This thesis analyzes the international legal recognition of the relationship between Indigenous peoples, their territories, and environmental protection, highlighting how this connection represents a key resource for rethinking models of ecological governance. Through the examination of legal instruments such as the ILO Convention No. 169, the United Nations Declaration on the Rights of Indigenous Peoples (UNDRIP), and the Convention on Biological Diversity (CBD), the research traces the evolution of international law toward acknowledging Indigenous peoples not only as holders of collective rights but also as guardians of the environment. The study shows how the right to land—traditionally conceived as a right to property and subsistence—has progressively expanded to include cultural, spiritual, and environmental dimensions, forming the basis of the emerging concept of biocultural rights. These rights represent a new legal paradigm that integrates the protection of biological and cultural diversity, promoting an ecocentric and intercultural approach to environmental law. Through the analysis of the concept of stewardship and of experiences such as the Rights of Nature, the thesis emphasizes the need to overcome centralized conservation models (fortress conservation) in favor of people-led protection, grounded in the recognition of Indigenous leadership and the principle of free, prior, and informed consent. Ultimately, the research argues that acknowledging the role of Indigenous peoples in environmental protection is not only a matter of historical justice but also an essential condition for developing a truly sustainable and relational international legal framework capable of addressing the global ecological crisis through the valorization of Indigenous knowledge and worldviews.

La tesi analizza il riconoscimento giuridico internazionale del legame tra popoli indigeni, territorio e tutela ambientale, evidenziando come tale connessione rappresenti una risorsa fondamentale per ripensare i modelli di governance ecologica. Attraverso l’esame di strumenti normativi quali la Convenzione ILO n. 169, la Dichiarazione delle Nazioni Unite sui Diritti dei Popoli Indigeni (UNDRIP) e la Convenzione sulla Diversità Biologica (CBD), viene ricostruita l’evoluzione del diritto internazionale verso il riconoscimento delle popolazioni indigene non solo come soggetti titolari di diritti collettivi, ma anche come custodi dell’ambiente. La ricerca mostra come il diritto alla terra, tradizionalmente concepito come diritto di proprietà e di sussistenza, si sia progressivamente ampliato fino a includere una dimensione culturale, spirituale e ambientale, costituendo il fondamento dei cosiddetti diritti bioculturali. Questi ultimi rappresentano un paradigma giuridico emergente che integra la tutela della diversità biologica e quella culturale, promuovendo un approccio ecocentrico e interculturale al diritto ambientale. Attraverso l’analisi del concetto di stewardship e di esperienze come i Rights of Nature, la tesi evidenzia la necessità di superare i modelli di conservazione centralizzati (fortress conservation) a favore di una protezione people-led, fondata sul riconoscimento della leadership e del consenso libero, previo e informato delle comunità indigene. In conclusione, si sostiene che il riconoscimento del ruolo dei popoli indigeni nella tutela ambientale non rappresenti soltanto un atto di giustizia storica, ma una condizione imprescindibile per lo sviluppo di un diritto internazionale realmente sostenibile e relazionale, capace di affrontare la crisi ecologica globale attraverso la valorizzazione delle conoscenze e delle cosmologie indigene.

I diritti bioculturali e il ruolo dei popoli indigeni nella protezione ambientale

ZAMPIERI, MARTINA
2024/2025

Abstract

This thesis analyzes the international legal recognition of the relationship between Indigenous peoples, their territories, and environmental protection, highlighting how this connection represents a key resource for rethinking models of ecological governance. Through the examination of legal instruments such as the ILO Convention No. 169, the United Nations Declaration on the Rights of Indigenous Peoples (UNDRIP), and the Convention on Biological Diversity (CBD), the research traces the evolution of international law toward acknowledging Indigenous peoples not only as holders of collective rights but also as guardians of the environment. The study shows how the right to land—traditionally conceived as a right to property and subsistence—has progressively expanded to include cultural, spiritual, and environmental dimensions, forming the basis of the emerging concept of biocultural rights. These rights represent a new legal paradigm that integrates the protection of biological and cultural diversity, promoting an ecocentric and intercultural approach to environmental law. Through the analysis of the concept of stewardship and of experiences such as the Rights of Nature, the thesis emphasizes the need to overcome centralized conservation models (fortress conservation) in favor of people-led protection, grounded in the recognition of Indigenous leadership and the principle of free, prior, and informed consent. Ultimately, the research argues that acknowledging the role of Indigenous peoples in environmental protection is not only a matter of historical justice but also an essential condition for developing a truly sustainable and relational international legal framework capable of addressing the global ecological crisis through the valorization of Indigenous knowledge and worldviews.
2024
Biocultural rights and the role of indigenous peoples in environmental protection
La tesi analizza il riconoscimento giuridico internazionale del legame tra popoli indigeni, territorio e tutela ambientale, evidenziando come tale connessione rappresenti una risorsa fondamentale per ripensare i modelli di governance ecologica. Attraverso l’esame di strumenti normativi quali la Convenzione ILO n. 169, la Dichiarazione delle Nazioni Unite sui Diritti dei Popoli Indigeni (UNDRIP) e la Convenzione sulla Diversità Biologica (CBD), viene ricostruita l’evoluzione del diritto internazionale verso il riconoscimento delle popolazioni indigene non solo come soggetti titolari di diritti collettivi, ma anche come custodi dell’ambiente. La ricerca mostra come il diritto alla terra, tradizionalmente concepito come diritto di proprietà e di sussistenza, si sia progressivamente ampliato fino a includere una dimensione culturale, spirituale e ambientale, costituendo il fondamento dei cosiddetti diritti bioculturali. Questi ultimi rappresentano un paradigma giuridico emergente che integra la tutela della diversità biologica e quella culturale, promuovendo un approccio ecocentrico e interculturale al diritto ambientale. Attraverso l’analisi del concetto di stewardship e di esperienze come i Rights of Nature, la tesi evidenzia la necessità di superare i modelli di conservazione centralizzati (fortress conservation) a favore di una protezione people-led, fondata sul riconoscimento della leadership e del consenso libero, previo e informato delle comunità indigene. In conclusione, si sostiene che il riconoscimento del ruolo dei popoli indigeni nella tutela ambientale non rappresenti soltanto un atto di giustizia storica, ma una condizione imprescindibile per lo sviluppo di un diritto internazionale realmente sostenibile e relazionale, capace di affrontare la crisi ecologica globale attraverso la valorizzazione delle conoscenze e delle cosmologie indigene.
Diritti bioculturali
popoli indigeni
tutela ambientale
autodeterminazione
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/98900