Background: Attualmente, il decadimento cognitivo rappresenta una delle sfide sanitarie principali legate all’invecchiamento della popolazione. Ciò comporta ricadute profonde sia sulla qualità di vita delle persone colpite dalla patologia, sia sui loro caregiver a causa della perdita di autonomia. Accanto ai trattamenti farmacologici, gli approcci complementari come l’arteterapia svolgono un ruolo sempre più importante nella gestione dei sintomi comportamentali e psicologici della malattia. Obiettivo: L’obiettivo dello studio è analizzare l’applicazione dell’arteterapia nei Centri Sollievo della provincia di Treviso, valutandone l’impatto sul benessere degli ospiti e le prospettive di utilizzo nell’assistenza infermieristica, in relazione alla riduzione dell’uso di contenzioni fisiche e farmacologiche. Materiali e metodi: La ricerca ha adottato un approccio qualitativo basato su sei interviste semi-strutturate rivolte a undici volontari e referenti dei Centri Sollievo nel mese di luglio. I dati, trascritti e analizzati tramite processo di codifica secondo la Grounded Theory, hanno permesso di individuare i nuclei tematici principali: effetti emotivi, cognitivi, sociali, motori, a domicilio e tra i volontari, oltre che eventuali criticità. Risultati della ricerca: I risultati evidenziano benefici su più livelli: miglioramento dell’espressione emotiva, delle abilità cognitive residue, rafforzamento delle relazioni sociali e stimolo della manualità. Effetti positivi sono stati osservati anche a domicilio, con maggiore autonomia nella quotidianità e tra i volontari, che hanno riportato gratificazione e crescita personale. Sono emerse tuttavia criticità, quali la scarsa conoscenza dell’arteterapia da parte della popolazione, la difficoltà di adesione da parte di alcuni ospiti e la riluttanza iniziale da parte dei volontari. Conclusioni: L’arteterapia si conferma un intervento non farmacologico efficace nell’assistenza a persone con decadimento cognitivo. L’infermiere, dato il suo ruolo, può promuovere l’inclusione di tale pratica nei percorsi di cura. Ciò può contribuire a ridurre il ricorso a contenzioni sia fisiche che farmacologiche e favorire un approccio olistico, centrato sul rispetto della dignità della persona. Key words: Arteterapia, decadimento cognitivo, Centri Sollievo, assistenza infermieristica, approcci non farmacologici.
L'arteterapia nell'assistenza infermieristica alla persona con decadimento cognitivo: studio qualitativo nei Centri Sollievo della Provincia di Treviso
PICCOLO, GIULIA
2024/2025
Abstract
Background: Attualmente, il decadimento cognitivo rappresenta una delle sfide sanitarie principali legate all’invecchiamento della popolazione. Ciò comporta ricadute profonde sia sulla qualità di vita delle persone colpite dalla patologia, sia sui loro caregiver a causa della perdita di autonomia. Accanto ai trattamenti farmacologici, gli approcci complementari come l’arteterapia svolgono un ruolo sempre più importante nella gestione dei sintomi comportamentali e psicologici della malattia. Obiettivo: L’obiettivo dello studio è analizzare l’applicazione dell’arteterapia nei Centri Sollievo della provincia di Treviso, valutandone l’impatto sul benessere degli ospiti e le prospettive di utilizzo nell’assistenza infermieristica, in relazione alla riduzione dell’uso di contenzioni fisiche e farmacologiche. Materiali e metodi: La ricerca ha adottato un approccio qualitativo basato su sei interviste semi-strutturate rivolte a undici volontari e referenti dei Centri Sollievo nel mese di luglio. I dati, trascritti e analizzati tramite processo di codifica secondo la Grounded Theory, hanno permesso di individuare i nuclei tematici principali: effetti emotivi, cognitivi, sociali, motori, a domicilio e tra i volontari, oltre che eventuali criticità. Risultati della ricerca: I risultati evidenziano benefici su più livelli: miglioramento dell’espressione emotiva, delle abilità cognitive residue, rafforzamento delle relazioni sociali e stimolo della manualità. Effetti positivi sono stati osservati anche a domicilio, con maggiore autonomia nella quotidianità e tra i volontari, che hanno riportato gratificazione e crescita personale. Sono emerse tuttavia criticità, quali la scarsa conoscenza dell’arteterapia da parte della popolazione, la difficoltà di adesione da parte di alcuni ospiti e la riluttanza iniziale da parte dei volontari. Conclusioni: L’arteterapia si conferma un intervento non farmacologico efficace nell’assistenza a persone con decadimento cognitivo. L’infermiere, dato il suo ruolo, può promuovere l’inclusione di tale pratica nei percorsi di cura. Ciò può contribuire a ridurre il ricorso a contenzioni sia fisiche che farmacologiche e favorire un approccio olistico, centrato sul rispetto della dignità della persona. Key words: Arteterapia, decadimento cognitivo, Centri Sollievo, assistenza infermieristica, approcci non farmacologici.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/99377