BACKGROUND: La sindrome da distress respiratorio è una delle principali cause di insufficienza respiratoria nei neonati pretermine e deriva da un’insufficiente produzione di surfattante polmonare. La gestione ventilatoria ottimale rappresenta una sfida clinica rilevante, infatti, negli ultimi anni, l’impiego precoce della ventilazione non invasiva si è affermato come alternativa efficace e meno traumatica rispetto all’intubazione e alla ventilazione meccanica invasiva. OBIETTIVO: Valutare se l’utilizzo precoce della ventilazione non invasiva nei neonati pretermine affetti da sindrome da distress respiratorio sia associato a migliori esiti clinici rispetto alla ventilazione invasiva. MATERIALI E METODI: La ricerca bibliografica è stata condotta nelle banche dati PubMed e CINAHL utilizzando stringhe formulate secondo il metodo P.I.C.O., includendo articoli pubblicati tra il 2015 e il 2025. È stata eseguita una selezione progressiva tramite lettura di titoli, abstract e testi completi per identificare gli studi pertinenti. Al termine del processo, sono stati inclusi 12 articoli per l’analisi. RISULTATI: L’analisi degli studi selezionati mostra che l’impiego precoce della ventilazione non invasiva, in particolare della CPAP, riduce la necessità di intubazione, l’incidenza di displasia broncopolmonare e la mortalità neonatale. Tra i principali fattori predittivi di fallimento del supporto non invasivo emergono l’età gestazionale e il peso alla nascita ridotti, un fabbisogno elevato di ossigeno e la severità iniziale del distress respiratorio. Il confronto tra linee guida europee e quelle dell’OMS conferma un orientamento condiviso verso l’uso prioritario della ventilazione non invasiva e della somministrazione selettiva di surfattante con tecniche meno invasive. CONCLUSIONI: La ventilazione non invasiva rappresenta la strategia di prima scelta nella gestione respiratoria dei neonati pretermine con distress respiratorio. Il suo impiego precoce migliora gli esiti clinici e riduce le complicanze associate alla ventilazione meccanica, delineando un approccio assistenziale più sicuro, fisiologico e basato su evidenze scientifiche.
Ventilazione non invasiva o intubazione? Revisione degli esiti nel neonato pretermine con distress respiratorio
PERSELLO, CRISTINA
2024/2025
Abstract
BACKGROUND: La sindrome da distress respiratorio è una delle principali cause di insufficienza respiratoria nei neonati pretermine e deriva da un’insufficiente produzione di surfattante polmonare. La gestione ventilatoria ottimale rappresenta una sfida clinica rilevante, infatti, negli ultimi anni, l’impiego precoce della ventilazione non invasiva si è affermato come alternativa efficace e meno traumatica rispetto all’intubazione e alla ventilazione meccanica invasiva. OBIETTIVO: Valutare se l’utilizzo precoce della ventilazione non invasiva nei neonati pretermine affetti da sindrome da distress respiratorio sia associato a migliori esiti clinici rispetto alla ventilazione invasiva. MATERIALI E METODI: La ricerca bibliografica è stata condotta nelle banche dati PubMed e CINAHL utilizzando stringhe formulate secondo il metodo P.I.C.O., includendo articoli pubblicati tra il 2015 e il 2025. È stata eseguita una selezione progressiva tramite lettura di titoli, abstract e testi completi per identificare gli studi pertinenti. Al termine del processo, sono stati inclusi 12 articoli per l’analisi. RISULTATI: L’analisi degli studi selezionati mostra che l’impiego precoce della ventilazione non invasiva, in particolare della CPAP, riduce la necessità di intubazione, l’incidenza di displasia broncopolmonare e la mortalità neonatale. Tra i principali fattori predittivi di fallimento del supporto non invasivo emergono l’età gestazionale e il peso alla nascita ridotti, un fabbisogno elevato di ossigeno e la severità iniziale del distress respiratorio. Il confronto tra linee guida europee e quelle dell’OMS conferma un orientamento condiviso verso l’uso prioritario della ventilazione non invasiva e della somministrazione selettiva di surfattante con tecniche meno invasive. CONCLUSIONI: La ventilazione non invasiva rappresenta la strategia di prima scelta nella gestione respiratoria dei neonati pretermine con distress respiratorio. Il suo impiego precoce migliora gli esiti clinici e riduce le complicanze associate alla ventilazione meccanica, delineando un approccio assistenziale più sicuro, fisiologico e basato su evidenze scientifiche.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/99809