Problem: Post-Traumatic Stress Disorder (PTSD) represents a concrete risk for healthcare professionals working in critical care settings such as emergency departments and intensive care units. Continuous exposure to emergencies, pain, and death can lead to significant psychological consequences, compromising both the well-being of professionals and the quality of care provided. Aim: The purpose of this study is to review the scientific literature of the last twenty years to describe the prevalence of PTSD among healthcare workers in critical care, identify the main risk and protective factors, and reflect on the clinical and organizational implications. Sample: The analysis focused on healthcare workers employed in high-intensity care contexts, particularly nurses and physicians in emergency departments and intensive care units. Materials and Methods: A literature review was conducted using the international databases PubMed, CINAHL, and PsycINFO. Observational studies, systematic reviews, and meta-analyses published between 2003 and 2023, in English and Italian, were included. The article selection process followed PRISMA guidelines. Results: Before the COVID-19 pandemic, the prevalence of PTSD among critical care staff ranged from 8% to 20%. During the pandemic, several studies reported rates above 30%. Recurring risk factors included irregular and prolonged work shifts, staff shortages, frequent exposure to traumatic events, and Type D personality. Resilience, social support, and the use of active coping strategies emerged as protective factors. Conclusions: PTSD among healthcare professionals in critical care represents a major challenge on both individual and organizational levels. It is necessary to implement preventive interventions and psychological support programs, along with adequate organizational strategies. Further longitudinal studies will be essential to assess the long-term effectiveness of such interventions. Keywords: Post-Traumatic Stress Disorder; Healthcare workers; Critical care; Risk factors; Resilience; Coping.

PROBLEMA: Il Disturbo da Stress Post-Traumatico (PTSD) rappresenta un rischio concreto per il personale sanitario che opera in aree critiche, come pronto soccorso e terapia intensiva. L’esposizione ripetuta a situazioni di emergenza, dolore e morte può generare conseguenze psicologiche rilevanti, compro-mettendo la salute degli operatori e la qualità dell’assistenza. SCOPO: L’obiettivo del presente lavoro è esaminare la letteratura scientifica degli ultimi vent’anni per descrivere la diffusione del PTSD tra gli operatori sanitari di area critica, individuare i principali fattori di rischio e di protezione, e riflettere sulle implicazioni cliniche e organizzative. CAMPIONE: Sono stati considerati operatori sanitari impiegati in contesti ad alta intensità assistenziale (infermieri e medici di pronto soccorso e terapia intensiva). MATERIALE E METODI: È stata effettuata una revisione bibliografica consultando banche dati internazionali (PubMed, CI-NAHL, PsycINFO). Sono stati inclusi studi osservazionali, revisioni sistematiche e metanalisi pubblicati tra il 2003 e il 2023, in lingua inglese e italiana. La selezione degli articoli ha seguito le linee guida PRISMA. RISULTATI: La prevalenza del PTSD nel personale di area critica risultava, già prima della pandemia da COVID-19, compresa tra l’8% e il 20%. Durante la pandemia, diversi studi hanno riportato valori superiori al 30%. Tra i fattori di rischio ricorrenti emergono i turni di lavoro irregolari e prolungati, la scarsità di personale, la frequente esposizione a eventi traumatici e la personalità di tipo D. La resilienza, il sostegno sociale e l’impiego di strategie di coping attivo costituiscono invece fattori protettivi. CONCLUSIONI: Il PTSD negli operatori sanitari di area critica rappresenta una sfida significativa sia sul piano individuale che organizzativo. È necessario implementare interventi di prevenzione e supporto psicologico, insieme a strategie organizzative adeguate. Ulteriori studi longitudinali saranno fondamentali per va-lutare l’efficacia di tali interventi nel lungo termine. Parole chiave: Disturbo da Stress Post-Traumatico; Operatori sanitari; Area critica; Fattori di rischio; Resilienza; Coping. Key words: Post-Traumatic Stress Disorder; Healthcare workers; Critical care; Risk factors; Resilience; Coping.

