ABSTRACT Introduzione: La sindrome del burnout, secondo la Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), è un fenomeno occupazionale derivante da stress cronico sul posto di lavoro non gestito in modo adeguato. Nella professione infermieristica rappresenta una minaccia per il benessere dei professionisti e la qualità delle cure, manifestandosi come un progressivo logoramento delle risorse emotive e motivazionali legato a carichi di lavoro elevati e a situazioni relazionali intense. Tra gli studi che hanno valutato l’efficacia di interventi di self-care a sostegno del benessere mentale degli infermieri, alcuni hanno esplorato l’impiego di pratiche meditative, in particolare la mindfulness, introdotta alla fine degli anni Settanta da Jon Kabat-Zinn presso la University of Massachusetts Medical School e oggi riconosciuta come una pratica evidence-based in grado di promuovere consapevolezza e calma interiore. Alla luce di queste premesse, l’obiettivo della presente tesi è analizzare, attraverso una revisione della letteratura, le evidenze più recenti sull’efficacia degli interventi basati sulla mindfulness nella prevenzione e gestione del burnout infermieristico. Materiali e Metodi: È stata effettuata una revisione della letteratura seguendo il metodo PRISMA. È stato formulato il quesito attraverso la metodologia PIO e sono state consultate le seguenti banche dati MEDLINE(PubMed), Cinhal e Scopus. La ricerca si è concentrata sulla letteratura critica degli ultimi cinque anni (2020-2025), in lingua inglese. Sono stati inclusi studi quantitativi, revisioni sistematiche e meta-analisi. Risultati: Sono stati inclusi 13 studi: 6 revisioni sistematiche (di cui 2 con meta-analisi), 3 meta-analisi, 2 studi quasi-sperimentali, 1 trial randomizzato controllato (RCT) e 1 studio osservazionale. L’analisi dei dati emersi rivela che gli interventi basati sulla mindfulness risultano efficaci nel ridurre in modo statisticamente significativo l’esaurimento emotivo e la depersonalizzazione, dimensioni del burnout legate alla sfera emotiva e relazionale dell’individuo. Tuttavia, non mostrano effetti rilevanti sulla ridotta realizzazione personale, componente più strettamente connessa a fattori strutturali e organizzativi del contesto lavorativo. Il principale meccanismo d’azione attraverso cui la mindfulness esercita i suoi effetti protettivi sembra risiedere nel rafforzamento della compassione verso sé stessi e gli altri. Nonostante i risultati complessivamente positivi sulle dimensioni emotive del burnout, gli studi evidenziano che i benefici della mindfulness tendono a ridursi nel tempo in assenza di una pratica costante, mentre l’adesione ai programmi da parte degli infermeri risulta frequentemente limitata da carenza di tempo e sovraccarico lavorativo. Conclusione: La mindfulness si conferma una risorsa preziosa per sostenere gli infermieri e rafforzarne la consapevolezza, ma non costituisce una cura per il burnout, né una misura di prevenzione primaria. Il burnout emerge infatti come una patologia organizzativa multifattoriale, radicata in condizioni di lavoro insostenibili e protratte nel tempo. Sebbene le evidenze scientifiche presentino limiti e una certa eterogeneità metodologica, la mindfulness si dimostra una pratica promettente per il benessere psicologico, agendo in modo mirato sulla riduzione dell’esaurimento emotivo e della depersonalizzazione, componenti centrali della sindrome. Tuttavia, l’adozione di interventi esclusivamente individuali comporta il rischio di trasferire la responsabilità del benessere dal sistema al singolo professionista. La prevenzione efficace del burnout richiede pertanto un approccio integrato, che affianchi a strumenti di supporto individuale, come la mindfulness, riforme organizzative volte a migliorare le condizioni e il clima di lavoro. Parole chiave: nurse, nursing, burnout, mindfulness, MBSR (mindfulness based stress reduction).

