This thesis analyzes the morphological and sedimentological transformations of the Adige River between Mori and Borghetto, over a total length of approximately 23 km. The analytical procedure follows the guidelines provided in the IDRAIM manual, and in particular, makes use of the Morphological Dynamics Index (IDM) tool. This tool allows for the assessment of hazards related to the morphological dynamics of a river, an aspect that is usually not considered in conventional hydraulic hazard evaluations within both anthropogenic and natural contexts. Using GIS methods and digital terrain model analyses, the study area was first subdivided according to the IDRAIM methodology, which relies on specific indices designed to evaluate the factors controlling fluvial morphology and processes. This preliminary analysis led to the identification of three homogeneous river reaches. Subsequently, changes in riverbed elevation and planform configuration since 1954 were analyzed, allowing for the calculation of the indices required to determine the morphological hazard class within this portion of the Adige River. The temporal scales investigated cover the last 10–15 years and the last 70 years. The results indicate a “Low” morphological hazard class for the entire study area. Although only a small portion of the Adige River was analyzed, the results are consistent with expectations for this river system. The Adige River is well known in the scientific literature as one of the most heavily altered rivers in Italy. Human interventions have occurred since Roman times, with the peak of channelization works taking place during the 19th century in the Italian Tyrol under the Austrian administration. Additional disturbances include the extensive gravel extraction between 1970 and 1990 in the Trentino region, as well as the construction of numerous artificial reservoirs for hydroelectric and irrigation purposes throughout the catchment. These factors have significantly influenced the river’s dynamics, leading to a simplification of its current morphology—now predominantly characterized by a single, straight to sinuous channel with few remaining meanders and bars.

Questa tesi analizza le trasformazioni morfologiche e sedimentologiche del corso del Fiume Adige, tra Mori e Borghetto, per una lunghezza totale di circa 23 km. La procedura di analisi si basa sulle linee guida presente nel manuale IDRAIM ed in particolare sull'utilizzo dello strumento di Indice di Dinamica Morfologica (IDM). Tale strumento permette di valutare la pericolosità legata alla dinamica morfologica di un corso d’acqua, elemento di norma non considerato nelle classiche valutazioni del pericolo idraulico nel contesto delle attività antropiche e delle dinamiche naturali. Utilizzando metodi GIS e analisi dei modelli digitali del terreno, è stata eseguito una prima suddivisione dell’area oggetto di studio mediante la metodologia IDRAIM basata sulla elaborazione di indici specifici atti a valutare i fattori che controllano le morfologie e i processi fluviali, individuando così 3 tratti omogenei. Successivamente sono stati valutati i cambiamenti altimetrici del fondo e le variazioni planimetriche a partire dal 1954 permettendo così di calcolare gli indici necessari al fine di determinare la classe di pericolosità morfologica presente in questa porzione di Fiume Adige oggetto di studio. Le scale temporali indagate sono quindi relative agli ultimi 10 – 15 anni e agli ultimi 70 anni. I risultati ottenuti hanno permesso di determinare una classe di pericolosità morfologica ‘Bassa’ per l’intera area oggetto di studio. Sebbene sia stata analizzata solamente una minima porzione del Fiume Adige, i risultati ottenuti sono allineati con quanto atteso da questo corso d’acqua: è ormai noto in letteratura che il Fiume Adige può essere considerato come uno dei Fiumi più alterati in Italia, con opere di regimazione risalenti già dal periodo degli antichi Romani con il culmine dello sviluppo degli interventi di canalizzazione durante il XIX secolo nel Tirolo italiano da parte dell’amministrazione Asburgica, oltre all’ingente mole di ghiaia estratti dal 1970 al 1990 anche nella parte Trentina ed infine la presenza di numerosi invasi artificiali a scopo idroelettrico e irriguo presenti in tutto il bacino idrografico. Tali eventi hanno influenzato significativamente la dinamica fluviale portando alla semplificazione della configurazione morfologica attuale, con un assetto a canale singolo, da rettilineo a sinuoso, ampiamente dominante, con pochi meandri e barre residui.

