INTRODUZIONE: L’afasia vascolare post-ictus rappresenta una delle principali cause di disabilità comunicativo-linguistica nell’adulto e richiede percorsi riabilitativi strutturati e prolungati nel tempo. In questo contesto, l’evoluzione delle tecnologie assistive, della teleriabilitazione e delle applicazioni digitali ha ampliato le possibilità di intervento logopedico, ponendo la necessità di confrontare in modo sistematico i modelli riabilitativi tradizionali con quelli tecnologici e con approcci integrati. SCOPO: Il presente lavoro si propone di indagare, tramite una revisione sistematica, l’efficacia dei diversi approcci riabilitativi logopedici tradizionali, tecnologici e ibridi nel trattamento dell’afasia vascolare post-ictus, con particolare attenzione agli esiti linguistici e, quando disponibili, alla comunicazione funzionale. METODI: La revisione è stata condotta secondo il modello PICO e il diagramma di flusso PRISMA. Sono stati inclusi studi su adulti (≥19 anni) con diagnosi di afasia conseguente a ictus ischemico o emorragico, in fase sub-acuta, post-acuta o cronica, sottoposti a interventi logopedici tradizionali, supportati da tecnologia assistiva o combinati, con outcome linguistici e/o comunicativo-funzionali; sono stati accettati studi con e senza gruppo di controllo. La ricerca, effettuata in un database biomedico internazionale, ha identificato 1725 record; dopo la rimozione dei duplicati (n=1345), 174 articoli sono stati sottoposti a screening su titolo e abstract, 81 valutati a full-text e 26 inclusi nella sintesi finale. Gli studi sono stati suddivisi in tre sottogruppi (10 approcci tradizionali, 10 tecnologici, 6 ibridi) e la qualità metodologica è stata valutata tramite la versione modificata della checklist di Downs e Black. RISULTATI: Gli interventi tradizionali, radicati in modelli didattici, neurolinguistici, di stimolazione e neuro-psicologici, mostrano miglioramenti significativi nelle abilità specificamente trattate (in particolare denominazione, produzione di frasi e comprensione) soprattutto nei quadri di afasia lieve-moderata, con generalizzazione più incerta al linguaggio spontaneo e alla comunicazione funzionale. Gli approcci tecnologici (software e app per la pratica domiciliare, teleriabilitazione, realtà virtuale, strumenti di CAA ad alta tecnologia) risultano promettenti nell’aumentare il “dosaggio” riabilitativo, personalizzare gli stimoli e favorire l’accesso continuativo al trattamento, ma l’evidenza è eterogenea, con campioni spesso ridotti, follow up brevi ed effetti prevalentemente item-specifici, talvolta poco trasferibili alla conversazione e alla qualità di vita. Gli approcci ibridi, che integrano sedute in presenza e componenti digitali, mostrano esiti almeno comparabili (e in alcuni casi superiori) ai soli interventi tradizionali sul profilo linguistico globale, con segnali positivi anche sulla comunicazione quotidiana e sulla continuità della presa in carico, pur in presenza di importanti limiti metodologici. CONCLUSIONI: Nel complesso, la revisione conferma il ruolo centrale della logopedia nella presa in carico dell’afasia vascolare post-ictus e indica che nessun modello riabilitativo (tradizionale, tecnologico o ibrido) può essere considerato superiore in senso assoluto; ciascun approccio presenta specifici punti di forza e limiti di applicabilità. Le tecnologie assistive appaiono oggi particolarmente indicate come complemento ai modelli tradizionali all’interno di percorsi integrati centrati sulla persona, più che come alternativa esclusiva. I risultati sottolineano, tuttavia, la necessità di studi futuri con campioni più ampi, disegni randomizzati controllati, follow up prolungati e outcome maggiormente orientati alla comunicazione funzionale, alla partecipazione e alla qualità di vita, per definire con maggiore precisione il profilo di efficacia e sostenibilità dei diversi modelli riabilitativi.
