Background e scopo: La violenza sul luogo di lavoro, particolarmente diffusa nel settore sanitario, rappresenta non solo un problema di salute pubblica ma anche una violazione dei diritti umani fondamentali. Negli ultimi decenni, gli episodi sono aumentati significativamente, con gli infermieri tra le categorie più esposte. Nonostante la vasta letteratura sui fattori di rischio, resta poco indagata la riluttanza degli operatori a segnalare le aggressioni, ostacolando così la prevenzione e la corretta valutazione del fenomeno. Questo elaborato mira ad analizzare le cause della sotto-segnalazione per evidenziare i focus verso cui indirizzare le ricerche future per sostenere/stimolare un cambiamento culturale ed organizzativo nel sistema sanitario. Materiali e Metodi: La ricerca è stata condotta utilizzando il modello PIO, con l’obiettivo di ricercare le cause che sottendono alla sotto-segnalazione da parte degli infermieri degli episodi di violenza subiti. L’elaborato è una revisione narrativa della letteratura secondo l’approccio PRISMA. Gli articoli scientifici sono stati reperiti nel mese di settembre 2025, tramite la consultazione di quattro database: PubMed, CINAHL, ScienceDirect e Wiley Online Library. Le stringhe di ricerca utilizzate combinavano i termini “workplace violence”, “nurses” e “underreporting”, inclusi sinonimi e corrispettivi in lingua italiana. Sono stati considerati gli studi pubblicati tra il 2020 e il 2025, in inglese e in italiano; sono stati esclusi gli articoli non “free-full text” e che non soddisfacevano i criteri di eleggibilità menzionati. Gli articoli duplicati sono stati rimossi. La selezione è avvenuta in tre fasi: screening dei titoli, lettura degli abstract e analisi del testo completo. Risultati: Sono stati selezionati cinque studi a livello globale che analizzano il fenomeno in letteratura, ognuno dei quali propone diverse modalità di classificazione delle motivazioni alla base dell'under-reporting, dai quali emergono analogie significative. Alcune ragioni per cui gli infermieri non denunciano riguardano aspetti come la paura che porti a conseguenze negative a livello lavorativo; la sottovalutazione dell’episodio aggressivo (“il paziente non aveva intenzione di..”), la convinzione che la segnalazione sia inutile o una perdita di tempo; la mancanza di supporto alle vittime o follow-up da parte della leadership o dei superiori; la scarsa conoscenza dei sistemi di denuncia o la loro eccessiva complessità; la percezione della violenza come parte integrante del lavoro. Tutti gli studi hanno inoltre suggerito degli interventi per contrastare l’under-reporting; tali proposte sono state categorizzate e analizzate. Conclusioni: L’under-reporting della violenza è un fenomeno complesso, multifattoriale e, purtroppo, ad oggi ancora ampiamente sotto-stimato. La sicurezza sul luogo di lavoro rappresenta un elemento imprescindibile per il benessere del personale e per la qualità dell’assistenza. L’analisi qualitativa delle cause mostra una significativa convergenza dei risultati tra i diversi paesi, nonostante le differenze culturali. La sotto-segnalazione non deriva unicamente da barriere emotive o psicologiche, ma anche da sistemi di segnalazione poco standardizzati e risposte organizzative spesso inadeguate, come l’assenza di formazione e di follow-up per le vittime. La raccolta sistematica di dati, a livello internazionale, permetterebbe di conoscere la reale portata del fenomeno della violenza e una formazione adeguata e sistematica consentirebbe un aumento della consapevolezza sull’importanza della segnalazione. Tuttavia, risulta evidente il ruolo chiave rivestito dalla leadership: la dirigenza sanitaria ha ampio margine operativo e si deve porre nell’ottica di pioniera nella creazione e promozione di una cultura della segnalazione e della non tolleranza verso la violenza sul lavoro.
Analisi del fenomeno del'under-reporting degli episodi di violenza subiti dagli infermieri: una revisione della letteratura.
