La presbiacusia rappresenta una delle principali condizioni croniche dell’età avanzata, con conseguenze che vanno oltre il deficit sensoriale, influenzando profondamente la qualità della vita dell’anziano sul piano psicologico, sociale e cognitivo. Nonostante i progressi tecnologici degli apparecchi acustici, la loro accettazione e il loro utilizzo restano spesso ostacolati da resistenze psicologiche, stigma sociale e difficoltà pratiche. La presente tesi analizza tali aspetti con un approccio multidimensionale, evidenziando come la gestione efficace della perdita uditiva richieda non solo competenze tecniche, ma soprattutto un sostegno empatico e personalizzato. Attraverso la revisione della letteratura e l’approfondimento di buone pratiche di counseling audioprotesico, viene sottolineata l’importanza del coinvolgimento della famiglia, del contesto sociale e del ruolo dell’audioprotesista come figura di riferimento. Un approccio centrato sulla persona, fondato su ascolto attivo, fiducia ed empatia, si rivela decisivo per favorire l’accettazione della protesi, contrastare l’isolamento e migliorare il benessere globale dell’anziano. In conclusione, la protesizzazione acustica non può essere intesa solo come atto tecnico, ma come un percorso complesso che unisce tecnologia e umanità, restituendo all’anziano non solo la capacità di sentire, ma anche la possibilità di sentirsi parte del mondo.
L'ANZIANO IPOACUSICO - L'IMPORTANZA DEL SUPPORTO TRA COUNSELING ED EMPATIA
BONICELLI, ELSA
2024/2025
Abstract
La presbiacusia rappresenta una delle principali condizioni croniche dell’età avanzata, con conseguenze che vanno oltre il deficit sensoriale, influenzando profondamente la qualità della vita dell’anziano sul piano psicologico, sociale e cognitivo. Nonostante i progressi tecnologici degli apparecchi acustici, la loro accettazione e il loro utilizzo restano spesso ostacolati da resistenze psicologiche, stigma sociale e difficoltà pratiche. La presente tesi analizza tali aspetti con un approccio multidimensionale, evidenziando come la gestione efficace della perdita uditiva richieda non solo competenze tecniche, ma soprattutto un sostegno empatico e personalizzato. Attraverso la revisione della letteratura e l’approfondimento di buone pratiche di counseling audioprotesico, viene sottolineata l’importanza del coinvolgimento della famiglia, del contesto sociale e del ruolo dell’audioprotesista come figura di riferimento. Un approccio centrato sulla persona, fondato su ascolto attivo, fiducia ed empatia, si rivela decisivo per favorire l’accettazione della protesi, contrastare l’isolamento e migliorare il benessere globale dell’anziano. In conclusione, la protesizzazione acustica non può essere intesa solo come atto tecnico, ma come un percorso complesso che unisce tecnologia e umanità, restituendo all’anziano non solo la capacità di sentire, ma anche la possibilità di sentirsi parte del mondo.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/98315