Background: La polmonite associata alla ventilazione meccanica (VAP) rappresenta una delle principali complicanze nei pazienti sottoposti a ventilazione assistita, con significative ricadute in termini di morbilità e mortalità. L’incidenza riportata in letteratura varia dal 5% al 40%. La diagnosi, pur non disponendo di una definizione univoca e condivisa, si basa sull’integrazione di criteri clinici, microbiologici e di imaging. Obiettivo: Individuare i fattori predisponenti allo sviluppo di VAP attraverso un’analisi retrospettiva condotta nelle Terapie Intensive degli ospedali di Mestre, Mirano e Dolo presso l’AULSS 3 Serenissima in Regione Veneto. Materiali e metodi: È stato condotto uno studio osservazionale retrospettivo con l’obiettivo di confrontare i fattori predisponenti risultati dalla revisione della letteratura con i dati clinici raccolti presso le Unità Operative di Anestesia e Rianimazione di Mestre, Mirano e Dolo. La raccolta dati è stata effettuata nei mesi di luglio e agosto 2025 e ha coinvolto 121 pazienti affetti da VAP. Risultati: La VAP è stata diagnosticata in 121 pazienti (28,3%), con incidenza media pari al 28,27%, più elevata a Mestre (31,36%), seguita da Dolo (27,50%) e Mirano (23,44%). Non sono state osservate differenze significative tra i sessi (p = 0,172), mentre l’età >48 anni è risultata significativamente associata a maggiore incidenza di VAP (p < 0,001). Inoltre, le patologie cardiovascolari croniche risultano significativamente associate alla VAP (p = 0,008), mentre l’ipertensione, pur rappresentando la condizione più diffusa, non mostra un’associazione statisticamente significativa (p = 0,928). L’infezione è risultata inoltre associata a sedazione prolungata (p < 0,001) e valori elevati di PCR (p < 0,001) e leucociti (p < 0,001). La tipologia di intubazione è risultata significativamente associata all’insorgenza di VAP (p < 0,001): la maggior parte dei pazienti era intubata con tubo endotracheale (89,3%), con incidenza maggiore rispetto alla tracheostomia (10,7%). La durata della ventilazione mostra un picco di VAP tra l’11° e il 16° giorno (p = 0,003). Tra i patogeni prevalgono Pseudomonas aeruginosa (26,7%, p < 0,001) e Klebsiella pneumoniae (13,0%), con microrganismi multiresistenti nel 40,5% dei casi (p = 0,037). Pur non essendo direttamente associata a mortalità (p < 0,001), la VAP ha determinato un significativo prolungamento della degenza (78,5%), con aumento del carico assistenziale e dei costi correlati. Conclusione: I principali fattori predisponenti identificati, tra cui ventilazione meccanica prolungata, intubazione endotracheale, età avanzata, sovrappeso, sedazione prolungata, comorbidità cardiovascolari e presenza di microrganismi multiresistenti, risultano coerenti con la letteratura. Tuttavia, alcune peculiarità locali, come l’insorgenza precoce della VAP, l’associazione con patologie neurologico-emorragiche e la maggiore complessità delle cure assistenziali, evidenziano differenze operative significative. I risultati sottolineano l’importanza di interventi preventivi mirati, monitoraggio costante, gestione razionale degli antibiotici e protocolli strutturati per ottimizzare la ventilazione meccanica e favorire l’estubazione precoce. Si propone l’introduzione o l’aggiornamento di un protocollo per l’estubazione precoce, basato sulle migliori evidenze scientifiche e sulla buona pratica clinica, come misura preventiva contro la VAP. Keywords: “VAP”, “VAM”, “Risk factor”, “Ventilators Mechanical", “Intensive Care Units", “Pneumonia, Ventilator-Associated”, “complications”.

