PROBLEMA: L’arresto cardiaco extraospedaliero (OHCA) rappresenta una delle princi-pali emergenze tempo-dipendenti e rimane tra le cause più rilevanti di morte improvvisa, con bassi tassi di sopravvivenza (8–10%). L’esito clinico dipende in larga misura dall’intervento precoce dei testimoni, attraverso la rianimazione cardiopolmonare (RCP) e l’uso del defibrillatore semiautomatico esterno (DAE). In Italia la gestione delle chiamate è affidata alle Centrali Operative 118, dove l’infermiere dispatcher valuta la criticità e forni-sce istruzioni pre-arrivo (IPA). L’evoluzione tecnologica ha introdotto la possibilità di uti-lizzare la videochiamata come strumento complementare, permettendo al personale di os-servare la scena in tempo reale, migliorare la valutazione clinica e fornire un feedback vi-sivo immediato, correggendo eventuali errori tecnici. In questa prospettiva, la video-assistenza non sostituisce ma integra l’audio-assistenza, configurandosi come una modali-tà innovativa e complementare, capace di rafforzare l’efficacia delle IPA e aprire nuove prospettive per la gestione territoriale dell’OHCA. SCOPO: Questa revisione si propone di esaminare le evidenze scientifiche presenti in let-teratura riguardanti l’efficacia dell’utilizzo della videochiamata nei casi di arresto cardiocir-colatorio extraospedaliero, con l’obiettivo di valutare se tale strumento possa favorire la rianimazione cardiopolmonare precoce o determinare ritardi nell’avvio delle manovre. CAMPIONE: Sono stati inclusi gli studi che coinvolgevano pazienti adulti colpiti da ar-resto cardiaco extraospedaliero, soccorsi da astanti o da volontari non appartenenti al set-tore sanitario. MATERIALE E METODI: La ricerca bibliografica è stata condotta nei database Pub-Med, CINAHL e Google Scholar. Dalla consultazione delle banche dati sono emersi complessivamente 343 articoli. Dopo un’attenta analisi e l’applicazione di filtri, sono stati presi in considerazione 10 articoli, successivamente analizzati in relazione ai quesiti di ri-cerca. RISULTATI: Dall’analisi degli studi emerge che la video-assistenza rappresenta uno strumento promettente per la gestione dell’OHCA. Nei trial simulativi la videochiamata ha contribuito a migliorare la qualità delle compressioni toraciche, migliorando frequenza del-le compressioni e posizionamento delle mani, pur con profondità ancora inferiore agli standard, tranne che in alcuni casi. Nei contesti reali l’impiego della videochiamata si è dimostrato fattibile e associata a outcome più favorevoli (ROSC, sopravvivenza e recupe-ro neurologico), anche se non sempre con significatività statistica. È stato inoltre rilevato un lieve ritardo nell’avvio delle compressioni, ridotto quando erano presenti testimoni. CONCLUSIONI: In conclusione, la video-assistenza rappresenta una modalità emergen-te della gestione nell’emergenza, con un ruolo molto importante. Permette, infatti, al di-spatcher di visionare in tempo reale il luogo dell’evento, potendo valutare l’applicazione delle manovre fino all’arrivo dei mezzi di soccorso, fornire rassicurazioni al soccorritore anche attraverso il linguaggio non verbale, impartendo così istruzioni chiare ed empatiche. Rimangono tuttavia dei limiti metodologici ed organizzativi nell’applicazione sistematica di questa innovazione. Parole chiave: RCP video-assistita, rianimazione cardiopolmonare assistita da centralini-sta, arresto cardiaco extraospedaliero, videochiamata, tele-istruzione, RCP da parte degli astanti, smartphone, RCP video guidata Key words: video-assisted CPR, dispatcher-assisted cardiopulmonary resuscitation, out-of-hospital cardiac arrest, video call, tele-instruction, bystander CPR, smartphone e video-guided CPR
Nuove tecnologie in emergenza-urgenza: la video-assistenza come strumento per la gestione dell'OHCA
DONÈ, GIADA
2024/2025
Abstract
