La gestione dei rifiuti radioattivi ad alta attività e lunga vita (HLW) rappresenta una delle principali sfide per la sicurezza nucleare e la sostenibilità ambientale a lungo termine. Questi rifiuti, derivanti principalmente dal combustibile nucleare esaurito e dai processi di ritrattamento, richiedono soluzioni capaci di garantire l’isolamento geologico dalla biosfera per periodi di tempo geologici, nell'ordine delle centinaia di migliaia di anni. L’elaborato analizza in dettaglio le strategie internazionali per la gestione e lo smaltimento definitivo degli HLW, con particolare attenzione al concetto di Deposito Geologico Profondo (DGP). Questo approccio, oggi considerato la soluzione più matura e sicura a livello globale, si fonda sull'applicazione del principio delle barriere multiple, che combina l'isolamento offerto dalla geologia ospitante con l'ingegneria dei materiali per assicurare la sicurezza a lunghissimo termine. Dopo una prima parte dedicata alla caratterizzazione, al condizionamento e allo stoccaggio intermedio dei rifiuti, fasi cruciali per la loro stabilizzazione, la tesi si concentra su una rigorosa analisi comparativa dei modelli di DGP. Il lavoro evidenzia le differenze tecniche e le sfide ingegneristiche connesse alla scelta del sito, confrontando i principali progetti europei: il deposito di Onkalo in Finlandia (sviluppato in roccia cristallina) e quello di Bure in Francia (sviluppato in argillite). Vengono inoltre analizzati i criteri di sicurezza, i quadri normativi e i complessi processi decisionali che guidano la selezione dei siti, con l'obiettivo di distillare le migliori pratiche internazionali. Infine, il lavoro discute le implicazioni di questa sintesi critica per il contesto nazionale italiano. Si conclude sottolineando che una gestione sostenibile e condivisa dei rifiuti radioattivi in Italia non può prescindere dall’importanza del consenso sociale, dalla trasparenza e da un coordinamento istituzionale robusto, offrendo spunti concreti per la futura pianificazione energetica nazionale.
Gestione dei rifiuti radioattivi ad alta attività, lunga vita
DI FLAVIANO, EDOARDO
2024/2025
Abstract
La gestione dei rifiuti radioattivi ad alta attività e lunga vita (HLW) rappresenta una delle principali sfide per la sicurezza nucleare e la sostenibilità ambientale a lungo termine. Questi rifiuti, derivanti principalmente dal combustibile nucleare esaurito e dai processi di ritrattamento, richiedono soluzioni capaci di garantire l’isolamento geologico dalla biosfera per periodi di tempo geologici, nell'ordine delle centinaia di migliaia di anni. L’elaborato analizza in dettaglio le strategie internazionali per la gestione e lo smaltimento definitivo degli HLW, con particolare attenzione al concetto di Deposito Geologico Profondo (DGP). Questo approccio, oggi considerato la soluzione più matura e sicura a livello globale, si fonda sull'applicazione del principio delle barriere multiple, che combina l'isolamento offerto dalla geologia ospitante con l'ingegneria dei materiali per assicurare la sicurezza a lunghissimo termine. Dopo una prima parte dedicata alla caratterizzazione, al condizionamento e allo stoccaggio intermedio dei rifiuti, fasi cruciali per la loro stabilizzazione, la tesi si concentra su una rigorosa analisi comparativa dei modelli di DGP. Il lavoro evidenzia le differenze tecniche e le sfide ingegneristiche connesse alla scelta del sito, confrontando i principali progetti europei: il deposito di Onkalo in Finlandia (sviluppato in roccia cristallina) e quello di Bure in Francia (sviluppato in argillite). Vengono inoltre analizzati i criteri di sicurezza, i quadri normativi e i complessi processi decisionali che guidano la selezione dei siti, con l'obiettivo di distillare le migliori pratiche internazionali. Infine, il lavoro discute le implicazioni di questa sintesi critica per il contesto nazionale italiano. Si conclude sottolineando che una gestione sostenibile e condivisa dei rifiuti radioattivi in Italia non può prescindere dall’importanza del consenso sociale, dalla trasparenza e da un coordinamento istituzionale robusto, offrendo spunti concreti per la futura pianificazione energetica nazionale.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/97725