“I fattori predisponenti all’acquisizione di Polmonite Associata alla Ventilazione meccanica (VAP). Studio osservazionale condotto presso le Terapie Intensive dell’Aulss 3, Regione Veneto”

BALLAN, LINDA
2024/2025

Abstract

Background: La polmonite associata alla ventilazione meccanica (VAP) rappresenta una delle principali complicanze nei pazienti sottoposti a ventilazione assistita, con significative ricadute in termini di morbilità e mortalità. L’incidenza riportata in letteratura varia dal 5% al 40%. La diagnosi, pur non disponendo di una definizione univoca e condivisa, si basa sull’integrazione di criteri clinici, microbiologici e di imaging. Obiettivo: Individuare i fattori predisponenti allo sviluppo di VAP attraverso un’analisi retrospettiva condotta nelle Terapie Intensive degli ospedali di Mestre, Mirano e Dolo presso l’AULSS 3 Serenissima in Regione Veneto. Materiali e metodi: È stato condotto uno studio osservazionale retrospettivo con l’obiettivo di confrontare i fattori predisponenti risultati dalla revisione della letteratura con i dati clinici raccolti presso le Unità Operative di Anestesia e Rianimazione di Mestre, Mirano e Dolo. La raccolta dati è stata effettuata nei mesi di luglio e agosto 2025 e ha coinvolto 121 pazienti affetti da VAP. Risultati: La VAP è stata diagnosticata in 121 pazienti (28,3%), con incidenza media pari al 28,27%, più elevata a Mestre (31,36%), seguita da Dolo (27,50%) e Mirano (23,44%). Non sono state osservate differenze significative tra i sessi (p = 0,172), mentre l’età >48 anni è risultata significativamente associata a maggiore incidenza di VAP (p < 0,001). Inoltre, le patologie cardiovascolari croniche risultano significativamente associate alla VAP (p = 0,008), mentre l’ipertensione, pur rappresentando la condizione più diffusa, non mostra un’associazione statisticamente significativa (p = 0,928). L’infezione è risultata inoltre associata a sedazione prolungata (p < 0,001) e valori elevati di PCR (p < 0,001) e leucociti (p < 0,001). La tipologia di intubazione è risultata significativamente associata all’insorgenza di VAP (p < 0,001): la maggior parte dei pazienti era intubata con tubo endotracheale (89,3%), con incidenza maggiore rispetto alla tracheostomia (10,7%). La durata della ventilazione mostra un picco di VAP tra l’11° e il 16° giorno (p = 0,003). Tra i patogeni prevalgono Pseudomonas aeruginosa (26,7%, p < 0,001) e Klebsiella pneumoniae (13,0%), con microrganismi multiresistenti nel 40,5% dei casi (p = 0,037). Pur non essendo direttamente associata a mortalità (p < 0,001), la VAP ha determinato un significativo prolungamento della degenza (78,5%), con aumento del carico assistenziale e dei costi correlati. Conclusione: I principali fattori predisponenti identificati, tra cui ventilazione meccanica prolungata, intubazione endotracheale, età avanzata, sovrappeso, sedazione prolungata, comorbidità cardiovascolari e presenza di microrganismi multiresistenti, risultano coerenti con la letteratura. Tuttavia, alcune peculiarità locali, come l’insorgenza precoce della VAP, l’associazione con patologie neurologico-emorragiche e la maggiore complessità delle cure assistenziali, evidenziano differenze operative significative. I risultati sottolineano l’importanza di interventi preventivi mirati, monitoraggio costante, gestione razionale degli antibiotici e protocolli strutturati per ottimizzare la ventilazione meccanica e favorire l’estubazione precoce. Si propone l’introduzione o l’aggiornamento di un protocollo per l’estubazione precoce, basato sulle migliori evidenze scientifiche e sulla buona pratica clinica, come misura preventiva contro la VAP. Keywords: “VAP”, “VAM”, “Risk factor”, “Ventilators Mechanical", “Intensive Care Units", “Pneumonia, Ventilator-Associated”, “complications”.
2024
"Predisposing factors for the acquisition of ventilator-associated pneumonia (VAP). An observational study conducted in the Intensive Care Units of Aulss 3, Veneto Region"
VAP
VAM
Fattori di rischio
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/98199