Background: Orotracheal intubation (OTI) is a fundamental procedure to ensure airway patency in critically ill patients, particularly in intensive care units. However, when prolonged, it can cause severe damage to the tracheal mucosa, especially if cuff pressure is not properly controlled. Excessive pressures may lead to injuries such as ischemia, necrosis, or, in the most severe cases, permanent stenosis. Objective: This literature review aims to evaluate whether monitoring endotracheal cuff pressure by nurses every 6 to 8 hours has the same effect in reducing the incidence of tracheal injuries as occasional monitoring or monitoring performed only at the time of the procedure. Materials and Methods: For this narrative review, articles from the past ten years were retrieved from the PubMed, CINAHL, Embase, and Cochrane Library databases. The selected studies included patients intubated for more than 48 hours and were assessed using the PICO model and critical appraisal tools. Results and Discussion: The literature indicates that regular and documented monitoring helps maintain cuff pressure within the recommended range (20–30 cmH₂O), significantly reducing the risk of complications such as ischemia, necrosis, and tracheal stenosis. Conversely, sporadic monitoring is associated with an increased incidence of adverse events and longer hospital stays. The nursing role is therefore central in preventing these outcomes. Conclusions: Systematic cuff pressure monitoring is an effective and low-cost preventive intervention. The adoption of shared protocols and appropriate staff training can help improve the quality and safety of care for intubated patients.

Background: L’intubazione oro-tracheale IOT rappresenta una manovra fondamentale per garantire la pervietà delle vie aeree in pazienti critici, specie in terapia intensiva. Tuttavia, se prolungata, può causare gravi danni alla mucosa tracheale, specialmente in caso di cuffia e pressione non controllata. Infatti, pressioni eccessive possono portare a lesioni quali ischemie, necrosi o, nei casi più gravi, stenosi permanenti. Obiettivo: Attraverso questa revisione della letteratura, si intende valutare se il monitoraggio della pressione all’interno della cuffia endotracheale da parte dell’infermiere a turno di 6-8 ore abbia lo stesso effetto in termini di riduzione nell’incidenza di lesioni tracheali rispetto al controllo occasionale o solo al momento della procedura. Materiali e metodi: Per realizzare una revisione narrativa della letteratura, sono stati consultati articoli degli ultimi dieci anni tramite le banche dati PubMed, CINAHL, Embase e Cochrane Library. Gli studi selezionati includevano pazienti intubati per più di 48 ore e sono stati valutati secondo il modello PICO e griglie di lettura critica. Risultati e discussione: Dalla letteratura emerge che un monitoraggio regolare e documentato consente di mantenere la pressione della cuffia entro i limiti raccomandati (20–30 cmH₂O), riducendo significativamente il rischio di complicanze come ischemia, necrosi e stenosi tracheale. Al contrario, un controllo sporadico è associato a un incremento degli eventi avversi e della durata della degenza. Il ruolo infermieristico risulta quindi centrale nella prevenzione di tali esiti. Conclusioni: Il monitoraggio sistematico della pressione della cuffia si configura come un intervento preventivo efficace e a basso costo. L’adozione di protocolli condivisi e la formazione del personale possono contribuire a migliorare la qualità e la sicurezza dell’assistenza nei pazienti intubati.

MONITORAGGIO INFERMIERISTICO DELLA PRESSIONE DELLA CUFFIA DEL TUBO ORO-TRACHEALE: IMPATTO SULLA PREVENZIONE DELLE COMPLICANZE. UNA REVISIONE DELLA LETTERATURA

RIGODANZO, MARIASILVANA
2024/2025

Abstract

Background: Orotracheal intubation (OTI) is a fundamental procedure to ensure airway patency in critically ill patients, particularly in intensive care units. However, when prolonged, it can cause severe damage to the tracheal mucosa, especially if cuff pressure is not properly controlled. Excessive pressures may lead to injuries such as ischemia, necrosis, or, in the most severe cases, permanent stenosis. Objective: This literature review aims to evaluate whether monitoring endotracheal cuff pressure by nurses every 6 to 8 hours has the same effect in reducing the incidence of tracheal injuries as occasional monitoring or monitoring performed only at the time of the procedure. Materials and Methods: For this narrative review, articles from the past ten years were retrieved from the PubMed, CINAHL, Embase, and Cochrane Library databases. The selected studies included patients intubated for more than 48 hours and were assessed using the PICO model and critical appraisal tools. Results and Discussion: The literature indicates that regular and documented monitoring helps maintain cuff pressure within the recommended range (20–30 cmH₂O), significantly reducing the risk of complications such as ischemia, necrosis, and tracheal stenosis. Conversely, sporadic monitoring is associated with an increased incidence of adverse events and longer hospital stays. The nursing role is therefore central in preventing these outcomes. Conclusions: Systematic cuff pressure monitoring is an effective and low-cost preventive intervention. The adoption of shared protocols and appropriate staff training can help improve the quality and safety of care for intubated patients.
2024
NURSING MONITORING OF ORO-TRACHEAL TUBE CUFF PRESSURE: IMPACT ON THE PREVENTION OF COMPLICATIONS. A REVIEW OF THE LITERATURE
Background: L’intubazione oro-tracheale IOT rappresenta una manovra fondamentale per garantire la pervietà delle vie aeree in pazienti critici, specie in terapia intensiva. Tuttavia, se prolungata, può causare gravi danni alla mucosa tracheale, specialmente in caso di cuffia e pressione non controllata. Infatti, pressioni eccessive possono portare a lesioni quali ischemie, necrosi o, nei casi più gravi, stenosi permanenti. Obiettivo: Attraverso questa revisione della letteratura, si intende valutare se il monitoraggio della pressione all’interno della cuffia endotracheale da parte dell’infermiere a turno di 6-8 ore abbia lo stesso effetto in termini di riduzione nell’incidenza di lesioni tracheali rispetto al controllo occasionale o solo al momento della procedura. Materiali e metodi: Per realizzare una revisione narrativa della letteratura, sono stati consultati articoli degli ultimi dieci anni tramite le banche dati PubMed, CINAHL, Embase e Cochrane Library. Gli studi selezionati includevano pazienti intubati per più di 48 ore e sono stati valutati secondo il modello PICO e griglie di lettura critica. Risultati e discussione: Dalla letteratura emerge che un monitoraggio regolare e documentato consente di mantenere la pressione della cuffia entro i limiti raccomandati (20–30 cmH₂O), riducendo significativamente il rischio di complicanze come ischemia, necrosi e stenosi tracheale. Al contrario, un controllo sporadico è associato a un incremento degli eventi avversi e della durata della degenza. Il ruolo infermieristico risulta quindi centrale nella prevenzione di tali esiti. Conclusioni: Il monitoraggio sistematico della pressione della cuffia si configura come un intervento preventivo efficace e a basso costo. L’adozione di protocolli condivisi e la formazione del personale possono contribuire a migliorare la qualità e la sicurezza dell’assistenza nei pazienti intubati.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/99812