AFASIA E TECNOLOGIA ASSISTIVA: Revisione sistematica dei Modelli Riabilitativi Tradizionali e Tecnologici
GHEORGHE, BIANCA MARIA
2024/2025
Abstract
INTRODUZIONE: L’afasia vascolare post-ictus rappresenta una delle principali cause di disabilità comunicativo-linguistica nell’adulto e richiede percorsi riabilitativi strutturati e prolungati nel tempo. In questo contesto, l’evoluzione delle tecnologie assistive, della teleriabilitazione e delle applicazioni digitali ha ampliato le possibilità di intervento logopedico, ponendo la necessità di confrontare in modo sistematico i modelli riabilitativi tradizionali con quelli tecnologici e con approcci integrati. SCOPO: Il presente lavoro si propone di indagare, tramite una revisione sistematica, l’efficacia dei diversi approcci riabilitativi logopedici tradizionali, tecnologici e ibridi nel trattamento dell’afasia vascolare post-ictus, con particolare attenzione agli esiti linguistici e, quando disponibili, alla comunicazione funzionale. METODI: La revisione è stata condotta secondo il modello PICO e il diagramma di flusso PRISMA. Sono stati inclusi studi su adulti (≥19 anni) con diagnosi di afasia conseguente a ictus ischemico o emorragico, in fase sub-acuta, post-acuta o cronica, sottoposti a interventi logopedici tradizionali, supportati da tecnologia assistiva o combinati, con outcome linguistici e/o comunicativo-funzionali; sono stati accettati studi con e senza gruppo di controllo. La ricerca, effettuata in un database biomedico internazionale, ha identificato 1725 record; dopo la rimozione dei duplicati (n=1345), 174 articoli sono stati sottoposti a screening su titolo e abstract, 81 valutati a full-text e 26 inclusi nella sintesi finale. Gli studi sono stati suddivisi in tre sottogruppi (10 approcci tradizionali, 10 tecnologici, 6 ibridi) e la qualità metodologica è stata valutata tramite la versione modificata della checklist di Downs e Black. RISULTATI: Gli interventi tradizionali, radicati in modelli didattici, neurolinguistici, di stimolazione e neuro-psicologici, mostrano miglioramenti significativi nelle abilità specificamente trattate (in particolare denominazione, produzione di frasi e comprensione) soprattutto nei quadri di afasia lieve-moderata, con generalizzazione più incerta al linguaggio spontaneo e alla comunicazione funzionale. Gli approcci tecnologici (software e app per la pratica domiciliare, teleriabilitazione, realtà virtuale, strumenti di CAA ad alta tecnologia) risultano promettenti nell’aumentare il “dosaggio” riabilitativo, personalizzare gli stimoli e favorire l’accesso continuativo al trattamento, ma l’evidenza è eterogenea, con campioni spesso ridotti, follow up brevi ed effetti prevalentemente item-specifici, talvolta poco trasferibili alla conversazione e alla qualità di vita. Gli approcci ibridi, che integrano sedute in presenza e componenti digitali, mostrano esiti almeno comparabili (e in alcuni casi superiori) ai soli interventi tradizionali sul profilo linguistico globale, con segnali positivi anche sulla comunicazione quotidiana e sulla continuità della presa in carico, pur in presenza di importanti limiti metodologici. CONCLUSIONI: Nel complesso, la revisione conferma il ruolo centrale della logopedia nella presa in carico dell’afasia vascolare post-ictus e indica che nessun modello riabilitativo (tradizionale, tecnologico o ibrido) può essere considerato superiore in senso assoluto; ciascun approccio presenta specifici punti di forza e limiti di applicabilità. Le tecnologie assistive appaiono oggi particolarmente indicate come complemento ai modelli tradizionali all’interno di percorsi integrati centrati sulla persona, più che come alternativa esclusiva. I risultati sottolineano, tuttavia, la necessità di studi futuri con campioni più ampi, disegni randomizzati controllati, follow up prolungati e outcome maggiormente orientati alla comunicazione funzionale, alla partecipazione e alla qualità di vita, per definire con maggiore precisione il profilo di efficacia e sostenibilità dei diversi modelli riabilitativi.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/99896