Background: L’ictus cerebrale rappresenta una delle principali emergenze tempo-dipendenti e continua a essere una delle prime cause di morte e disabilità in Italia e in Europa. Le terapie riperfusive, come trombolisi e trombectomia, risultano essere molto efficaci se eseguite in modo rapido e tempestivo. Per questo motivo, la fase pre-ospedaliera e il ruolo degli infermieri del sistema per la gestione dell’emergenza territoriale assumono un ruolo decisivo per diminuire i tempi “onset-to-treatment” e garantire una presa in carico tempestiva e adeguata. Il tempo resta, infatti, la variabile più determinante per limitare i danni neurologici, in linea con il noto principio “time is brain”. Obiettivo: L’obiettivo di questa tesi è volto ad analizzare l’efficacia delle scale diagnostiche per la valutazione dell’ictus ischemico nel contesto extraospedaliero e delle procedure operative utilizzate dagli infermieri del sistema dell’emergenza territoriale. Si pone particolare attenzione, inoltre, anche alla comunicazione con lo stroke team e agli esiti clinici. Materiali e metodi: È stata condotta una ricerca bibliografica sui database PubMed, CINAHL, Cochrane e Google Scholar, selezionando gli articoli pubblicati tra il 2015 e il 2025, riguardanti popolazioni adulte e contesti italiani o europei, con particolare attenzione alla fase pre-ospedaliera. Gli articoli sono stati selezionati attraverso criteri di inclusione ed esclusione secondo il modello PIO e rappresentati tramite un diagramma PRISMA. Risultati della ricerca: Sono stati inclusi 10 articoli ritenuti pertinenti e suddivisi in tre principali aree tematiche: 1. Scale diagnostiche pre-ospedaliere (FAST, CPSS, RACE): si sono rivelate strumenti efficaci e rapidi, dimostrando una buona sensibilità e specificità per l’identificazione precoce dell’ictus ischemico. L’utilizzo di questi strumenti contribuisce a ridurre le tempistiche di trattamento e favorisce una corretta valutazione del paziente. Nonostante l’efficacia complessiva, sono state identificate delle criticità operative. 2. Protocolli organizzativi e modelli di trasporto: i differenti modelli organizzativi influenzano in modo significativo i tempi di trattamento e gli esiti clinici. La loro efficacia risulta non omogenea poiché è influenzata dalle caratteristiche del contesto territoriale. 3. Comunicazione tra il personale infermieristico del sistema di emergenza territoriale e lo stroke team: una comunicazione efficiente si configura come un fattore determinante per ridurre i tempi door-to-needle e door-to-groin, migliorando l’efficacia complessiva del percorso assistenziale. Discussione: Dai risultati si evince che la strategia migliore per la gestione tempestiva dell’ictus ischemico nel contesto extraospedaliero è data dall’integrazione di più elementi: strumenti diagnostici convalidati, protocolli operativi definiti e una comunicazione tempestiva tra il personale sanitario dell’emergenza territoriale e il team ospedaliero. Nonostante ciò, persistono delle criticità rilevanti dovute alla disomogeneità strutturale del sistema sanitario nazionale e alla formazione inadeguata degli operatori sanitari. Conclusioni: La gestione dell’emergenza territoriale e il ruolo degli infermieri nella fase pre-ospedaliera si confermano elementi fondamentali per migliorare gli esiti clinici dei pazienti. La chiave per assicurare un intervento rapido ed efficace risiede in una formazione adeguata del personale sanitario e nell’adozione di protocolli standardizzati, elementi essenziali per uniformare i percorsi assistenziali e garantire una presa in carico tempestiva e sicura. Parole chiave: Ictus ischemico; Assistenza pre-ospedaliera; Infermieri gestione emergenza territoriale; Scale diagnostiche; Comunicazione; Protocolli organizzativi. Key words: Ischemic stroke; Prehospital care; EMS nurses; Stroke scales; Communication; Organizational protocols.
