ABSTRACT Background: La violenza contro gli operatori sanitari che lavorano in Pronto Soccorso è un fenomeno globale in crescita: nello studio di Copeland & Henry (2017) è riportato che l'88% del personale di un pronto soccorso statunitense aveva subito un episodio di violenza nei 6 mesi precedenti lo studio. Gli infermieri sono i professionisti più colpiti da questo fenomeno; nonostante l'elevata incidenza, un problema importante è il fenomeno della sotto-segnalazione (under-reporting): sempre nello studio di Copeland & Henry (2017), è riportato che il 53% del campione che ha subito violenza negli ultimi 6 mesi non ha segnalato alcun episodio, mentre solo il 3% ha segnalato formalmente tutti gli episodi. Questo fenomeno impedisce una stima accurata della reale portata dello stesso e quindi lo sviluppo di strategie di prevenzione efficaci. Obiettivo: L'obiettivo di questa ricerca è identificare i fattori che influenzano la mancata segnalazione di episodi di violenza da parte degli infermieri che lavorano nei Pronto Soccorso di due ospedali del Nord Italia. Metodi: È stato condotto uno studio osservazionale descrittivo con campionamento di convenienza di infermieri che lavorano in due Pronto Soccorso italiani, previa acquisizione del consenso a partecipare allo studio. Per la raccolta dati è stato utilizzato un questionario anonimo, sviluppato ad hoc a partire da una revisione della letteratura. I dati raccolti sono stati analizzati tramite il software Jamovi®. Risultati: I partecipanti allo studio sono stati 49 (51%): di questi, il 91,8% del campione (n = 45) ha subito violenza da pazienti o familiari, ma percepisce il processo di segnalazione come inefficace. La principale ragione per non segnalare è la convinzione che l'episodio non sia abbastanza grave (79,6%); altri fattori includono la giustificazione del comportamento dell'aggressore (53,1%) e la mancata segnalazione in caso di scuse (63,3%). A livello organizzativo, un deterrente è la mancanza di feedback sulle segnalazioni (61,2%). Nonostante emerga che la maggioranza degli infermieri non consideri la violenza parte dell'assistenza, le risposte qualitative suggeriscono una certa normalizzazione del fenomeno. Conclusioni: Questo studio ha evidenziato una discrepanza tra come gli infermieri identificano la violenza e implicazioni con ciò che effettivamente mettono in pratica quando si tratta di segnalare. L'under-reporting risulta essere, in accordo con la letteratura analizzata, un problema complesso, causato da una combinazione di fattori individuali, organizzativi e percettivi. Parole chiave: “violenza sul luogo di lavoro”, “sotto-segnalazione”, “Pronto Soccorso” Key word: “workplace violence”, “under reporting”, “Emergency Department”
Il fenomeno dell'under-reporting infermieristico circa la violenza in Pronto Soccorso. Uno studio pilota osservazionale
PIERANTONI, LUCA
2024/2025
Abstract
ABSTRACT Background: La violenza contro gli operatori sanitari che lavorano in Pronto Soccorso è un fenomeno globale in crescita: nello studio di Copeland & Henry (2017) è riportato che l'88% del personale di un pronto soccorso statunitense aveva subito un episodio di violenza nei 6 mesi precedenti lo studio. Gli infermieri sono i professionisti più colpiti da questo fenomeno; nonostante l'elevata incidenza, un problema importante è il fenomeno della sotto-segnalazione (under-reporting): sempre nello studio di Copeland & Henry (2017), è riportato che il 53% del campione che ha subito violenza negli ultimi 6 mesi non ha segnalato alcun episodio, mentre solo il 3% ha segnalato formalmente tutti gli episodi. Questo fenomeno impedisce una stima accurata della reale portata dello stesso e quindi lo sviluppo di strategie di prevenzione efficaci. Obiettivo: L'obiettivo di questa ricerca è identificare i fattori che influenzano la mancata segnalazione di episodi di violenza da parte degli infermieri che lavorano nei Pronto Soccorso di due ospedali del Nord Italia. Metodi: È stato condotto uno studio osservazionale descrittivo con campionamento di convenienza di infermieri che lavorano in due Pronto Soccorso italiani, previa acquisizione del consenso a partecipare allo studio. Per la raccolta dati è stato utilizzato un questionario anonimo, sviluppato ad hoc a partire da una revisione della letteratura. I dati raccolti sono stati analizzati tramite il software Jamovi®. Risultati: I partecipanti allo studio sono stati 49 (51%): di questi, il 91,8% del campione (n = 45) ha subito violenza da pazienti o familiari, ma percepisce il processo di segnalazione come inefficace. La principale ragione per non segnalare è la convinzione che l'episodio non sia abbastanza grave (79,6%); altri fattori includono la giustificazione del comportamento dell'aggressore (53,1%) e la mancata segnalazione in caso di scuse (63,3%). A livello organizzativo, un deterrente è la mancanza di feedback sulle segnalazioni (61,2%). Nonostante emerga che la maggioranza degli infermieri non consideri la violenza parte dell'assistenza, le risposte qualitative suggeriscono una certa normalizzazione del fenomeno. Conclusioni: Questo studio ha evidenziato una discrepanza tra come gli infermieri identificano la violenza e implicazioni con ciò che effettivamente mettono in pratica quando si tratta di segnalare. L'under-reporting risulta essere, in accordo con la letteratura analizzata, un problema complesso, causato da una combinazione di fattori individuali, organizzativi e percettivi. Parole chiave: “violenza sul luogo di lavoro”, “sotto-segnalazione”, “Pronto Soccorso” Key word: “workplace violence”, “under reporting”, “Emergency Department”| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/98251