ABSTRACT BACKGROUND: Le lesioni da pressione (LDP) costituiscono una delle complicanze più rilevanti e frequenti nei neonati pretermine ricoverati in Terapia Intensiva Neonatale (TIN). L’immaturità cutanea, caratterizzata da ridotta funzione di barriera, elevata permeabilità e scarsa resistenza a forze di taglio e attrito, aumenta significativamente il rischio di sviluppare tali lesioni. A questi fattori si aggiungono immobilità prolungata, presenza di dispositivi medici e condizioni nutrizionali fragili. La prevenzione e la gestione efficace delle LDP risultano essenziali per ridurre dolore, infezioni e complicanze a lungo termine, migliorando così qualità della vita e outcome clinici. Scopo della tesi è analizzare ed integrare le più recenti evidenze relative a prevenzione e trattamento delle LDP nei neonati pretermine in TIN, attraverso una revisione della letteratura disponibile in banche dati internazionali (PubMed, Google Scholar) e documenti ufficiali della Società Italiana di Neonatologia (SIN). MATERIALI E METODI: È stata realizzata una revisione della letteratura, includendo 31 studi clinici, tra revisioni sistematiche, linee guida e protocolli assistenziali. La ricerca ha posto attenzione alle strategie infermieristiche, all’implementazione di protocolli standardizzati e all’utilizzo di scale di valutazione specifiche per la popolazione neonatale. Sono stati selezionati studi che hanno valutato l’efficacia di interventi preventivi quali mobilizzazione, superfici di supporto, gestione dell’umidità e adeguato supporto nutrizionale. RISULTATI: L’analisi ha messo in luce l’importanza di un approccio multidisciplinare e personalizzato. La valutazione del rischio tramite strumenti validati come NSRAS (Neonatal Skin Risk Assessment Scale) e i-NSRAS (versione adattata al contesto italiano) si è dimostrata essenziale per l’identificazione precoce dei neonati a rischio. Le principali strategie preventive emerse comprendono: cambi posturali delicati ogni 2-3 ore in base alle condizioni cliniche; utilizzo di superfici adeguate, come materassini in schiuma viscoelastica o superfici a pressione alternata, capaci di distribuire uniformemente il peso; corretta gestione dell’umidità cutanea, favorita da un microclima ottimale in incubatrice, impiego di barriere protettive, applicazione di emollienti specifici e frequente sostituzione del pannolino; infine, uso di medicazioni preventive e avanzate (film trasparenti, schiume poliuretaniche, cerotti in silicone) da applicare nei punti di maggiore pressione o in corrispondenza dei dispositivi medici. L’adozione di tali misure integrate ha mostrato una significativa riduzione dell’incidenza di LDP. Inoltre, l’introduzione di protocolli assistenziali condivisi e la formazione continua degli operatori sanitari si sono rivelate determinanti per garantire uniformità e qualità delle cure. Per quanto riguarda il trattamento, questo deve essere adattato allo stadio della lesione: quelle iniziali possono beneficiare di medicazioni non adesive e protezione cutanea mirata; le forme più gravi richiedono medicazioni avanzate (idrocolloidi, idrogel, schiume) in combinazione con monitoraggio costante ed équipe multidisciplinare, al fine di favorire la guarigione e prevenire complicanze. CONCLUSIONI: La prevenzione delle LDP nei neonati pretermine necessita di un approccio continuo e coordinato. L’adozione di pratiche basate su evidenze scientifiche, l’impiego di tecnologie innovative e la formazione del personale risultano fondamentali per ridurne l’incidenza e garantire un’assistenza ottimale. La collaborazione tra infermieri, medici e genitori, coinvolti come caregiver attivi, rappresenta un elemento cruciale per migliorare gli esiti clinici e ridurre complicanze a lungo termine.

