PROBLEMA: le lesioni da pressione, ovvero ferite cutanee legate alla prolungata immobilità, rappresentano una delle complicanze più frequenti nelle persone che presentano una mobilità ridotta o che sono allettate. Esse influenzano la qualità della vita causando complicanze gravi come infezioni, dolore, necrosi tissutale, fistole e tunnellizzazioni. La loro insorgenza è spesso dovuta a una prolungata permanenza in posizioni statiche, provocando danni cutanei anche irreversibili. La prevenzione delle lesioni da pressione rappresenta dunque una sfida importante per l'assistenza infermieristica, richiedendo un monitoraggio e degli interventi tempestivi. Il riposizionamento della persona a letto è una delle strategie usate per prevenire le ulcere da decubito ma a volte può risultare inadeguata a causa di carenza di personale o sovraccarico del lavoro. Negli ultimi decenni, l’innovazione tecnologica ha aperto delle nuove prospettive nella prevenzione delle lesioni da pressione, in particolare attraverso l’utilizzo di sensori indossabili. Questi dispositivi vengono indossati direttamente dal paziente e permettono di rilevare parametri quali la posizione del corpo e il monitoraggio dei tempi di permanenza della persona in una determinata posizione. SCOPO: Individuare nella letteratura qual è il ruolo dei sensori indossabili nel migliorare il riposizionamento del paziente e prevenire le lesioni da pressione, valutandone l’efficacia, l’usabilità e l’impatto sull’organizzazione dell’assistenza infermieristica. CAMPIONE: Pazienti adulti a rischio di sviluppare lesioni da pressione. MATERIALE E METODI: È stata condotta una revisione della letteratura attraverso la consultazione dei seguenti database online: PubMed, Google Scholar e Cochrane Library. Sono stati selezionati articoli pubblicati dal 2015 al 2025. Sono stati inclusi cinque articoli di interesse. RISULTATI: Dall'analisi dei dati, emerge che i sensori indossabili sulla base dei parametri misurati avvisano il personale tramite segnali visivi indicando il momento opportuno di intervenire e riposizionare il paziente. Con l'utilizzo dei sensori è emerso un miglioramento significativo del riposizionamento dei pazienti. In concomitanza, si è osserva una riduzione dell’incidenza delle lesioni da pressione nei programmi di riposizionamento. Il personale sanitario ha espresso valutazioni perlopiù positive, riconoscendo l’utilità del sensore, esprimendo soddisfazione nell’utilizzo del sensore e riconoscendo il miglioramento del lavoro d'equipe, pur segnalando delle criticità legate alla necessità di maggiore formazione nell'utilizzo dei dispositivi. Inoltre, in molti studi ci sono state delle criticità tecniche legate al dispositivo, come il distacco accidentale del sensore, l’incapacità del sensore di rilevare il movimento di tutto il corpo e di rilevare l’applicazione cutanea. CONCLUSIONI: L’analisi della letteratura disponibile evidenzia come i sensori indossabili possano rappresentare un ottimo supporto nella prevenzione delle lesioni da pressione, rafforzando l’aderenza ai protocolli di riposizionamento. In tutti gli studi esaminati è stato osservato un incremento della compliance del personale al riposizionamento, con effetti positivi sull’organizzazione del lavoro, sulla tempestività degli interventi e sul miglioramento del lavoro d’équipe. È necessario implementare una formazione continua del personale, garantire il supporto tecnico ed eseguire adattamenti organizzativi. Sono necessari ulteriori studi con campioni più ampi, disegni sperimentali controllati e follow-up prolungati, al fine di confermare l’efficacia dei sensori indossabili e valutarne l’impatto a lungo termine sugli esiti clinici e organizzativi. I sensori indossabili si configurano come strumenti promettenti per sostenere l’attività infermieristica nella prevenzione delle lesioni da pressione.

