il lavoro di ricerca, analizza il tema dell'autonomia differenziata con riferimento alle competenze del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT), approfondendo le funzioni che potrebbero essere trasferite alle Regioni ai sensi dell'articolo 116, comma 3, della Costituzione italiana. L’elaborato parte da un inquadramento giuridico e istituzionale del concetto di autonomia differenziata, esaminando la normativa e le principali sentenze della Corte Costituzionale in materia. Analizza poi le competenze esercitate dal MIT, con particolare attenzione alle aree di trasporto locale, infrastrutture stradali, ferroviarie, portuali e aeroportuali. Attraverso un’analisi comparata e l’esame di modelli regionali già esistenti (come quelli di Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto), vengono identificate le funzioni che, per natura e coerenza con i principi di sussidiarietà, adeguatezza e differenziazione, potrebbero essere devolute alle Regioni. La tesi si sofferma infine sulle implicazioni operative, economiche e amministrative del trasferimento di competenze, evidenziando le opportunità ma anche i rischi in termini di efficienza, equità e coesione territoriale.
ministero dei trasporti e delle infrastrutture: possibili funzioni da trasferire alla Regioni, in regime di autonomia differenziata
PONZA, CHIARA
2024/2025
Abstract
il lavoro di ricerca, analizza il tema dell'autonomia differenziata con riferimento alle competenze del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT), approfondendo le funzioni che potrebbero essere trasferite alle Regioni ai sensi dell'articolo 116, comma 3, della Costituzione italiana. L’elaborato parte da un inquadramento giuridico e istituzionale del concetto di autonomia differenziata, esaminando la normativa e le principali sentenze della Corte Costituzionale in materia. Analizza poi le competenze esercitate dal MIT, con particolare attenzione alle aree di trasporto locale, infrastrutture stradali, ferroviarie, portuali e aeroportuali. Attraverso un’analisi comparata e l’esame di modelli regionali già esistenti (come quelli di Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto), vengono identificate le funzioni che, per natura e coerenza con i principi di sussidiarietà, adeguatezza e differenziazione, potrebbero essere devolute alle Regioni. La tesi si sofferma infine sulle implicazioni operative, economiche e amministrative del trasferimento di competenze, evidenziando le opportunità ma anche i rischi in termini di efficienza, equità e coesione territoriale.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/98869