Introduzione. La disfonia è un’alterazione qualitativa e/o quantitativa della voce parlata che consegue ad una modificazione strutturale e/o funzionale di uno o più organi coinvolti nella sua produzione o ad una inadeguatezza delle relazioni dinamiche tra le diverse componenti dell’apparato pneumofonoarticolatorio. Il rischio complessivo di sviluppo di disfonia si attesta intorno al 28-30% circa. Per indagare la disfonia è necessaria una valutazione clinico-strumentale accurata, che analizzi le caratteristiche morfologiche e funzionali delle strutture anatomiche coinvolte e i principali parametri percettivi e acustici compromessi. L’impatto della disfonia sulla qualità della vita viene rilevato tramite questionari di autovalutazione, come il VHI-10, e tramite l’autovalutazione comparativa della disfonia pre-post trattamento. Data la rilevanza epidemiologica della disfonia e le sue ripercussioni, risulta importante lo sviluppo di approcci diagnostici integrati e multidimensionali, anche al fine di migliorare e personalizzare la presa in carico terapeutica e riabilitativa. Materiali e metodi. Il progetto di tesi sperimentale si basa su un analisi osservazionale retrospettiva dei dati clinici. Lo studio ha incluso un campione complessivo di 268 pazienti adulti con diagnosi di disfonia, valutati presso l’U.O.C. Foniatria e Audiologia dell’Università di Padova/AULSS2, nel periodo compreso tra gennaio 2016 e febbraio 2019. Sono stati inclusi nello studio tutti i pazienti con disfonia documentata tramite analisi percettiva della voce e con diagnosi foniatrica definita rientrante nelle categorie eziologiche prese in considerazione. Sono stati esclusi i pazienti sottoposti a laringectomia totale o ad interventi chirurgici che comportassero la perdita della funzionalità laringea. Inoltre sono stati esclusi i pazienti per la quale la documentazione clinica non risultava completa. L’analisi statistica è stata condotta mediante modelli di regressione logistica univariata e multivariata al fine di individuare potenziali predittori indipendenti di risposta al trattamento logopedico. Risultati. L’analisi ha evidenziato un miglioramento significativo del punteggio VHI-10 post terapia logopedica. I risultati ottenuti hanno evidenziato che l’outcome funzionale risulta influenzato da molteplici variabili cliniche. Tra queste, la frequenza fondamentale (F0), il parametro acustico shimmer e la categoria diagnostica della paralisi cordale si sono dimostrate predittori significativi in relazione alla percezione dello sforzo vocale, mentre il tempo massimo fonatorio ha mostrato correlazioni con il miglioramento della qualità vocale. L’analisi di regressione lineare multivariata ha ulteriormente confermato che il miglioramento del punteggio del VHI-10 post-trattamento è significativamente associato a specifiche variabili, tra cui la categoria diagnostica delle paralisi cordali, i parametri percettivi della scala GIRBAS (G, R e S) e il tempo massimo fonatorio. E’ inoltre emersa una correlazione positiva tra il numero di sedute logopediche e il grado di miglioramento percepito, sottolineando l’importanza della continuità e durata del trattamento. Conclusioni. Dal punto di vista clinico-logopedico, l’individuazione di questi specifici parametri clinici, acustici e percettivi in fase di valutazione iniziale potrebbe consentire di predire con maggiore accuratezza l’outcome funzionale del trattamento logopedico, favorendo la pianificazione di interventi logopedici più specifici e personalizzati. Per confermare e approfondire i risultati emersi dal presente studio, si rendono necessari studi preferibilmente prospettici condotti su casiste multicentriche, in grado di ridurre i bias legati alla selezione del campione e di validare ulteriormente il modello predittivo proposto.
Fattori predittivi di risposta alla terapia logopedica nei pazienti con disfonia: un modello multivariato
MARTINELLI, GIORGIA
2024/2025
Abstract
Introduzione. La disfonia è un’alterazione qualitativa e/o quantitativa della voce parlata che consegue ad una modificazione strutturale e/o funzionale di uno o più organi coinvolti nella sua produzione o ad una inadeguatezza delle relazioni dinamiche tra le diverse componenti dell’apparato pneumofonoarticolatorio. Il rischio complessivo di sviluppo di disfonia si attesta intorno al 28-30% circa. Per indagare la disfonia è necessaria una valutazione clinico-strumentale accurata, che analizzi le caratteristiche morfologiche e funzionali delle strutture anatomiche coinvolte e i principali parametri percettivi e acustici compromessi. L’impatto della disfonia sulla qualità della vita viene rilevato tramite questionari di autovalutazione, come il VHI-10, e tramite l’autovalutazione comparativa della disfonia pre-post trattamento. Data la rilevanza epidemiologica della disfonia e le sue ripercussioni, risulta importante lo sviluppo di approcci diagnostici integrati e multidimensionali, anche al fine di migliorare e personalizzare la presa in carico terapeutica e riabilitativa. Materiali e metodi. Il progetto di tesi sperimentale si basa su un analisi osservazionale retrospettiva dei dati clinici. Lo studio ha incluso un campione complessivo di 268 pazienti adulti con diagnosi di disfonia, valutati presso l’U.O.C. Foniatria e Audiologia dell’Università di Padova/AULSS2, nel periodo compreso tra gennaio 2016 e febbraio 2019. Sono stati inclusi nello studio tutti i pazienti con disfonia documentata tramite analisi percettiva della voce e con diagnosi foniatrica definita rientrante nelle categorie eziologiche prese in considerazione. Sono stati esclusi i pazienti sottoposti a laringectomia totale o ad interventi chirurgici che comportassero la perdita della funzionalità laringea. Inoltre sono stati esclusi i pazienti per la quale la documentazione clinica non risultava completa. L’analisi statistica è stata condotta mediante modelli di regressione logistica univariata e multivariata al fine di individuare potenziali predittori indipendenti di risposta al trattamento logopedico. Risultati. L’analisi ha evidenziato un miglioramento significativo del punteggio VHI-10 post terapia logopedica. I risultati ottenuti hanno evidenziato che l’outcome funzionale risulta influenzato da molteplici variabili cliniche. Tra queste, la frequenza fondamentale (F0), il parametro acustico shimmer e la categoria diagnostica della paralisi cordale si sono dimostrate predittori significativi in relazione alla percezione dello sforzo vocale, mentre il tempo massimo fonatorio ha mostrato correlazioni con il miglioramento della qualità vocale. L’analisi di regressione lineare multivariata ha ulteriormente confermato che il miglioramento del punteggio del VHI-10 post-trattamento è significativamente associato a specifiche variabili, tra cui la categoria diagnostica delle paralisi cordali, i parametri percettivi della scala GIRBAS (G, R e S) e il tempo massimo fonatorio. E’ inoltre emersa una correlazione positiva tra il numero di sedute logopediche e il grado di miglioramento percepito, sottolineando l’importanza della continuità e durata del trattamento. Conclusioni. Dal punto di vista clinico-logopedico, l’individuazione di questi specifici parametri clinici, acustici e percettivi in fase di valutazione iniziale potrebbe consentire di predire con maggiore accuratezza l’outcome funzionale del trattamento logopedico, favorendo la pianificazione di interventi logopedici più specifici e personalizzati. Per confermare e approfondire i risultati emersi dal presente studio, si rendono necessari studi preferibilmente prospettici condotti su casiste multicentriche, in grado di ridurre i bias legati alla selezione del campione e di validare ulteriormente il modello predittivo proposto.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.12608/99904