Sensori indossabili a supporto del processo decisionale dell'infermiere per il riposizionamento a letto del paziente: impatto sulla riduzione delle lesioni da pressione

COJOCARU, CATERINA
2024/2025

Abstract

PROBLEMA: le lesioni da pressione, ovvero ferite cutanee legate alla prolungata immobilità, rappresentano una delle complicanze più frequenti nelle persone che presentano una mobilità ridotta o che sono allettate. Esse influenzano la qualità della vita causando complicanze gravi come infezioni, dolore, necrosi tissutale, fistole e tunnellizzazioni. La loro insorgenza è spesso dovuta a una prolungata permanenza in posizioni statiche, provocando danni cutanei anche irreversibili. La prevenzione delle lesioni da pressione rappresenta dunque una sfida importante per l'assistenza infermieristica, richiedendo un monitoraggio e degli interventi tempestivi. Il riposizionamento della persona a letto è una delle strategie usate per prevenire le ulcere da decubito ma a volte può risultare inadeguata a causa di carenza di personale o sovraccarico del lavoro. Negli ultimi decenni, l’innovazione tecnologica ha aperto delle nuove prospettive nella prevenzione delle lesioni da pressione, in particolare attraverso l’utilizzo di sensori indossabili. Questi dispositivi vengono indossati direttamente dal paziente e permettono di rilevare parametri quali la posizione del corpo e il monitoraggio dei tempi di permanenza della persona in una determinata posizione. SCOPO: Individuare nella letteratura qual è il ruolo dei sensori indossabili nel migliorare il riposizionamento del paziente e prevenire le lesioni da pressione, valutandone l’efficacia, l’usabilità e l’impatto sull’organizzazione dell’assistenza infermieristica. CAMPIONE: Pazienti adulti a rischio di sviluppare lesioni da pressione. MATERIALE E METODI: È stata condotta una revisione della letteratura attraverso la consultazione dei seguenti database online: PubMed, Google Scholar e Cochrane Library. Sono stati selezionati articoli pubblicati dal 2015 al 2025. Sono stati inclusi cinque articoli di interesse. RISULTATI: Dall'analisi dei dati, emerge che i sensori indossabili sulla base dei parametri misurati avvisano il personale tramite segnali visivi indicando il momento opportuno di intervenire e riposizionare il paziente. Con l'utilizzo dei sensori è emerso un miglioramento significativo del riposizionamento dei pazienti. In concomitanza, si è osserva una riduzione dell’incidenza delle lesioni da pressione nei programmi di riposizionamento. Il personale sanitario ha espresso valutazioni perlopiù positive, riconoscendo l’utilità del sensore, esprimendo soddisfazione nell’utilizzo del sensore e riconoscendo il miglioramento del lavoro d'equipe, pur segnalando delle criticità legate alla necessità di maggiore formazione nell'utilizzo dei dispositivi. Inoltre, in molti studi ci sono state delle criticità tecniche legate al dispositivo, come il distacco accidentale del sensore, l’incapacità del sensore di rilevare il movimento di tutto il corpo e di rilevare l’applicazione cutanea. CONCLUSIONI: L’analisi della letteratura disponibile evidenzia come i sensori indossabili possano rappresentare un ottimo supporto nella prevenzione delle lesioni da pressione, rafforzando l’aderenza ai protocolli di riposizionamento. In tutti gli studi esaminati è stato osservato un incremento della compliance del personale al riposizionamento, con effetti positivi sull’organizzazione del lavoro, sulla tempestività degli interventi e sul miglioramento del lavoro d’équipe. È necessario implementare una formazione continua del personale, garantire il supporto tecnico ed eseguire adattamenti organizzativi. Sono necessari ulteriori studi con campioni più ampi, disegni sperimentali controllati e follow-up prolungati, al fine di confermare l’efficacia dei sensori indossabili e valutarne l’impatto a lungo termine sugli esiti clinici e organizzativi. I sensori indossabili si configurano come strumenti promettenti per sostenere l’attività infermieristica nella prevenzione delle lesioni da pressione.
2024
Wearable sensors supporting the nurse's decision-making process for patient repositioning in bed: impact on pressure injury reduction
Ulcere da pressione
Lesioni da pressione
Prevenzione
Sensori indossabili
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/98218