VANIN, ASTRID
2024/2025
Abstract
Background e scopo: La violenza sul luogo di lavoro, particolarmente diffusa nel settore sanitario, rappresenta non solo un problema di salute pubblica ma anche una violazione dei diritti umani fondamentali. Negli ultimi decenni, gli episodi sono aumentati significativamente, con gli infermieri tra le categorie più esposte. Nonostante la vasta letteratura sui fattori di rischio, resta poco indagata la riluttanza degli operatori a segnalare le aggressioni, ostacolando così la prevenzione e la corretta valutazione del fenomeno. Questo elaborato mira ad analizzare le cause della sotto-segnalazione per evidenziare i focus verso cui indirizzare le ricerche future per sostenere/stimolare un cambiamento culturale ed organizzativo nel sistema sanitario. Materiali e Metodi: La ricerca è stata condotta utilizzando il modello PIO, con l’obiettivo di ricercare le cause che sottendono alla sotto-segnalazione da parte degli infermieri degli episodi di violenza subiti. L’elaborato è una revisione narrativa della letteratura secondo l’approccio PRISMA. Gli articoli scientifici sono stati reperiti nel mese di settembre 2025, tramite la consultazione di quattro database: PubMed, CINAHL, ScienceDirect e Wiley Online Library. Le stringhe di ricerca utilizzate combinavano i termini “workplace violence”, “nurses” e “underreporting”, inclusi sinonimi e corrispettivi in lingua italiana. Sono stati considerati gli studi pubblicati tra il 2020 e il 2025, in inglese e in italiano; sono stati esclusi gli articoli non “free-full text” e che non soddisfacevano i criteri di eleggibilità menzionati. Gli articoli duplicati sono stati rimossi. La selezione è avvenuta in tre fasi: screening dei titoli, lettura degli abstract e analisi del testo completo. Risultati: Sono stati selezionati cinque studi a livello globale che analizzano il fenomeno in letteratura, ognuno dei quali propone diverse modalità di classificazione delle motivazioni alla base dell'under-reporting, dai quali emergono analogie significative. Alcune ragioni per cui gli infermieri non denunciano riguardano aspetti come la paura che porti a conseguenze negative a livello lavorativo; la sottovalutazione dell’episodio aggressivo (“il paziente non aveva intenzione di..”), la convinzione che la segnalazione sia inutile o una perdita di tempo; la mancanza di supporto alle vittime o follow-up da parte della leadership o dei superiori; la scarsa conoscenza dei sistemi di denuncia o la loro eccessiva complessità; la percezione della violenza come parte integrante del lavoro. Tutti gli studi hanno inoltre suggerito degli interventi per contrastare l’under-reporting; tali proposte sono state categorizzate e analizzate. Conclusioni: L’under-reporting della violenza è un fenomeno complesso, multifattoriale e, purtroppo, ad oggi ancora ampiamente sotto-stimato. La sicurezza sul luogo di lavoro rappresenta un elemento imprescindibile per il benessere del personale e per la qualità dell’assistenza. L’analisi qualitativa delle cause mostra una significativa convergenza dei risultati tra i diversi paesi, nonostante le differenze culturali. La sotto-segnalazione non deriva unicamente da barriere emotive o psicologiche, ma anche da sistemi di segnalazione poco standardizzati e risposte organizzative spesso inadeguate, come l’assenza di formazione e di follow-up per le vittime. La raccolta sistematica di dati, a livello internazionale, permetterebbe di conoscere la reale portata del fenomeno della violenza e una formazione adeguata e sistematica consentirebbe un aumento della consapevolezza sull’importanza della segnalazione. Tuttavia, risulta evidente il ruolo chiave rivestito dalla leadership: la dirigenza sanitaria ha ampio margine operativo e si deve porre nell’ottica di pioniera nella creazione e promozione di una cultura della segnalazione e della non tolleranza verso la violenza sul lavoro.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/99406