Mindfulness come strumento di prevenzione e gestione del burnout negli infermieri: revisione di letteratura

PERON, NICOLO' PATRICK
2024/2025

Abstract

ABSTRACT Introduzione: La sindrome del burnout, secondo la Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), è un fenomeno occupazionale derivante da stress cronico sul posto di lavoro non gestito in modo adeguato. Nella professione infermieristica rappresenta una minaccia per il benessere dei professionisti e la qualità delle cure, manifestandosi come un progressivo logoramento delle risorse emotive e motivazionali legato a carichi di lavoro elevati e a situazioni relazionali intense. Tra gli studi che hanno valutato l’efficacia di interventi di self-care a sostegno del benessere mentale degli infermieri, alcuni hanno esplorato l’impiego di pratiche meditative, in particolare la mindfulness, introdotta alla fine degli anni Settanta da Jon Kabat-Zinn presso la University of Massachusetts Medical School e oggi riconosciuta come una pratica evidence-based in grado di promuovere consapevolezza e calma interiore. Alla luce di queste premesse, l’obiettivo della presente tesi è analizzare, attraverso una revisione della letteratura, le evidenze più recenti sull’efficacia degli interventi basati sulla mindfulness nella prevenzione e gestione del burnout infermieristico. Materiali e Metodi: È stata effettuata una revisione della letteratura seguendo il metodo PRISMA. È stato formulato il quesito attraverso la metodologia PIO e sono state consultate le seguenti banche dati MEDLINE(PubMed), Cinhal e Scopus. La ricerca si è concentrata sulla letteratura critica degli ultimi cinque anni (2020-2025), in lingua inglese. Sono stati inclusi studi quantitativi, revisioni sistematiche e meta-analisi. Risultati: Sono stati inclusi 13 studi: 6 revisioni sistematiche (di cui 2 con meta-analisi), 3 meta-analisi, 2 studi quasi-sperimentali, 1 trial randomizzato controllato (RCT) e 1 studio osservazionale. L’analisi dei dati emersi rivela che gli interventi basati sulla mindfulness risultano efficaci nel ridurre in modo statisticamente significativo l’esaurimento emotivo e la depersonalizzazione, dimensioni del burnout legate alla sfera emotiva e relazionale dell’individuo. Tuttavia, non mostrano effetti rilevanti sulla ridotta realizzazione personale, componente più strettamente connessa a fattori strutturali e organizzativi del contesto lavorativo. Il principale meccanismo d’azione attraverso cui la mindfulness esercita i suoi effetti protettivi sembra risiedere nel rafforzamento della compassione verso sé stessi e gli altri. Nonostante i risultati complessivamente positivi sulle dimensioni emotive del burnout, gli studi evidenziano che i benefici della mindfulness tendono a ridursi nel tempo in assenza di una pratica costante, mentre l’adesione ai programmi da parte degli infermeri risulta frequentemente limitata da carenza di tempo e sovraccarico lavorativo. Conclusione: La mindfulness si conferma una risorsa preziosa per sostenere gli infermieri e rafforzarne la consapevolezza, ma non costituisce una cura per il burnout, né una misura di prevenzione primaria. Il burnout emerge infatti come una patologia organizzativa multifattoriale, radicata in condizioni di lavoro insostenibili e protratte nel tempo. Sebbene le evidenze scientifiche presentino limiti e una certa eterogeneità metodologica, la mindfulness si dimostra una pratica promettente per il benessere psicologico, agendo in modo mirato sulla riduzione dell’esaurimento emotivo e della depersonalizzazione, componenti centrali della sindrome. Tuttavia, l’adozione di interventi esclusivamente individuali comporta il rischio di trasferire la responsabilità del benessere dal sistema al singolo professionista. La prevenzione efficace del burnout richiede pertanto un approccio integrato, che affianchi a strumenti di supporto individuale, come la mindfulness, riforme organizzative volte a migliorare le condizioni e il clima di lavoro. Parole chiave: nurse, nursing, burnout, mindfulness, MBSR (mindfulness based stress reduction).
2024
Mindfulness as a strategy for the prevention and management of burnout in nurses: a literature review
Minfulness
Burnout
Infermieri
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/98250