PROBLEMA: L’arresto cardiaco extraospedaliero (OHCA) rappresenta una delle princi-pali emergenze tempo-dipendenti e rimane tra le cause più rilevanti di morte improvvisa, con bassi tassi di sopravvivenza (8–10%). L’esito clinico dipende in larga misura dall’intervento precoce dei testimoni, attraverso la rianimazione cardiopolmonare (RCP) e l’uso del defibrillatore semiautomatico esterno (DAE). In Italia la gestione delle chiamate è affidata alle Centrali Operative 118, dove l’infermiere dispatcher valuta la criticità e forni-sce istruzioni pre-arrivo (IPA). L’evoluzione tecnologica ha introdotto la possibilità di uti-lizzare la videochiamata come strumento complementare, permettendo al personale di os-servare la scena in tempo reale, migliorare la valutazione clinica e fornire un feedback vi-sivo immediato, correggendo eventuali errori tecnici. In questa prospettiva, la video-assistenza non sostituisce ma integra l’audio-assistenza, configurandosi come una modali-tà innovativa e complementare, capace di rafforzare l’efficacia delle IPA e aprire nuove prospettive per la gestione territoriale dell’OHCA. SCOPO: Questa revisione si propone di esaminare le evidenze scientifiche presenti in let-teratura riguardanti l’efficacia dell’utilizzo della videochiamata nei casi di arresto cardiocir-colatorio extraospedaliero, con l’obiettivo di valutare se tale strumento possa favorire la rianimazione cardiopolmonare precoce o determinare ritardi nell’avvio delle manovre. CAMPIONE: Sono stati inclusi gli studi che coinvolgevano pazienti adulti colpiti da ar-resto cardiaco extraospedaliero, soccorsi da astanti o da volontari non appartenenti al set-tore sanitario. MATERIALE E METODI: La ricerca bibliografica è stata condotta nei database Pub-Med, CINAHL e Google Scholar. Dalla consultazione delle banche dati sono emersi complessivamente 343 articoli. Dopo un’attenta analisi e l’applicazione di filtri, sono stati presi in considerazione 10 articoli, successivamente analizzati in relazione ai quesiti di ri-cerca. RISULTATI: Dall’analisi degli studi emerge che la video-assistenza rappresenta uno strumento promettente per la gestione dell’OHCA. Nei trial simulativi la videochiamata ha contribuito a migliorare la qualità delle compressioni toraciche, migliorando frequenza del-le compressioni e posizionamento delle mani, pur con profondità ancora inferiore agli standard, tranne che in alcuni casi. Nei contesti reali l’impiego della videochiamata si è dimostrato fattibile e associata a outcome più favorevoli (ROSC, sopravvivenza e recupe-ro neurologico), anche se non sempre con significatività statistica. È stato inoltre rilevato un lieve ritardo nell’avvio delle compressioni, ridotto quando erano presenti testimoni. CONCLUSIONI: In conclusione, la video-assistenza rappresenta una modalità emergen-te della gestione nell’emergenza, con un ruolo molto importante. Permette, infatti, al di-spatcher di visionare in tempo reale il luogo dell’evento, potendo valutare l’applicazione delle manovre fino all’arrivo dei mezzi di soccorso, fornire rassicurazioni al soccorritore anche attraverso il linguaggio non verbale, impartendo così istruzioni chiare ed empatiche. Rimangono tuttavia dei limiti metodologici ed organizzativi nell’applicazione sistematica di questa innovazione. Parole chiave: RCP video-assistita, rianimazione cardiopolmonare assistita da centralini-sta, arresto cardiaco extraospedaliero, videochiamata, tele-istruzione, RCP da parte degli astanti, smartphone, RCP video guidata Key words: video-assisted CPR, dispatcher-assisted cardiopulmonary resuscitation, out-of-hospital cardiac arrest, video call, tele-instruction, bystander CPR, smartphone e video-guided CPR| File | Dimensione | Formato | |
|---|---|---|---|
|
Done'_Giada_2083573.pdf
accesso aperto
Dimensione
1.19 MB
Formato
Adobe PDF
|
1.19 MB | Adobe PDF | Visualizza/Apri |
The text of this website © Università degli studi di Padova. Full Text are published under a non-exclusive license. Metadata are under a CC0 License
https://hdl.handle.net/20.500.12608/98226