L’acufene è la percezione illusoria di un suono, in assenza di una fonte sonora esterna o interna e rappresenta una condizione complessa che può influenzare profondamente la qualità di vita dei pazienti. Essendo un sintomo risultante dal coinvolgimento simultaneo di fattori periferici, centrali e cognitivi, la sua gestione richiede un approccio attento e altamente personalizzato. In questo contesto, le tecniche audioprotesiche assumono un ruolo fondamentale. La presente tesi si è posta l'obiettivo di delineare un quadro complessivo e di analizzare criticamente le evidenze disponibili riguardanti l'efficacia delle principali terapie sonore impiegate nel trattamento dell'acufene. È stata condotta una revisione sistematica della letteratura scientifica in conformità con le linee guida PRISMA 2020, consultando i database PubMed e Scopus. Per l'inclusione sono stati selezionati esclusivamente studi originali che valutassero interventi terapeutici di tipo sonoro e che utilizzassero il Tinnitus Handicap Inventory (THI) come principale strumento di misurazione dell'esito clinico. La revisione ha incluso un totale di 20 studi, i cui risultati hanno rivelato una profonda convergenza nei meccanismi d'azione: il successo clinico è attribuibile alla riduzione dell'iperattività neuronale e alla modulazione cognitivo-emotiva. L'analisi dei risultati ha evidenziato che gli apparecchi acustici rappresentano lo strumento primario, specialmente in presenza di ipoacusia, dimostrando una riduzione significativa del THI, mediamente tra 10 e 22 punti, grazie al ripristino dell'input sensoriale. Anche le terapie sonore e l'arricchimento sonoro hanno determinato un miglioramento significativo, con riduzioni medie del THI tra 8 e 15 punti. Le terapie avanzate, che impiegano suoni personalizzati e strumenti digitali, hanno mostrato un'efficacia superiore, con riduzioni che possono raggiungere i 22 punti. Nonostante sia un approccio invasivo e circoscritto a pazienti con ipoacusia grave, l'Impianto Cocleare ha fornito il massimo beneficio quantitativo, con riduzioni del THI tra 25 e 35 punti. L'approccio combinato della Tinnitus Retraining Therapy (TRT), integrando counseling e stimolazione sonora, ha infine confermato che i benefici a lungo termine sono strettamente legati all'abituazione e alla modificazione della risposta emotiva al sintomo. In conclusione, la gestione dell’acufene richiede un approccio multidimensionale e centrato sul paziente, dove l'efficacia della tecnologia sonora (dall'amplificazione alla personalizzazione digitale) si fonde con la competenza clinica e umana del tecnico audioprotesista. L'obiettivo ultimo è modificare la percezione soggettiva del sintomo, riducendo l'impatto sul benessere complessivo e restituendo autonomia al paziente.

Gestione delle terapie sonore dell'acufene: una review sistematica

VACCARO, SILVIA
2024/2025

Abstract

L’acufene è la percezione illusoria di un suono, in assenza di una fonte sonora esterna o interna e rappresenta una condizione complessa che può influenzare profondamente la qualità di vita dei pazienti. Essendo un sintomo risultante dal coinvolgimento simultaneo di fattori periferici, centrali e cognitivi, la sua gestione richiede un approccio attento e altamente personalizzato. In questo contesto, le tecniche audioprotesiche assumono un ruolo fondamentale. La presente tesi si è posta l'obiettivo di delineare un quadro complessivo e di analizzare criticamente le evidenze disponibili riguardanti l'efficacia delle principali terapie sonore impiegate nel trattamento dell'acufene. È stata condotta una revisione sistematica della letteratura scientifica in conformità con le linee guida PRISMA 2020, consultando i database PubMed e Scopus. Per l'inclusione sono stati selezionati esclusivamente studi originali che valutassero interventi terapeutici di tipo sonoro e che utilizzassero il Tinnitus Handicap Inventory (THI) come principale strumento di misurazione dell'esito clinico. La revisione ha incluso un totale di 20 studi, i cui risultati hanno rivelato una profonda convergenza nei meccanismi d'azione: il successo clinico è attribuibile alla riduzione dell'iperattività neuronale e alla modulazione cognitivo-emotiva. L'analisi dei risultati ha evidenziato che gli apparecchi acustici rappresentano lo strumento primario, specialmente in presenza di ipoacusia, dimostrando una riduzione significativa del THI, mediamente tra 10 e 22 punti, grazie al ripristino dell'input sensoriale. Anche le terapie sonore e l'arricchimento sonoro hanno determinato un miglioramento significativo, con riduzioni medie del THI tra 8 e 15 punti. Le terapie avanzate, che impiegano suoni personalizzati e strumenti digitali, hanno mostrato un'efficacia superiore, con riduzioni che possono raggiungere i 22 punti. Nonostante sia un approccio invasivo e circoscritto a pazienti con ipoacusia grave, l'Impianto Cocleare ha fornito il massimo beneficio quantitativo, con riduzioni del THI tra 25 e 35 punti. L'approccio combinato della Tinnitus Retraining Therapy (TRT), integrando counseling e stimolazione sonora, ha infine confermato che i benefici a lungo termine sono strettamente legati all'abituazione e alla modificazione della risposta emotiva al sintomo. In conclusione, la gestione dell’acufene richiede un approccio multidimensionale e centrato sul paziente, dove l'efficacia della tecnologia sonora (dall'amplificazione alla personalizzazione digitale) si fonde con la competenza clinica e umana del tecnico audioprotesista. L'obiettivo ultimo è modificare la percezione soggettiva del sintomo, riducendo l'impatto sul benessere complessivo e restituendo autonomia al paziente.
2024
Sound therapy management for tinnitus: a systematic review with meta-analysis.
Acufene
THI
Terapie sonore
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/98342