LA PELLE DEL NEONATO PREMATURO: STRATEGIE INFERMIERISTICHE EVIDENCE-BASED PER LA PREVENZIONE E LA GESTIONE DELLE LESIONI DA PRESSIONE

BARON, VITTORIA
2024/2025

Abstract

ABSTRACT BACKGROUND: Le lesioni da pressione (LDP) costituiscono una delle complicanze più rilevanti e frequenti nei neonati pretermine ricoverati in Terapia Intensiva Neonatale (TIN). L’immaturità cutanea, caratterizzata da ridotta funzione di barriera, elevata permeabilità e scarsa resistenza a forze di taglio e attrito, aumenta significativamente il rischio di sviluppare tali lesioni. A questi fattori si aggiungono immobilità prolungata, presenza di dispositivi medici e condizioni nutrizionali fragili. La prevenzione e la gestione efficace delle LDP risultano essenziali per ridurre dolore, infezioni e complicanze a lungo termine, migliorando così qualità della vita e outcome clinici. Scopo della tesi è analizzare ed integrare le più recenti evidenze relative a prevenzione e trattamento delle LDP nei neonati pretermine in TIN, attraverso una revisione della letteratura disponibile in banche dati internazionali (PubMed, Google Scholar) e documenti ufficiali della Società Italiana di Neonatologia (SIN). MATERIALI E METODI: È stata realizzata una revisione della letteratura, includendo 31 studi clinici, tra revisioni sistematiche, linee guida e protocolli assistenziali. La ricerca ha posto attenzione alle strategie infermieristiche, all’implementazione di protocolli standardizzati e all’utilizzo di scale di valutazione specifiche per la popolazione neonatale. Sono stati selezionati studi che hanno valutato l’efficacia di interventi preventivi quali mobilizzazione, superfici di supporto, gestione dell’umidità e adeguato supporto nutrizionale. RISULTATI: L’analisi ha messo in luce l’importanza di un approccio multidisciplinare e personalizzato. La valutazione del rischio tramite strumenti validati come NSRAS (Neonatal Skin Risk Assessment Scale) e i-NSRAS (versione adattata al contesto italiano) si è dimostrata essenziale per l’identificazione precoce dei neonati a rischio. Le principali strategie preventive emerse comprendono: cambi posturali delicati ogni 2-3 ore in base alle condizioni cliniche; utilizzo di superfici adeguate, come materassini in schiuma viscoelastica o superfici a pressione alternata, capaci di distribuire uniformemente il peso; corretta gestione dell’umidità cutanea, favorita da un microclima ottimale in incubatrice, impiego di barriere protettive, applicazione di emollienti specifici e frequente sostituzione del pannolino; infine, uso di medicazioni preventive e avanzate (film trasparenti, schiume poliuretaniche, cerotti in silicone) da applicare nei punti di maggiore pressione o in corrispondenza dei dispositivi medici. L’adozione di tali misure integrate ha mostrato una significativa riduzione dell’incidenza di LDP. Inoltre, l’introduzione di protocolli assistenziali condivisi e la formazione continua degli operatori sanitari si sono rivelate determinanti per garantire uniformità e qualità delle cure. Per quanto riguarda il trattamento, questo deve essere adattato allo stadio della lesione: quelle iniziali possono beneficiare di medicazioni non adesive e protezione cutanea mirata; le forme più gravi richiedono medicazioni avanzate (idrocolloidi, idrogel, schiume) in combinazione con monitoraggio costante ed équipe multidisciplinare, al fine di favorire la guarigione e prevenire complicanze. CONCLUSIONI: La prevenzione delle LDP nei neonati pretermine necessita di un approccio continuo e coordinato. L’adozione di pratiche basate su evidenze scientifiche, l’impiego di tecnologie innovative e la formazione del personale risultano fondamentali per ridurne l’incidenza e garantire un’assistenza ottimale. La collaborazione tra infermieri, medici e genitori, coinvolti come caregiver attivi, rappresenta un elemento cruciale per migliorare gli esiti clinici e ridurre complicanze a lungo termine.
2024
THE SKIN OF THE PREMATURE NEWBORN: STRATEGIES EVIDENCE-BASED NURSING FOR PREVENTION AND THE MANAGEMENT OF PRESSURE INJURIES
Premature newborn
Prevention
Management
Pressure injuries
Evidence-based
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/99781