in Terapia Semi-Intensiva: revisione delle evidenze attuali e creazione di uno studio prospettico

SPAGNOLO, GIULIA
2024/2025

Abstract

Background: Il delirium è una sindrome neuropsichiatrica acuta caratterizzata da esordio rapido, alterazioni cognitive e fluttuazioni dello stato di coscienza. Nei contesti di terapia intensiva (ICU) e semi-intensiva (IMCU) rappresenta una delle complicanze più frequenti, con incidenza tra il 20% e l’80%. È associato a maggiore mortalità, degenze prolungate e declino cognitivo persistente. Nonostante l’importanza clinica, gli strumenti attuali di diagnosi (CAM-ICU, ICDSC) non possiedono valore predittivo, limitando l’attuazione di strategie preventive tempestive. In particolare, nelle IMCU non sono attualmente disponibili strumenti in grado di determinare, al momento del ricovero, il rischio di sviluppare un episodio di delirium. Materiali e Metodi: È stata condotta una revisione della letteratura su PubMed, utilizzando termini MeSH e operatori booleani. Sono stati applicati limiti di tempo (ultimi 10 anni), tipologia di articoli (full text, free full text) e popolazione (>18 anni). La ricerca ha prodotto 485 articoli; dopo selezione e lettura critica ne sono stati inclusi 12, scelti per pertinenza in relazione a incidenza, fattori di rischio e strumenti di prevenzione/predizione del delirium, più due articoli aggiunti mediante hand search . La revisione sistematica condotta ha permesso di progettare un protocollo per un futuro studio prospettico finalizzato alla creazione e validazione di uno strumento predittivo capace di fornire, già al momento del ricovero, una stima percentuale personale (da 0 a 100) del rischio di sviluppare delirium nei pazienti ricoverati in IMCU attraverso un nomogramma dedicato. Risultati: Gli studi evidenziano il delirium come fattore prognostico indipendente di mortalità e peggiori outcome clinici. I principali fattori predisponenti risultano età avanzata, comorbidità croniche e deficit cognitivi; tra i fattori precipitanti, ventilazione meccanica, infezioni nosocomiali e sedazione con benzodiazepine. Le strategie non farmacologiche (mobilizzazione precoce, promozione del sonno, orientamento spazio-temporale, coinvolgimento familiare) sono le più efficaci nella prevenzione. Il bundle ABCDEF riduce incidenza e durata della sindrome. Strumenti innovativi di intelligenza artificiale (DyDel, AI-AntiDelirium) hanno mostrato capacità predittiva superiore e maggiore aderenza alle linee guida internazionali. La possibilità di creare un nomogramma in grado di fornire il rischio individuale, espresso in percentuale da 0 a 100, di sviluppare un episodio di delirium sulla base delle sole caratteristiche presenti al momento del ricovero, rappresenta uno strumento clinico di fondamentale importanza. Conclusioni: Il delirium è una complicanza complessa con impatto significativo sulla prognosi. L’assenza di strumenti predittivi tempestivi rappresenta una criticità rilevante. Il ruolo centrale dell’infermiere nella previsione del rischio di delirium, condizione che peggiora significativamente l’esito clinico del paziente, potrebbe essere notevolmente potenziato grazie a uno strumento clinico dedicato, capace di stimare già al momento del ricovero il rischio di sviluppare delirium.
2024
Delirium in Intermediate Care Unit: a review of current evidence and a prospective study
Intermediate Care
Intensive Care
Delirium
Risk Factors
Outcomes
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/97448