In un’ottica di sviluppo sostenibile, l’utilizzo dell’idrogeno come vettore energetico può essere una soluzione più che valida dato il suo basso potenziale di riscaldamento globale diretto. Per riuscire a distaccare le fasi di produzione e uso finale risulta necessario l’utilizzo di opportuni sistemi di stoccaggio. In questo elaborato sono stati analizzati questi sistemi classificati in due macrogruppi, lo stoccaggio fisico e lo stoccaggio chimico. Insieme a tale procedura si è voluto inserire un confronto tra essi sulla base di parametri prestabiliti, tra i quali ad esempio la capacità gravimetrica percentuale. Il fine ultimo della ricerca riguarda la valutazione della tecnologia di stoccaggio più adatta all’impiego nelle due principali categorie di applicazione: uso stazionario e settore dei trasporti. Dall’analisi si è potuto riscontrare come l’idrogeno compresso presenti delle criticità relative al costo e al volume richiesto: il serbatoio più prestante in commercio, ovvero il type-IV necessita di valori compresi tra i 500 e i 1200 dollari per chilogrammo di idrogeno stoccato, mentre il più economico il type-I (240 $/kgH2) può immagazzinare idrogeno solamente fino ai 200/300 bar contro i 700 dei modelli più sofisticati, richiedendo dunque maggiori volumi. Per l’accumulo criogenico invece la gestione dello stoccaggio, specie dal punto di vista termico, sul lungo periodo è il limite maggiore. Per le tecnologie di tipo chimico si è potuta notare una sostanziale proporzionalità inversa tra la capacità gravimetrica percentuale e la temperatura operativa, di particolare rilevanza il caso dell’ammoniaca (17,8 % di capacità gravimetrica percentuale e temperatura di esercizio compresa tra i 300 e i 550 °C) e del boroidruro di litio, LiBH4 (13,4 % di capacità gravimetrica percentuale e temperatura di esercizio compresa tra i 460 e i 1000 °C). Tramite la rispondenza a determinati target si è riscontrato che la forma di stoccaggio più valida nelle applicazioni stazionarie è l’ammoniaca mentre nel settore dei trasporti buoni risultati sono stati dati dall’accumulo criogenico e dall’idruro TiFe.
Confronto tra i diversi sistemi di stoccaggio dell’idrogeno
POSSAMAI, ALESSANDRO
2024/2025
Abstract
In un’ottica di sviluppo sostenibile, l’utilizzo dell’idrogeno come vettore energetico può essere una soluzione più che valida dato il suo basso potenziale di riscaldamento globale diretto. Per riuscire a distaccare le fasi di produzione e uso finale risulta necessario l’utilizzo di opportuni sistemi di stoccaggio. In questo elaborato sono stati analizzati questi sistemi classificati in due macrogruppi, lo stoccaggio fisico e lo stoccaggio chimico. Insieme a tale procedura si è voluto inserire un confronto tra essi sulla base di parametri prestabiliti, tra i quali ad esempio la capacità gravimetrica percentuale. Il fine ultimo della ricerca riguarda la valutazione della tecnologia di stoccaggio più adatta all’impiego nelle due principali categorie di applicazione: uso stazionario e settore dei trasporti. Dall’analisi si è potuto riscontrare come l’idrogeno compresso presenti delle criticità relative al costo e al volume richiesto: il serbatoio più prestante in commercio, ovvero il type-IV necessita di valori compresi tra i 500 e i 1200 dollari per chilogrammo di idrogeno stoccato, mentre il più economico il type-I (240 $/kgH2) può immagazzinare idrogeno solamente fino ai 200/300 bar contro i 700 dei modelli più sofisticati, richiedendo dunque maggiori volumi. Per l’accumulo criogenico invece la gestione dello stoccaggio, specie dal punto di vista termico, sul lungo periodo è il limite maggiore. Per le tecnologie di tipo chimico si è potuta notare una sostanziale proporzionalità inversa tra la capacità gravimetrica percentuale e la temperatura operativa, di particolare rilevanza il caso dell’ammoniaca (17,8 % di capacità gravimetrica percentuale e temperatura di esercizio compresa tra i 300 e i 550 °C) e del boroidruro di litio, LiBH4 (13,4 % di capacità gravimetrica percentuale e temperatura di esercizio compresa tra i 460 e i 1000 °C). Tramite la rispondenza a determinati target si è riscontrato che la forma di stoccaggio più valida nelle applicazioni stazionarie è l’ammoniaca mentre nel settore dei trasporti buoni risultati sono stati dati dall’accumulo criogenico e dall’idruro TiFe.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/97748