La schizofrenia è un disturbo psichiatrico cronico che rappresenta una delle principali cause di disabilità mentale a livello mondiale, con un forte impatto non solo sul paziente, ma anche sulla famiglia e sulla società. La gestione della patologia richiede un approccio integrato che combini la terapia farmacologica con interventi psicosociali mirati, in grado di promuovere l’aderenza terapeutica, prevenire le ricadute e migliorare la qualità della vita. In tale contesto, la figura infermieristica riveste un ruolo centrale, andando oltre la dimensione clinico-assistenziale e assumendo funzioni educative, relazionali e riabilitative. La presente tesi si propone di analizzare, attraverso una revisione della letteratura, il contributo degli infermieri nella gestione della schizofrenia, con un focus sugli interventi psicoeducativi, sulle strategie per il miglioramento della compliance farmacologica, sul supporto psicologico e relazionale e sulle azioni volte al reinserimento comunitario. La ricerca bibliografica è stata condotta sui database PubMed, CINAHL, Scopus e Cochrane Library, selezionando 16 studi pubblicati tra il 2015 e il 2025, comprendenti trial clinici randomizzati, studi osservazionali, analisi qualitative e revisioni sistematiche. I risultati emersi confermano l’efficacia della psicoeducazione condotta dagli infermieri sia nei confronti dei pazienti sia dei familiari: tali interventi aumentano la consapevolezza della malattia, riducono i livelli di “emozione espressa” e migliorano la stabilità clinica. Parallelamente, approcci come l’adherence therapy, il counselling motivazionale e l’uso di reminder digitali (SMS, applicazioni mobili) si sono dimostrati utili nel rafforzare l’aderenza terapeutica e nel diminuire il rischio di ricadute e ospedalizzazioni. Altre evidenze sottolineano l’importanza della relazione terapeutica infermiere-paziente, che rappresenta un fattore determinante per il coinvolgimento attivo del paziente e per la costruzione di un percorso di cura basato sulla fiducia e sulla continuità. In aggiunta, gli interventi infermieristici hanno mostrato di incidere positivamente sul benessere complessivo, favorendo autonomia, resilienza e reinserimento sociale. Nonostante i limiti legati all’eterogeneità metodologica degli studi e alla scarsa rappresentatività del contesto italiano, la revisione conferma la rilevanza della figura infermieristica nella gestione della schizofrenia, evidenziandone il ruolo proattivo e multidimensionale. L’infermiere si configura così come facilitatore di recovery, promotore di empowerment e attore chiave nello sviluppo di percorsi assistenziali integrati, personalizzati e orientati alla qualità di vita del paziente e della sua rete familiare.

La gestione infermieristica della schizofrenia: efficacia degli interventi psicoeducativi, relazionali e riabilitativi

RUTTAR, DENIS
2024/2025

Abstract

La schizofrenia è un disturbo psichiatrico cronico che rappresenta una delle principali cause di disabilità mentale a livello mondiale, con un forte impatto non solo sul paziente, ma anche sulla famiglia e sulla società. La gestione della patologia richiede un approccio integrato che combini la terapia farmacologica con interventi psicosociali mirati, in grado di promuovere l’aderenza terapeutica, prevenire le ricadute e migliorare la qualità della vita. In tale contesto, la figura infermieristica riveste un ruolo centrale, andando oltre la dimensione clinico-assistenziale e assumendo funzioni educative, relazionali e riabilitative. La presente tesi si propone di analizzare, attraverso una revisione della letteratura, il contributo degli infermieri nella gestione della schizofrenia, con un focus sugli interventi psicoeducativi, sulle strategie per il miglioramento della compliance farmacologica, sul supporto psicologico e relazionale e sulle azioni volte al reinserimento comunitario. La ricerca bibliografica è stata condotta sui database PubMed, CINAHL, Scopus e Cochrane Library, selezionando 16 studi pubblicati tra il 2015 e il 2025, comprendenti trial clinici randomizzati, studi osservazionali, analisi qualitative e revisioni sistematiche. I risultati emersi confermano l’efficacia della psicoeducazione condotta dagli infermieri sia nei confronti dei pazienti sia dei familiari: tali interventi aumentano la consapevolezza della malattia, riducono i livelli di “emozione espressa” e migliorano la stabilità clinica. Parallelamente, approcci come l’adherence therapy, il counselling motivazionale e l’uso di reminder digitali (SMS, applicazioni mobili) si sono dimostrati utili nel rafforzare l’aderenza terapeutica e nel diminuire il rischio di ricadute e ospedalizzazioni. Altre evidenze sottolineano l’importanza della relazione terapeutica infermiere-paziente, che rappresenta un fattore determinante per il coinvolgimento attivo del paziente e per la costruzione di un percorso di cura basato sulla fiducia e sulla continuità. In aggiunta, gli interventi infermieristici hanno mostrato di incidere positivamente sul benessere complessivo, favorendo autonomia, resilienza e reinserimento sociale. Nonostante i limiti legati all’eterogeneità metodologica degli studi e alla scarsa rappresentatività del contesto italiano, la revisione conferma la rilevanza della figura infermieristica nella gestione della schizofrenia, evidenziandone il ruolo proattivo e multidimensionale. L’infermiere si configura così come facilitatore di recovery, promotore di empowerment e attore chiave nello sviluppo di percorsi assistenziali integrati, personalizzati e orientati alla qualità di vita del paziente e della sua rete familiare.
2024
Nursing management of schizophrenia: effectiveness of psychoeducational, relational and rehabilitative interventions
Schizophrenia
Nursing
Psychoeducation
Medication adherence
Psychological
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/98256