Emergenza tempo-dipendente: strategie e protocolli infermieristici nella gestione preospedaliera dell'ictus ischemico. Una revisione della letteratura
MIHAJ, ELENA
2024/2025
Abstract
Background: L’ictus cerebrale rappresenta una delle principali emergenze tempo-dipendenti e continua a essere una delle prime cause di morte e disabilità in Italia e in Europa. Le terapie riperfusive, come trombolisi e trombectomia, risultano essere molto efficaci se eseguite in modo rapido e tempestivo. Per questo motivo, la fase pre-ospedaliera e il ruolo degli infermieri del sistema per la gestione dell’emergenza territoriale assumono un ruolo decisivo per diminuire i tempi “onset-to-treatment” e garantire una presa in carico tempestiva e adeguata. Il tempo resta, infatti, la variabile più determinante per limitare i danni neurologici, in linea con il noto principio “time is brain”. Obiettivo: L’obiettivo di questa tesi è volto ad analizzare l’efficacia delle scale diagnostiche per la valutazione dell’ictus ischemico nel contesto extraospedaliero e delle procedure operative utilizzate dagli infermieri del sistema dell’emergenza territoriale. Si pone particolare attenzione, inoltre, anche alla comunicazione con lo stroke team e agli esiti clinici. Materiali e metodi: È stata condotta una ricerca bibliografica sui database PubMed, CINAHL, Cochrane e Google Scholar, selezionando gli articoli pubblicati tra il 2015 e il 2025, riguardanti popolazioni adulte e contesti italiani o europei, con particolare attenzione alla fase pre-ospedaliera. Gli articoli sono stati selezionati attraverso criteri di inclusione ed esclusione secondo il modello PIO e rappresentati tramite un diagramma PRISMA. Risultati della ricerca: Sono stati inclusi 10 articoli ritenuti pertinenti e suddivisi in tre principali aree tematiche: 1. Scale diagnostiche pre-ospedaliere (FAST, CPSS, RACE): si sono rivelate strumenti efficaci e rapidi, dimostrando una buona sensibilità e specificità per l’identificazione precoce dell’ictus ischemico. L’utilizzo di questi strumenti contribuisce a ridurre le tempistiche di trattamento e favorisce una corretta valutazione del paziente. Nonostante l’efficacia complessiva, sono state identificate delle criticità operative. 2. Protocolli organizzativi e modelli di trasporto: i differenti modelli organizzativi influenzano in modo significativo i tempi di trattamento e gli esiti clinici. La loro efficacia risulta non omogenea poiché è influenzata dalle caratteristiche del contesto territoriale. 3. Comunicazione tra il personale infermieristico del sistema di emergenza territoriale e lo stroke team: una comunicazione efficiente si configura come un fattore determinante per ridurre i tempi door-to-needle e door-to-groin, migliorando l’efficacia complessiva del percorso assistenziale. Discussione: Dai risultati si evince che la strategia migliore per la gestione tempestiva dell’ictus ischemico nel contesto extraospedaliero è data dall’integrazione di più elementi: strumenti diagnostici convalidati, protocolli operativi definiti e una comunicazione tempestiva tra il personale sanitario dell’emergenza territoriale e il team ospedaliero. Nonostante ciò, persistono delle criticità rilevanti dovute alla disomogeneità strutturale del sistema sanitario nazionale e alla formazione inadeguata degli operatori sanitari. Conclusioni: La gestione dell’emergenza territoriale e il ruolo degli infermieri nella fase pre-ospedaliera si confermano elementi fondamentali per migliorare gli esiti clinici dei pazienti. La chiave per assicurare un intervento rapido ed efficace risiede in una formazione adeguata del personale sanitario e nell’adozione di protocolli standardizzati, elementi essenziali per uniformare i percorsi assistenziali e garantire una presa in carico tempestiva e sicura. Parole chiave: Ictus ischemico; Assistenza pre-ospedaliera; Infermieri gestione emergenza territoriale; Scale diagnostiche; Comunicazione; Protocolli organizzativi. Key words: Ischemic stroke; Prehospital care; EMS nurses; Stroke scales; Communication; Organizational protocols.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/99804