Analisi della dinamica morfologica recente e potenziale del Fiume Adige nel tratto compreso tra Mori e Borghetto (Provincia Autonoma di Trento)

MICHELI, SIMONE
2024/2025

Abstract

This thesis analyzes the morphological and sedimentological transformations of the Adige River between Mori and Borghetto, over a total length of approximately 23 km. The analytical procedure follows the guidelines provided in the IDRAIM manual, and in particular, makes use of the Morphological Dynamics Index (IDM) tool. This tool allows for the assessment of hazards related to the morphological dynamics of a river, an aspect that is usually not considered in conventional hydraulic hazard evaluations within both anthropogenic and natural contexts. Using GIS methods and digital terrain model analyses, the study area was first subdivided according to the IDRAIM methodology, which relies on specific indices designed to evaluate the factors controlling fluvial morphology and processes. This preliminary analysis led to the identification of three homogeneous river reaches. Subsequently, changes in riverbed elevation and planform configuration since 1954 were analyzed, allowing for the calculation of the indices required to determine the morphological hazard class within this portion of the Adige River. The temporal scales investigated cover the last 10–15 years and the last 70 years. The results indicate a “Low” morphological hazard class for the entire study area. Although only a small portion of the Adige River was analyzed, the results are consistent with expectations for this river system. The Adige River is well known in the scientific literature as one of the most heavily altered rivers in Italy. Human interventions have occurred since Roman times, with the peak of channelization works taking place during the 19th century in the Italian Tyrol under the Austrian administration. Additional disturbances include the extensive gravel extraction between 1970 and 1990 in the Trentino region, as well as the construction of numerous artificial reservoirs for hydroelectric and irrigation purposes throughout the catchment. These factors have significantly influenced the river’s dynamics, leading to a simplification of its current morphology—now predominantly characterized by a single, straight to sinuous channel with few remaining meanders and bars.
2024
Analysis of the Recent and Potential Morphological Dynamics of the Adige River in the Section between Mori and Borghetto (Autonomous Province of Trento)
Questa tesi analizza le trasformazioni morfologiche e sedimentologiche del corso del Fiume Adige, tra Mori e Borghetto, per una lunghezza totale di circa 23 km. La procedura di analisi si basa sulle linee guida presente nel manuale IDRAIM ed in particolare sull'utilizzo dello strumento di Indice di Dinamica Morfologica (IDM). Tale strumento permette di valutare la pericolosità legata alla dinamica morfologica di un corso d’acqua, elemento di norma non considerato nelle classiche valutazioni del pericolo idraulico nel contesto delle attività antropiche e delle dinamiche naturali. Utilizzando metodi GIS e analisi dei modelli digitali del terreno, è stata eseguito una prima suddivisione dell’area oggetto di studio mediante la metodologia IDRAIM basata sulla elaborazione di indici specifici atti a valutare i fattori che controllano le morfologie e i processi fluviali, individuando così 3 tratti omogenei. Successivamente sono stati valutati i cambiamenti altimetrici del fondo e le variazioni planimetriche a partire dal 1954 permettendo così di calcolare gli indici necessari al fine di determinare la classe di pericolosità morfologica presente in questa porzione di Fiume Adige oggetto di studio. Le scale temporali indagate sono quindi relative agli ultimi 10 – 15 anni e agli ultimi 70 anni. I risultati ottenuti hanno permesso di determinare una classe di pericolosità morfologica ‘Bassa’ per l’intera area oggetto di studio. Sebbene sia stata analizzata solamente una minima porzione del Fiume Adige, i risultati ottenuti sono allineati con quanto atteso da questo corso d’acqua: è ormai noto in letteratura che il Fiume Adige può essere considerato come uno dei Fiumi più alterati in Italia, con opere di regimazione risalenti già dal periodo degli antichi Romani con il culmine dello sviluppo degli interventi di canalizzazione durante il XIX secolo nel Tirolo italiano da parte dell’amministrazione Asburgica, oltre all’ingente mole di ghiaia estratti dal 1970 al 1990 anche nella parte Trentina ed infine la presenza di numerosi invasi artificiali a scopo idroelettrico e irriguo presenti in tutto il bacino idrografico. Tali eventi hanno influenzato significativamente la dinamica fluviale portando alla semplificazione della configurazione morfologica attuale, con un assetto a canale singolo, da rettilineo a sinuoso, ampiamente dominante, con pochi meandri e barre residui.
Fiume Adige
IDRAIM
Dinamica Morfologica
Fluviomorfologia
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