La presente tesi analizza l’impatto dell’intelligenza artificiale sul sistema della proprietà intellettuale, con particolare riferimento alla tutela delle invenzioni industriali e al dibattito sulla riconoscibilità dello status di inventore ai sistemi di IA. Dopo aver ricostruito l’evoluzione tecnologica e concettuale dell’IA, vengono esaminati i principali istituti della proprietà industriale nel diritto europeo e internazionale, evidenziando come tali strumenti siano stati concepiti in un contesto antropocentrico che presuppone la centralità dell’autore umano. Un ruolo centrale è attribuito al caso DABUS, che costituisce il primo e più significativo banco di prova per verificare la capacità degli ordinamenti di confrontarsi con invenzioni generate da sistemi autonomi. L’analisi delle diverse decisioni adottate da uffici brevetti e autorità giudiziarie statunitensi, europee, britanniche e asiatiche, mostra l’assenza di un orientamento uniforme e la persistenza di un modello che richiede la figura dell’inventore umano quale presupposto imprescindibile per la concessione del brevetto. La tesi approfondisce inoltre le principali posizioni dottrinali favorevoli, contrarie e intermedie rispetto al riconoscimento di una inventorship non umana, mettendo in luce le ricadute di tali scelte sul sistema della responsabilità, sulla titolarità dei diritti e sulla funzione incentivante del brevetto. In conclusione, viene esaminata la risposta normativa dell’Unione Europea, con particolare riferimento all’AI Act e alle prospettive future di armonizzazione, evidenziando come l’evoluzione tecnologica richieda un ripensamento delle categorie tradizionali e una maggiore flessibilità del diritto della proprietà industriale.
“Proprietà intellettuale nell’era dell’IA: tra tutela giuridica e innovazione tecnologica. Il caso DABUS"
SEGONI, DAVIDE
2024/2025
Abstract
La presente tesi analizza l’impatto dell’intelligenza artificiale sul sistema della proprietà intellettuale, con particolare riferimento alla tutela delle invenzioni industriali e al dibattito sulla riconoscibilità dello status di inventore ai sistemi di IA. Dopo aver ricostruito l’evoluzione tecnologica e concettuale dell’IA, vengono esaminati i principali istituti della proprietà industriale nel diritto europeo e internazionale, evidenziando come tali strumenti siano stati concepiti in un contesto antropocentrico che presuppone la centralità dell’autore umano. Un ruolo centrale è attribuito al caso DABUS, che costituisce il primo e più significativo banco di prova per verificare la capacità degli ordinamenti di confrontarsi con invenzioni generate da sistemi autonomi. L’analisi delle diverse decisioni adottate da uffici brevetti e autorità giudiziarie statunitensi, europee, britanniche e asiatiche, mostra l’assenza di un orientamento uniforme e la persistenza di un modello che richiede la figura dell’inventore umano quale presupposto imprescindibile per la concessione del brevetto. La tesi approfondisce inoltre le principali posizioni dottrinali favorevoli, contrarie e intermedie rispetto al riconoscimento di una inventorship non umana, mettendo in luce le ricadute di tali scelte sul sistema della responsabilità, sulla titolarità dei diritti e sulla funzione incentivante del brevetto. In conclusione, viene esaminata la risposta normativa dell’Unione Europea, con particolare riferimento all’AI Act e alle prospettive future di armonizzazione, evidenziando come l’evoluzione tecnologica richieda un ripensamento delle categorie tradizionali e una maggiore flessibilità del diritto della proprietà industriale.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/99652