Introduzione: con l’aumento della globalizzazione e dei flussi migratori, il numero di donne sottoposte a mutilazioni genitali femminili (MGF) che risiedono in Paesi in cui tale pratica non è tradizionalmente eseguita è in costante crescita. Gli operatori sanitari che lavorano in questi contesti sono chiamati a rispondere ai complessi bisogni di salute di questa popolazione vulnerabile. La presente revisione sistematica si propone di sintetizzare la letteratura recente riguardante le conoscenze, la preparazione e la formazione degli operatori sanitari in merito alle MGF, al fine di individuare le principali lacune e fornire indicazioni per future iniziative formative e di policy. Materiali e metodi: è stata condotta una revisione sistematica delle banche dati PubMed, Scopus ed Embase, individuando gli articoli pubblicati a partire da gennaio 2015 che analizzavano le conoscenze, la formazione e gli atteggiamenti degli operatori sanitari nei confronti delle MGF in Paesi non praticanti. Sono stati inclusi studi osservazionali sia quantitativi che qualitativi. Data l’eterogeneità delle popolazioni studiate, delle definizioni degli esiti e degli strumenti di valutazione, i risultati sono stati sintetizzati in forma narrativa. Gli studi quantitativi sono stati valutati utilizzando la matrice di qualità proposta da Zurynski et al., mentre quelli qualitativi sono stati analizzati mediante la Joanna Briggs Institute Critical Appraisal Checklist. Risultati: sono stati esaminati 1.046 record per titolo e abstract, e 140 articoli in testo completo per verificarne l’idoneità. Dopo l’esclusione di 109 studi, 31 sono stati inclusi nell’analisi (23 quantitativi e 8 qualitativi). Nei diversi contesti, molti operatori hanno riferito esperienze cliniche con donne affette da MGF, tuttavia è emersa un’ampia variabilità in termini di conoscenze, formazione e atteggiamenti. Le principali lacune riguardavano la legislazione vigente, la classificazione dell’OMS, le linee guida cliniche, i percorsi di invio e i protocolli operativi. Le ostetriche e i professionisti più giovani tendevano a mostrare livelli di conoscenza più elevati. La partecipazione a corsi di formazione variava dal 5% al 91%, e la maggior parte dei partecipanti la considerava insufficiente. La fiducia nella capacità di fornire consulenza alle donne a rischio risultava generalmente bassa. I risultati qualitativi hanno confermato tali tendenze, evidenziando difficoltà nell’identificazione e classificazione delle MGF, barriere comunicative, scarsa consapevolezza degli obblighi legali, sistemi di documentazione inadeguati e l’influenza delle convinzioni culturali degli operatori sulla qualità dell’assistenza. Conclusioni: sono ancora necessari notevoli sforzi per garantire che gli operatori sanitari dispongano delle competenze necessarie per offrire un’assistenza di alta qualità e culturalmente appropriata alle donne affette da MGF. La ricerca futura dovrebbe concentrarsi sullo sviluppo di strumenti validati per valutare il livello di preparazione degli operatori, sull’adozione di approcci metodologici misti in grado di integrare le prospettive di pazienti e professionisti, e sulla definizione di quadri formativi che promuovano programmi di formazione standardizzati e aggiornati, volti a rafforzare le conoscenze e la fiducia nella gestione clinica delle MGF. Parole chiave: female genital mutilation; female genital cutting, healthcare professionals; systematic review; knowledge; attitudes; practice; education

Mutilazioni genitali femminili (MGF): una revisione sistematica su conoscenze, attitudini, formazione ed esperienza clinica del personale sanitario nei paesi a forte pressione migratoria

SICA, PINA
2024/2025

Abstract

Introduzione: con l’aumento della globalizzazione e dei flussi migratori, il numero di donne sottoposte a mutilazioni genitali femminili (MGF) che risiedono in Paesi in cui tale pratica non è tradizionalmente eseguita è in costante crescita. Gli operatori sanitari che lavorano in questi contesti sono chiamati a rispondere ai complessi bisogni di salute di questa popolazione vulnerabile. La presente revisione sistematica si propone di sintetizzare la letteratura recente riguardante le conoscenze, la preparazione e la formazione degli operatori sanitari in merito alle MGF, al fine di individuare le principali lacune e fornire indicazioni per future iniziative formative e di policy. Materiali e metodi: è stata condotta una revisione sistematica delle banche dati PubMed, Scopus ed Embase, individuando gli articoli pubblicati a partire da gennaio 2015 che analizzavano le conoscenze, la formazione e gli atteggiamenti degli operatori sanitari nei confronti delle MGF in Paesi non praticanti. Sono stati inclusi studi osservazionali sia quantitativi che qualitativi. Data l’eterogeneità delle popolazioni studiate, delle definizioni degli esiti e degli strumenti di valutazione, i risultati sono stati sintetizzati in forma narrativa. Gli studi quantitativi sono stati valutati utilizzando la matrice di qualità proposta da Zurynski et al., mentre quelli qualitativi sono stati analizzati mediante la Joanna Briggs Institute Critical Appraisal Checklist. Risultati: sono stati esaminati 1.046 record per titolo e abstract, e 140 articoli in testo completo per verificarne l’idoneità. Dopo l’esclusione di 109 studi, 31 sono stati inclusi nell’analisi (23 quantitativi e 8 qualitativi). Nei diversi contesti, molti operatori hanno riferito esperienze cliniche con donne affette da MGF, tuttavia è emersa un’ampia variabilità in termini di conoscenze, formazione e atteggiamenti. Le principali lacune riguardavano la legislazione vigente, la classificazione dell’OMS, le linee guida cliniche, i percorsi di invio e i protocolli operativi. Le ostetriche e i professionisti più giovani tendevano a mostrare livelli di conoscenza più elevati. La partecipazione a corsi di formazione variava dal 5% al 91%, e la maggior parte dei partecipanti la considerava insufficiente. La fiducia nella capacità di fornire consulenza alle donne a rischio risultava generalmente bassa. I risultati qualitativi hanno confermato tali tendenze, evidenziando difficoltà nell’identificazione e classificazione delle MGF, barriere comunicative, scarsa consapevolezza degli obblighi legali, sistemi di documentazione inadeguati e l’influenza delle convinzioni culturali degli operatori sulla qualità dell’assistenza. Conclusioni: sono ancora necessari notevoli sforzi per garantire che gli operatori sanitari dispongano delle competenze necessarie per offrire un’assistenza di alta qualità e culturalmente appropriata alle donne affette da MGF. La ricerca futura dovrebbe concentrarsi sullo sviluppo di strumenti validati per valutare il livello di preparazione degli operatori, sull’adozione di approcci metodologici misti in grado di integrare le prospettive di pazienti e professionisti, e sulla definizione di quadri formativi che promuovano programmi di formazione standardizzati e aggiornati, volti a rafforzare le conoscenze e la fiducia nella gestione clinica delle MGF. Parole chiave: female genital mutilation; female genital cutting, healthcare professionals; systematic review; knowledge; attitudes; practice; education
2024
Female genital mutilation and cutting (FGM/C): a systematic review of healthcare professionals' knowledge, attitudes, training and clinical experience in countries with high migratory pressure
FGM/C
healthcare providers
knowledge
attitudes
practice
File in questo prodotto:
File Dimensione Formato  
Sica_Pina_2084809.pdf

Accesso riservato

Dimensione 968.8 kB
Formato Adobe PDF
968.8 kB Adobe PDF

The text of this website © Università degli studi di Padova. Full Text are published under a non-exclusive license. Metadata are under a CC0 License

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/99818