Il dolore toracico costituisce uno dei motivi principali di accesso in Pronto Soccorso e rappresenta un'importante sfida diagnostica per i professionisti sanitari, i quali a causa della sua natura eterogenea, sono chiamati a distinguere precocemente le forme tempo-dipendenti, come le Sindromi Coronariche Acute (SCA), da quelle di origine benigna. In questo contesto, il Triage Avanzato (TA) rappresenta un modello organizzativo innovativo che consente agli infermieri di avviare alcune procedure diagnostiche in modo autonomo, secondo protocolli predefiniti. Questo studio -retrospettivo monocentrico - vuole valutare l’efficacia del protocollo di Triage Avanzato “Dolore Toracico”, implementato presso il Pronto Soccorso dell’Azienda Ospedaliera di Padova (AOPD), come strumento di screening precoce per l’identificazione di pazienti con patologie emergenti e per la corretta stratificazione del rischio clinico. È stato analizzato un campione di 3172 pazienti che, tra marzo e settembre 2025, si sono recati in Pronto Soccorso per dolore toracico. Dai risultati è emerso che il triage infermieristico all’accesso, integrato con la valutazione strutturata del triage avanzato e supportato da semplici misure cliniche e strumentali (raccolta dell’anamnesi, dei parametri vitali, esecuzione di ECG precoce), fornisce elementi statisticamente validi per la stratificazione del rischio nei pazienti con dolore toracico. Il TA è risultato uno strumento selettivo e utile nella stratificazione precoce: un TA positivo è associato a una probabilità quattro volte maggiore di diagnosi cardiaca rispetto a un TA negativo (OR=4,35; p<.001). Tale capacità di discriminazione può contribuire a limitare l’overbooking dell’area rossa, indirizzando con maggiore appropriatezza i pazienti verso percorsi ad alta priorità o, al contrario, verso setting meno intensivi quando non emergono segnali di rischio. Questi risultati mettono in luce la validità di un approccio integrato e multidimensionale, dove l’infermiere non è solo uno smistatore passivo di pazienti, bensì un professionista autonomo con un ruolo attivo e responsabile nel processo di diagnosi precoce e nella sicurezza assistenziale.
Analisi del protocollo di triage avanzato per il dolore toracico: L'infermiere come garante della stratificazione del rischio presso l'Azienda Ospedale Università di Padova
PASCUZZI, LAURA
2024/2025
Abstract
Il dolore toracico costituisce uno dei motivi principali di accesso in Pronto Soccorso e rappresenta un'importante sfida diagnostica per i professionisti sanitari, i quali a causa della sua natura eterogenea, sono chiamati a distinguere precocemente le forme tempo-dipendenti, come le Sindromi Coronariche Acute (SCA), da quelle di origine benigna. In questo contesto, il Triage Avanzato (TA) rappresenta un modello organizzativo innovativo che consente agli infermieri di avviare alcune procedure diagnostiche in modo autonomo, secondo protocolli predefiniti. Questo studio -retrospettivo monocentrico - vuole valutare l’efficacia del protocollo di Triage Avanzato “Dolore Toracico”, implementato presso il Pronto Soccorso dell’Azienda Ospedaliera di Padova (AOPD), come strumento di screening precoce per l’identificazione di pazienti con patologie emergenti e per la corretta stratificazione del rischio clinico. È stato analizzato un campione di 3172 pazienti che, tra marzo e settembre 2025, si sono recati in Pronto Soccorso per dolore toracico. Dai risultati è emerso che il triage infermieristico all’accesso, integrato con la valutazione strutturata del triage avanzato e supportato da semplici misure cliniche e strumentali (raccolta dell’anamnesi, dei parametri vitali, esecuzione di ECG precoce), fornisce elementi statisticamente validi per la stratificazione del rischio nei pazienti con dolore toracico. Il TA è risultato uno strumento selettivo e utile nella stratificazione precoce: un TA positivo è associato a una probabilità quattro volte maggiore di diagnosi cardiaca rispetto a un TA negativo (OR=4,35; p<.001). Tale capacità di discriminazione può contribuire a limitare l’overbooking dell’area rossa, indirizzando con maggiore appropriatezza i pazienti verso percorsi ad alta priorità o, al contrario, verso setting meno intensivi quando non emergono segnali di rischio. Questi risultati mettono in luce la validità di un approccio integrato e multidimensionale, dove l’infermiere non è solo uno smistatore passivo di pazienti, bensì un professionista autonomo con un ruolo attivo e responsabile nel processo di diagnosi precoce e nella sicurezza assistenziale.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/99807