L’elaborato analizza il ruolo e la funzione dei Centri di Permanenza per i Rimpatri (CPR) nella gestione dei migranti in Italia, con particolare attenzione alle trasformazioni normative e politiche successive all’accordo tra Italia e Albania del 2023–2025. La ricerca ricostruisce l’evoluzione della detenzione amministrativa dal 1998, evidenziando come una misura nata come eccezionale sia divenuta un elemento strutturale delle politiche migratorie italiane. Attraverso l’analisi normativa, istituzionale e dei rapporti delle principali organizzazioni per i diritti umani, la tesi esamina la compatibilità della detenzione amministrativa con i principi costituzionali e con i vincoli europei in materia di tutela dei diritti fondamentali. Particolare attenzione è dedicata al Protocollo Italia–Albania, che introduce l’esternalizzazione dei CPR al di fuori del territorio nazionale, sollevando questioni di legittimità e di rispetto del principio di non-refoulement. L’obiettivo complessivo è valutare se la politica dei CPR rappresenti uno strumento efficace di gestione dei flussi migratori o piuttosto un meccanismo di contenimento che rischia di compromettere la tutela dei diritti umani nel quadro dello Stato di diritto.
Il ruolo dei Centri di permanenza per i rimpatri nella gestione dei migranti successivamente agli accordi tra Italia e Albania
REGONESI, ELENA
2024/2025
Abstract
L’elaborato analizza il ruolo e la funzione dei Centri di Permanenza per i Rimpatri (CPR) nella gestione dei migranti in Italia, con particolare attenzione alle trasformazioni normative e politiche successive all’accordo tra Italia e Albania del 2023–2025. La ricerca ricostruisce l’evoluzione della detenzione amministrativa dal 1998, evidenziando come una misura nata come eccezionale sia divenuta un elemento strutturale delle politiche migratorie italiane. Attraverso l’analisi normativa, istituzionale e dei rapporti delle principali organizzazioni per i diritti umani, la tesi esamina la compatibilità della detenzione amministrativa con i principi costituzionali e con i vincoli europei in materia di tutela dei diritti fondamentali. Particolare attenzione è dedicata al Protocollo Italia–Albania, che introduce l’esternalizzazione dei CPR al di fuori del territorio nazionale, sollevando questioni di legittimità e di rispetto del principio di non-refoulement. L’obiettivo complessivo è valutare se la politica dei CPR rappresenti uno strumento efficace di gestione dei flussi migratori o piuttosto un meccanismo di contenimento che rischia di compromettere la tutela dei diritti umani nel quadro dello Stato di diritto.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/98875