This thesis investigates a still little-explored aspect of Bruno Munari’s work: his activity as the author of television programs for children. A multifaceted figure of the twentieth century, Munari moved across art, design, and education with a constant focus on experimentation and creative freedom. The research explores how his pedagogy—based on learning through making, observation, and imagination—was translated into the television medium during a period when Italian broadcasting was defining its educational and cultural mission. Through an integrated methodological approach that combines historical-archival research with a post-qualitative perspective, the study reconstructs the production context of Munari’s television programs, such as Costruire è facile (1956), La scatola dei giochi (1976), and Vidikon (1979), analyzing their content, aims, and modes of communication. These programs, designed for a young audience, did not merely convey information but offered genuine experiences of visual and manual learning, in which play became a tool for knowledge. The analysis of materials preserved in the RAI archives and available audiovisual sources reveals how Munari turned television into an active workshop, where the child is the protagonist and curiosity becomes the driving force of discovery. The reflections emerging from this study invite us to reconsider television as a formative and creative space, restoring to Munari his role as a pioneer of a visual pedagogy still capable of inspiring contemporary education in image and media.

Il presente lavoro indaga un aspetto ancora poco esplorato dell’opera di Bruno Munari: la sua attività come autore di programmi televisivi per l’infanzia. Figura poliedrica del Novecento, Munari ha attraversato arte, design ed educazione con uno sguardo sempre orientato alla sperimentazione e alla libertà creativa. La ricerca analizza in che modo la sua pedagogia – fondata sull’apprendimento attraverso il fare, sull’osservazione e sull’immaginazione – si sia tradotta nel linguaggio televisivo, in un periodo in cui la televisione italiana andava definendo la propria vocazione educativa e culturale. Attraverso un approccio metodologico integrato, che combina l’indagine storico-archivistica e la prospettiva post-qualitativa, il lavoro ricostruisce il contesto di produzione delle trasmissioni di Munari, come Costruire è facile (1956), La scatola dei giochi (1976) e Vidikon (1979), analizzandone contenuti, obiettivi e modalità comunicative. Questi programmi, ideati per un pubblico di bambini e bambine, non si limitavano a trasmettere nozioni, ma proponevano vere esperienze di apprendimento visivo e manuale, in cui il gioco diventava strumento di conoscenza. L’analisi dei materiali conservati negli archivi RAI e delle fonti audiovisive disponibili rivela come Munari abbia saputo trasformare la televisione in un laboratorio attivo, dove il bambino è protagonista e la curiosità diventa motore conoscitivo. Le riflessioni emerse permettono di ripensare la televisione come spazio formativo e creativo, restituendo a Munari il ruolo di precursore di una pedagogia visiva ancora oggi capace di ispirare l’educazione all’immagine e ai media.

Bruno Munari in televisione: le sperimentazioni e le innovazioni di un artista poliedrico.

MARTIN, BEATRICE
2024/2025

Abstract

This thesis investigates a still little-explored aspect of Bruno Munari’s work: his activity as the author of television programs for children. A multifaceted figure of the twentieth century, Munari moved across art, design, and education with a constant focus on experimentation and creative freedom. The research explores how his pedagogy—based on learning through making, observation, and imagination—was translated into the television medium during a period when Italian broadcasting was defining its educational and cultural mission. Through an integrated methodological approach that combines historical-archival research with a post-qualitative perspective, the study reconstructs the production context of Munari’s television programs, such as Costruire è facile (1956), La scatola dei giochi (1976), and Vidikon (1979), analyzing their content, aims, and modes of communication. These programs, designed for a young audience, did not merely convey information but offered genuine experiences of visual and manual learning, in which play became a tool for knowledge. The analysis of materials preserved in the RAI archives and available audiovisual sources reveals how Munari turned television into an active workshop, where the child is the protagonist and curiosity becomes the driving force of discovery. The reflections emerging from this study invite us to reconsider television as a formative and creative space, restoring to Munari his role as a pioneer of a visual pedagogy still capable of inspiring contemporary education in image and media.
2024
Bruno Munari on television: the experiments and innovations of a multifaceted artist.
Il presente lavoro indaga un aspetto ancora poco esplorato dell’opera di Bruno Munari: la sua attività come autore di programmi televisivi per l’infanzia. Figura poliedrica del Novecento, Munari ha attraversato arte, design ed educazione con uno sguardo sempre orientato alla sperimentazione e alla libertà creativa. La ricerca analizza in che modo la sua pedagogia – fondata sull’apprendimento attraverso il fare, sull’osservazione e sull’immaginazione – si sia tradotta nel linguaggio televisivo, in un periodo in cui la televisione italiana andava definendo la propria vocazione educativa e culturale. Attraverso un approccio metodologico integrato, che combina l’indagine storico-archivistica e la prospettiva post-qualitativa, il lavoro ricostruisce il contesto di produzione delle trasmissioni di Munari, come Costruire è facile (1956), La scatola dei giochi (1976) e Vidikon (1979), analizzandone contenuti, obiettivi e modalità comunicative. Questi programmi, ideati per un pubblico di bambini e bambine, non si limitavano a trasmettere nozioni, ma proponevano vere esperienze di apprendimento visivo e manuale, in cui il gioco diventava strumento di conoscenza. L’analisi dei materiali conservati negli archivi RAI e delle fonti audiovisive disponibili rivela come Munari abbia saputo trasformare la televisione in un laboratorio attivo, dove il bambino è protagonista e la curiosità diventa motore conoscitivo. Le riflessioni emerse permettono di ripensare la televisione come spazio formativo e creativo, restituendo a Munari il ruolo di precursore di una pedagogia visiva ancora oggi capace di ispirare l’educazione all’immagine e ai media.
Bruno Munari
Televisione
Educazione
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12608/99873