Il prezzo emotivo dell'alta intensità: PTSD nel personale di terapia intensiva ed emergenza. Una revisione della letteratura,

STEFFANEL, ALBERTO
2024/2025

Abstract

Problem: Post-Traumatic Stress Disorder (PTSD) represents a concrete risk for healthcare professionals working in critical care settings such as emergency departments and intensive care units. Continuous exposure to emergencies, pain, and death can lead to significant psychological consequences, compromising both the well-being of professionals and the quality of care provided. Aim: The purpose of this study is to review the scientific literature of the last twenty years to describe the prevalence of PTSD among healthcare workers in critical care, identify the main risk and protective factors, and reflect on the clinical and organizational implications. Sample: The analysis focused on healthcare workers employed in high-intensity care contexts, particularly nurses and physicians in emergency departments and intensive care units. Materials and Methods: A literature review was conducted using the international databases PubMed, CINAHL, and PsycINFO. Observational studies, systematic reviews, and meta-analyses published between 2003 and 2023, in English and Italian, were included. The article selection process followed PRISMA guidelines. Results: Before the COVID-19 pandemic, the prevalence of PTSD among critical care staff ranged from 8% to 20%. During the pandemic, several studies reported rates above 30%. Recurring risk factors included irregular and prolonged work shifts, staff shortages, frequent exposure to traumatic events, and Type D personality. Resilience, social support, and the use of active coping strategies emerged as protective factors. Conclusions: PTSD among healthcare professionals in critical care represents a major challenge on both individual and organizational levels. It is necessary to implement preventive interventions and psychological support programs, along with adequate organizational strategies. Further longitudinal studies will be essential to assess the long-term effectiveness of such interventions. Keywords: Post-Traumatic Stress Disorder; Healthcare workers; Critical care; Risk factors; Resilience; Coping.
2024
The emotional cost of high - intensity care: PTSD among intensive and emergency care staff. A literature review.
PROBLEMA: Il Disturbo da Stress Post-Traumatico (PTSD) rappresenta un rischio concreto per il personale sanitario che opera in aree critiche, come pronto soccorso e terapia intensiva. L’esposizione ripetuta a situazioni di emergenza, dolore e morte può generare conseguenze psicologiche rilevanti, compro-mettendo la salute degli operatori e la qualità dell’assistenza. SCOPO: L’obiettivo del presente lavoro è esaminare la letteratura scientifica degli ultimi vent’anni per descrivere la diffusione del PTSD tra gli operatori sanitari di area critica, individuare i principali fattori di rischio e di protezione, e riflettere sulle implicazioni cliniche e organizzative. CAMPIONE: Sono stati considerati operatori sanitari impiegati in contesti ad alta intensità assistenziale (infermieri e medici di pronto soccorso e terapia intensiva). MATERIALE E METODI: È stata effettuata una revisione bibliografica consultando banche dati internazionali (PubMed, CI-NAHL, PsycINFO). Sono stati inclusi studi osservazionali, revisioni sistematiche e metanalisi pubblicati tra il 2003 e il 2023, in lingua inglese e italiana. La selezione degli articoli ha seguito le linee guida PRISMA. RISULTATI: La prevalenza del PTSD nel personale di area critica risultava, già prima della pandemia da COVID-19, compresa tra l’8% e il 20%. Durante la pandemia, diversi studi hanno riportato valori superiori al 30%. Tra i fattori di rischio ricorrenti emergono i turni di lavoro irregolari e prolungati, la scarsità di personale, la frequente esposizione a eventi traumatici e la personalità di tipo D. La resilienza, il sostegno sociale e l’impiego di strategie di coping attivo costituiscono invece fattori protettivi. CONCLUSIONI: Il PTSD negli operatori sanitari di area critica rappresenta una sfida significativa sia sul piano individuale che organizzativo. È necessario implementare interventi di prevenzione e supporto psicologico, insieme a strategie organizzative adeguate. Ulteriori studi longitudinali saranno fondamentali per va-lutare l’efficacia di tali interventi nel lungo termine. Parole chiave: Disturbo da Stress Post-Traumatico; Operatori sanitari; Area critica; Fattori di rischio; Resilienza; Coping. Key words: Post-Traumatic Stress Disorder; Healthcare workers; Critical care; Risk factors; Resilience; Coping.
Ptsd
resilienza
coping
area critica
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/97453