L’obiettivo di questa tesi è esaminare il divieto di tortura e di trattamenti inumani o degradanti nel diritto internazionale dell'immigrazione, con particolare riferimento alla sentenza J.A. e altri contro Italia della Corte europea dei diritti dell’uomo del 30 marzo 2023. Nel primo capitolo si ricostruisce l’evoluzione storica e giuridica del divieto attraverso le principali fonti internazionali, nonché i meccanismi di prevenzione e contrasto attivati sia sotto l’egida delle Nazioni Unite sia del Consiglio d’Europa. Il secondo capitolo approfondisce la definizione di tortura, mettendo in luce gli elementi costitutivi, il ruolo e gli obblighi degli Stati e la distinzione tra tortura e trattamenti inumani o degradanti. Nel terzo capitolo si analizza in dettaglio la sentenza J.A. e altri contro Italia: si ricostruisce il contesto fattuale legato agli hotspots e alle condizioni materiali dei centri a Lampedusa, si delinea il quadro normativo applicabile e si valutano le doglianze relative alle violazioni degli articoli 3 e 5 CEDU e dell’art. 4 del Protocollo n.4, esaminando inoltre la quantificazione del risarcimento ai sensi dell’art. 41 CEDU. Si offrono in seguito un'analisi critica della sentenza ed un confronto critico con casi precedenti e successivi, dimostrando come la sentenza in esame possa essere considerata un leading case. Le conclusioni evidenziano come, nonostante il consolidamento del divieto come principio inderogabile (jus cogens) dell'ordinamento internazionale, permangano sfide concrete nell’applicazione del divieto di tortura.

Il divieto di tortura e di trattamenti inumani o degradanti nel diritto internazionale dell'immigrazione: il caso J.A. e altri contro Italia.

MALAVASI, NOEMI LUCIANA
2024/2025

Abstract

L’obiettivo di questa tesi è esaminare il divieto di tortura e di trattamenti inumani o degradanti nel diritto internazionale dell'immigrazione, con particolare riferimento alla sentenza J.A. e altri contro Italia della Corte europea dei diritti dell’uomo del 30 marzo 2023. Nel primo capitolo si ricostruisce l’evoluzione storica e giuridica del divieto attraverso le principali fonti internazionali, nonché i meccanismi di prevenzione e contrasto attivati sia sotto l’egida delle Nazioni Unite sia del Consiglio d’Europa. Il secondo capitolo approfondisce la definizione di tortura, mettendo in luce gli elementi costitutivi, il ruolo e gli obblighi degli Stati e la distinzione tra tortura e trattamenti inumani o degradanti. Nel terzo capitolo si analizza in dettaglio la sentenza J.A. e altri contro Italia: si ricostruisce il contesto fattuale legato agli hotspots e alle condizioni materiali dei centri a Lampedusa, si delinea il quadro normativo applicabile e si valutano le doglianze relative alle violazioni degli articoli 3 e 5 CEDU e dell’art. 4 del Protocollo n.4, esaminando inoltre la quantificazione del risarcimento ai sensi dell’art. 41 CEDU. Si offrono in seguito un'analisi critica della sentenza ed un confronto critico con casi precedenti e successivi, dimostrando come la sentenza in esame possa essere considerata un leading case. Le conclusioni evidenziano come, nonostante il consolidamento del divieto come principio inderogabile (jus cogens) dell'ordinamento internazionale, permangano sfide concrete nell’applicazione del divieto di tortura.
2024
The prohibition of torture and inhuman or degrading treatment in international law: the case of J.A. and others v. Italy
Tortura
Trattamenti inumani
Respingimento
Immigrazione
ECtHR
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/98846